PER CHI SUONA IL CAMPANILE

E’ ancora rivalità tra L’Aquila e Pescara: Cialente: «umiliato e amareggiato». Melilla: «stop campanilismo»

Riesplosa l’annosa diatriba tra i due capoluoghi di provincia

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3589

E’ ancora rivalità tra L’Aquila e Pescara: Cialente: «umiliato e amareggiato». Melilla: «stop campanilismo»

L’AQUILA. Consiglieri regionali, comunali, senatori e deputati: tutti mobilitati per evitare «l’ennesimo scippo» a L’Aquila, uno ‘scippo’ che potrebbe abbattersi nei prossimi giorni sulla città terremotata.
Proprio nel giorno in cui in Consiglio comunale è approdata la proposta di legge regionale per restituire dignità e centralità al ruolo del capoluogo di regione è  scoppiato il caso politico nato tra i palazzi romani del governo.
Giovedì mattina, infatti, il Consiglio comunale si è riunito, in seduta straordinaria aperta, per discutere in merito alla proposta di legge regionale per L'Aquila capoluogo, di cui sono relatori il presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso e il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, presenti alla seduta.
Una proposta che sembra fare a pugni con le indicazioni che provengono sempre in queste ore dal Governo Renzi che ritiene L’Aquila del post-sisma  off limits sul fronte delle sedi istituzionali.
La questione è emersa a seguito della lettura del decreto legislativo all'interno del Jobs Act sull'istituzione, a partire dal 1° gennaio 2016, di un' Agenzia unica del Lavoro con una sede nazionale a Roma e 18 sedi periferiche. Per l'Abruzzo la scelta è Pescara, si legge nella bozza del decreto.
E quanto impresso nel documento ha acceso gli animi degli aquilani. Dietro l' angolo, pronta a riesplodere, l'annosa diatriba tra L'Aquila e Pescara, che fa tornare alla mente la contesa per il capoluogo culminata con i moti del '71 in entrambe le città, ai tempi della istituzione dell'ente Regione.

CIALENTE SCRIVE A RENZI
La senatrice Stefania Pezzopane ha assicurato che si tratta solo di una bozza, che c’è ancora tempo per rimediare.  Il sindaco Cialente ha scritto una lettera al ministro del Lavoro Giuliano Poletti e al premier Matteo Renzi  e si dice «mortificato», «umiliato» e «amareggiato»: «mi sembra impossibile che a livello governativo, ed in particolare tra i dirigente dei vertici ministeriali, si abbia completa ignoranza della situazione degli immobili di proprietà».
Il sindaco ricorda, infatti, che a L’Aquila, in via XX Settembre il Dipartimento del Welfare possiede degli uffici presso la sede dell’ex Inpdap, di circa 4500 metri quadrati complessivi.  Non vi sarebbe quindi alcun problema ad ospitare più di 100 impiegati.
«Tale edificio è in via di recupero funzionale, sarà nuovo aderente alla normativa antisismica, intelligente dal punto di vista energetico, e che attualmente non avrebbe alcuna destinazione futura».
Per Cialente è dunque «pretestuoso ed ingiustificato, nonché offensivo nella nostra situazione particolare di comunità che si sta risollevando dalla tragedia che ci ha colpiti» quanto sostenuto dal governo.

D’ALFONSO: «L’AQUILA SHOW ROOM D’ABRUZZO»
Il consigliere regionale aquilano del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci, firmatario del pdl sull'Aquila capoluogo, ha chiesto risposte urgenti al presidente della Regione, Luciano D'Alfonso che oggi ha lanciato un primo segnale. «L'Aquila è uno showroom naturale di quanto di più bello il territorio regionale offre in tutte le sue articolazione ambientali, storiche, architettoniche, artistiche, eno-gastronomiche, culturali: per questo il suo ruolo deve essere di protagonista del rinnovamento e della crescita di tutta la regione».
D'Alfonso si è detto convinto che L'Aquila merita oggi più che mai di riacquistare il suo ruolo di guida e di motore dello sviluppo della regione.
Giorgio Fioravanti del Movimento 5 Stelle parla invece di «ennesimo, vergognoso, putrido tentativo di rapina istituzionale da parte del Partito Democratico ai danni del capoluogo».
«Che fine hanno fatto», chiede Fioravanti, «i vari paladini del capoluogo di destra e sinistra che in ogni campagna elettorale sventolano il campanile e l’identità cittadina per poi tradirli una volta ottenuto lo scranno?»

MELILLA VOCE FUORI DAL CORO
Il deputato di Sel, Gianni Melilla,  esorta, invece, a non ritornare a «vecchi e sterili» conflitti tra L’Aquila e Pescara e si dice stupito di aver visto riaffiorare «vecchie logiche campanilistiche da parte di alcuni politici evidentemente più aquilani che abruzzesi, che hanno strumentalizzato la proposta del Governo Renzi Trattandosi di una nuova struttura non si capisce come si possa parlare di "scippo"».
«Importanti uffici regionali e direzioni di Ministeri», fa notare Melilla, «sono a L'Aquila come a Pescara e questo corrisponde ad un equilibrio istituzionale e politico che non deve mai essere dimenticato. Dunque evitiamo di alzare barricate anacronistiche».
a.l.