IL FATTO

Fallimento Edimo Spa: il patron Taddei: «lavoro per salvare futuro occupazionale e produttivo»

«Epilogo inatteso non dipeso dalla nostra volontà»

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Fallimento Edimo Spa: il patron Taddei: «lavoro per salvare futuro occupazionale e produttivo»

L’AQUILA. «La famiglia Taddei e tutta la dirigenza sono impegnate giorno e notte a salvaguardare il futuro occupazionale e produttivo del Gruppo, evitando che quanto accaduto possa causare conseguenze ancora più drammatiche».
Lo afferma Carlo Taddei, patron del gruppo Edimo dell’Aquila, specializzato nelle grandi realizzazioni industriali, prendendo posizione sulla vicenda del fallimento di una delle società del gruppo, la Edimo Spa.
La società per azioni è stata dichiarata fallita il 19 febbraio scorso dal tribunale di Roma dopo un’istanza accolta della società Wilsider, fornitore di acciaio (creditrice per 50 mila euro), per tramite dell’assicurazione Siac che ha saldato l’azienda, che aveva il credito assicurato, e ha proseguito la procedura fallimentare, e alla fine il giudice ha dato ragione alla compagnia assicurativa.
Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, però, alla base del fallimento ci sarebbe stata una vera e propria svista e a confermarlo anche l’importo piuttosto irrisorio per la Spa aquilana che tre giorni prima del fallimento aveva pagato stipendi arretrati e saldato cambiali per un importo di un milione e mezzo circa, come gruppo.
Sarebbe infatti ‘sfuggita’ una mail certificata tra lo stesso tribunale e lo staff dell'ufficio contratti della spa, un errore che è costato caro. Intanto la politica regionale si sta mobilitando anche perché si teme che possa esserci un effetto domino che coinvolga anche altre società del gruppo.
«Il rischio reale - ha già spiegato nei giorni scorsi Gino Mattuccilli (Fim Cisl) è che saltino 430 posti di lavoro». La proprietà, infatti, ha spiegato che la Edimo spa detiene il 98 per cento delle quote azionarie dell’intero gruppo. «Il fallimento della stessa porterà, per l’effetto domino, pesantissime ripercussioni su tutte le altre società del gruppo, con 430 lavoratori a rischio licenziamento», ha sottolineato Mattuccilli. «Abbiamo chiesto e ottenuto un incontro immediato con la Regione per capire quali sono le possibilità di intervento».
Una seconda riunione è stata fissata per venerdì prossimo nella sede della Regione.

«PENSO AI DIPENDENTI»
«Il pensiero va ai dipendenti, ai fornitori e ai committenti che, da sempre, ci sono vicini. Tanto che il rapporto, fin dal 1969, non è mai stato di dipendenza, ma di fratellanza», spiega Taddei.
«Anche se non riusciamo ancora a capacitarci di un epilogo tanto inatteso quanto funesto, per il quale stiamo facendo verifiche interne per stabilire la causa e quando ci saranno i risultati ci pronunceremo - prosegue - Il nostro obiettivo, che perseguiremo con tutte le nostre forze, è uscire prima possibile da questa situazione drammatica che, rimarchiamo con chiarezza e fermezza, non è dipesa dalla nostra volontà. Visto che siamo da anni in prima linea per superare gli ostacoli generati da una crisi europea e locale senza precedenti».
L’azienda potrebbe presentare un’istanza per revocare il fallimento nel quale far emergere una realtà non certo da fallimento.
In tal senso, l’imprenditore sottolinea il fatto che per contrastare il periodo difficile, «da tempo abbiamo promosso un’azione di ristrutturazione fatta di tagli e tanti sacrifici da parte di tutti. Il nostro programma, tuttavia, prevedeva una ripresa nel prossimo autunno con il conseguente inizio del rientro delle esposizioni - anticipa - Vogliamo dare seguito alle attività per salvaguardare posti di lavoro e quindi famiglie». «Lunedì scorso abbiamo spiegato la nostra strategia e illustrato le problematiche ai dipendenti e ai sindacati, comunque il nostro auspicio è di riprendere l’attività prima possibile. Eventuali osservazioni e critiche che vengono da persone incompetenti le consideriamo errate e superficiali, dal momento che non sono avvalorate da quanto accaduto», aggiunge ancora.
«In riferimento agli sviluppi, sarà nostra cura e impegno, nei giorni a venire, tenere aggiornati dipendenti, fornitori e l’opinione pubblica sulle scelte e le decisioni che si andranno ad adottare per voltare pagina - conclude Carlo Taddei - Vogliamo uscire assolutamente da questa situazione per dare risposte nel minore tempo possibile ai dipendenti, all’indotto e alla città intera».

LOLLI CONVOCA RIUNIONE ISTITUZIONALE
Intanto il vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, ha convocato per mercoledì 4 marzo, alle ore 9, presso la Sala Celestino di Palazzo Silone all'Aquila, un incontro istituzionale per affrontare la situazione e le prospettive dei lavoratori e delle aziende del Gruppo Edimo. All'incontro sono stati chiamati a partecipare i vertici della Edimo Spa, i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, di Fiom, Fim e Uilm, di Fillea, Filca e Feneal, Confindustria L'Aquila, Ance L'Aquila, il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, il sindaco di Poggio Picenze, Luca Frittella e il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo.