GIUSTIZIA E RATTOPPI

Soppressione Tar Pescara, Consiglio Superiore di Giustizia Amministrativa dice no

Ora la palla passa al Governo

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Soppressione Tar Pescara, Consiglio Superiore di Giustizia Amministrativa dice no

PESCARA. Sabato scorso, durante l'ultima riunione il Plenum del Consiglio Superiore di Giustizia Amministrativa è arrivato il parere negativo alla soppressione del Tar, sezione staccata di Pescara.
L’accorpamento con la sezione aquilana è prevista per il 1° settembre del 2015 ma a questo punto ci sia ancora spazio per sperare. Intanto sabato scorso il presidente della sezione adriatica, Michele Eliantonio ha ritenuto di non procedere all'inaugurazione dell'anno giudiziario presso la sede di Pescara.
Ora al Governo e al competente Ministro che dovrà valutare tutta la documentazione e le motivazioni per decidere.
«Auspichiamo che le osservazioni rese al Ministro per le Riforme e i rapporti col Parlamento Maria Elena Boschi durante l'incontro di qualche giorno fa a cui ha partecipato anche la senatrice Federica Chiavaroli, possano confermare anche in sede governativa la volontà di tenere in vita la sezione del Tar di Pescara», commenta il sindaco Marco Alessandrini.

Oltre ai dati forniti a Boschi sulla facile accessibilità, sulla produttività e sulla considerazione per il territorio, è stato anche precisato che la sede, essendo ospitata presso locali di proprietà comunale all'interno del Tribunale, non genera oneri passivi aggiuntivi per la Pubblica Amministrazione.
Si augura che qualcosa possa ancora cambiare anche il deputato di Sel, Gianni Melilla, che ha criticato la relazione dell’avvocato aquilano Pierluigi Mantini (del Consiglio di Presidenza) che all’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar de Aquila «ha celebrato il funerale della sede di Pescara anzitempo».
«Quello che spiace», continua Melilla, «è inoltre rilevare giudizi infondati e ingenerosi sulla produttività e sulla efficienza del Tar di Pescara che non merita assolutamente di essere soppresso, come si è dimostrato con dati inoppugnabili. Su questa linea siamo impegnati e spiace che a L'Aquila non si sia colto che l'obiettivo di salvare il Tar di Pescara corrisponda all'interesse della maggior parte dei cittadini abruzzesi e non a pulsioni campanilistiche del tutto anacronistiche. Purtroppo da anni c'è chi soffia sul fuoco del campanilismo ignorando che spesso chi semina raccoglie tempesta. È invece necessario rilanciare la cultura dell'identità unitaria dell'Abruzzo contro le logiche dei sospetti, degli scippi e delle urla municipaliste».
Anche il presidente della Regione D'Alfonso si è speso per il mantenimento della sezione distaccata ma l’ultima parola spetta al governo Renzi.