LA MISSIVA

Azienda Majella Morrone, «D’Alfonso ‘scavalca’ Sclocco» e incontra i dipendenti

Lavoratori con stipendi arretrati per 350 mila euro

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Azienda Majella Morrone, «D’Alfonso ‘scavalca’ Sclocco» e incontra i dipendenti




ABRUZZO. Nei giorni scorsi il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha inviato una lettera ai dipendenti dell’azienda Majella Morrone, per invitarli ad un incontro presso la Regione Abruzzo che si terrà mercoledì 11 marzo alle 18.30.
Il governatore ha annunciato che vuole ascoltare le posizioni, le proposte e le aspettative dei diretti interessati e cercare di sanare la situazione che si è venuta a creare nella società che si occupa della gestione dei servizi sociali di 16 Comuni della Val Pescara..
Il commissario liquidatore della Comunità Montana Pescarese ha accertato la presenza di un consistente debito, circa 2,8 milioni di euro, che la società Spa, Maiella e Morrone, avrebbe pendente con lo Stato. Ad oggi, i 66 dipendenti della società devono percepire tra stipendi e arretrati complessivamente 350 mila euro. Inoltre diversi Comuni che costituiscono l'Ambito Sociale n.35 (composto da 16 Comuni) risultano essere morosi nei confronti dell'azienda Maiella e Morrone per un totale di circa 1,2 milioni di euro per i servizi sociali che sono stati effettuati nei propri territori.
«Come al solito l’uso delle istituzioni da parte di D’Alfonso è piuttosto disinvolto», denuncia Corrado Di Sante (Rifondazione). Infatti il presidente scrive direttamente ai dipendenti per un incontro e dimentica l’assessora competente Marinella Sclocco che non è nemmeno citata nella lettera. Non è compito nostro ovviamente la tutela degli assessori regionali del Pd ma non possiamo non segnalare l’eccentrica iniziativa».

Di Sante si pone un interrogativo: come mai il presidente della Regione entra a gamba tesa proprio su questa vicenda scavalcando l’assessora alle politiche sociali?
«Sono note le frizioni all’interno della Giunta regionale, visto che i protagonisti della vicenda Majella & Morrone oggi siedono dentro la Giunta Regionale. Di Matteo dopo aver dovuto lasciare l’ACA spa aveva trasformato la Majella&Morrone nel suo nuovo habitat. Durante i cinque anni seguiti alla sua esclusione dalle liste regionali è stato nominato direttore della società. Si sa che Di Matteo non può stare senza una società o un ente pubblico da controllare e quindi durante l’astinenza forzata si è dedicato alla Majella&Morrone. Per una strana coincidenza anche in questo caso, come in quello dell’Aca spa, si è registrata una certa tendenza alla spesa. Abbiamo l’impressione che si continuino ad alimentare aspettative nel mantenere in vita l’azienda Majella&Morrone per non far luce sulle ragioni che hanno determinato l’accumulo dei debiti e il blocco degli stipendi».

Nel frattempo silenzio da parte della conferenza dei sindaci dell’ambito sociale n.35, l’unico soggetto titolato a decidere in che modo, ovvero tramite quale soggetto dovranno essere gestiti i servizi sociali all’interno dell’ambito, vista la soppressione delle comunità montane e il regime di proroga con cui opera da mesi la Majella & Morrone.
«D'altronde questi sindaci sono corresponsabili di quanto accaduto», sostiene Rifondazione che chiede di salvaguardare i diritti dei lavoratori e degli utenti e che al tempo stesso vengano verificate le responsabilità della cattiva gestione della società.
«Ricordiamo che mentre Di Matteo siede comodamente sulla profumatamente pagata poltrona di assessore regionale i lavoratori non percepiscono lo stipendio da luglio 2014, 8 mesi e debbono pure andare in giro per il territorio della Comunità montana a fare assistenza a spese loro», chiude Di Sante.
Nei giorni scorsi il consigliere regionale del M5S, Leandro Bracco, ha presentato una interpellanza all'Assessore Sclocco, per conoscere la reale situazione finanziaria, in che cosa consista il piano
sostenibile per il rilancio dell'azienda "Maiella e Morrone" e quali siano «i nominativi dei responsabili regionali che negli anni passati fino a oggi non hanno proceduto all'accertamento dei fondi che la Regione Abruzzo ogni anno versava ai Comuni dell'Ambito n.35».