PESCA

Riapre domenica la stagione della pesca: nei fiumi pescaresi torna la trota autoctona

I pesci sono nati nel Centro Ittiogenico Sperimentale e di Idrobiologia di L’Aquila

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Riapre domenica la stagione della pesca: nei fiumi pescaresi torna la trota autoctona

PESCARA. Cinque quintali di trote fario, di cui tre appartenenti al ceppo autoctono e due appartenenti al ceppo atlantico, sono state rilasciate il 12 febbraio nei fiumi della provincia di Pescara per la riapertura della stagione di pesca, fissata per domenica prossima, 1 marzo 2015.
L’operazione, eseguita dai tecnici del settore Pesca di palazzo dei marmi, con la collaborazione della Provincia dell’Aquila e della associazioni ittiche, rientra nella seconda fase del progetto per la salvaguardia e l’incremento del ceppo autoctono della trota nei bacini idrografici del pescarese, frutto di un protocollo d’intesa sottoscritto tra l’amministrazione provinciale e le due aree protette.
I pesci, di misura pescabile, sono nati nel Centro Ittiogenico Sperimentale e di Idrobiologia della Provincia dell’Aquila, partner dell’iniziativa dove dall’autunno 2003 è allevato anche uno stock di riproduttori puri del ceppo autoctono. Oggi oltre agli esemplari allevati al Vetoio abbiamo due nuclei di trota autoctona reintrodotti all'interno delle aree protette (Parco nazionale Gran Sasso Monti della Laga, Parco Maiella) che si autoriproducono, in un tratto di circa un chilometro e mezzo lungo il torrente Orte e uno di due chilometri e mezzo sul percorso del Tavo.

I ripopolamenti del 12 febbraio riguardano, invece, l'immissione di individui adulti di ceppo autoctono e di ceppo atlantico di taglia pescabile. Questa è una novità assoluta nel panorama italiano poiché inizia un nuovo percorso considerando la fauna una risorsa economica e attuando un prelievo sostenibile della specie. Gli esemplari che rilasciamo andranno negli anni a sostituire il ceppo atlantico. In questa fase i tratti interessati dal ripopolamento con ceppo autoctono ricadono principalmente all'interno dei siti di importanza comunitaria.
«Nel futuro - spiega il presidente della Provincia Antonio Di Marco - auspico che questo progetto possa essere esteso a tutto il territorio regionale per far sì che la specie autoctona torni nei nostri fiumi.
Grazie a questa sinergia con i Parchi e la Provincia dell’Aquila, poi, contribuiremo duna tutelare la biodiversità tipica del nostro ambiente fluviale».