SANITA'

Tagli sanità, le preoccupazioni degli infermieri abruzzesi

«Serve progetto regionale sul quale discutere»

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medico e infermiere

ABRUZZO. Il presidente della Regione Abruzzo nonché Commissario ad acta per la Sanità, Luciano D’Alfonso, ha inviato nei giorni scorsi due note alle Aziende Sanitarie Locali: una riguarda i beni e i servizi, l’altra riguarda il personale.

Una azione di blocco contenuta nei due provvedimenti e riferita, la prima, alla sospensione dell’acquisizione di beni e servizi e, la seconda, al taglio di parte del personale assunto con contratto a tempo determinato (la cui spesa dovrà ridursi nel 2015 al 50% di quella sostenuta nel 2009).

«Sarebbe più corretto e onesto», commentano Giancarlo Cicolini, Santina Calisse e Cristian Pediconi, presidenti provinciali dei collegi Ipasvi, la Federazione che rappresenta gli infermieri, «informare i finanziatori del sistema sanitario regionale, ovvero i cittadini, che, a seguito di una carenza di risorse, vengono tagliati i servizi destinati a garantire l'adeguatezza e la completezza della risposta ai bisogni di salute degli stessi. Viene naturale domandarsi se il “difetto” è nella carenza delle risorse economiche o nella programmazione regionale».
I presidenti Ipasvi sanno bene che il compito prioritario del Governo Regionale, relativamente ai servizi sanitari, è quello della programmazione (definire i servizi da garantire, dove, in quali strutture, con quali professionisti, con quali collegamenti e con quale “rete”) ma auspicherebbero un progetto regionale sul quale confrontarsi e discutere, in linea con quanto affermato dall’Ocse come necessità e ribadito dalla presidente della Federazione nazionale collegi Ipasvi, Annalisa Silvestro: «è necessario partire da dove gli infermieri sono sempre in primo piano anche nelle recenti norme di programmazione nazionale. Nei sistemi avanzati la programmazione o la riorganizzazione (che solitamente necessita di investimenti) anticipano la razionalizzazione».
«Come Infermieri», dicono i referenti provinciali, «riteniamo di grande importanza il “rientro” dalla situazione di commissariamento, ma non a scapito della salute delle persone e della sicurezza degli operatori».
L’Ipasvi vorrebbe in pratica che il governo regionale decidesse sulla base delle situazioni epidemiologiche, demografiche e sociali, in maniera “laica”. Inoltre chiedono che il Governo regionale definisca nuovi criteri per la determinazione delle dotazioni organiche e nuovi indirizzi per garantire le sostituzioni delle lunghe assenze (ad esempio quelle legate alle situazioni di gravidanza e ai benefici della Legge 104), sia per le strutture ospedaliere sia per i servizi territoriali e domiciliari.
«La nostra regione», chiudono Cicolini, Calisse e Pediconi, «è rimasta ferma per troppo tempo e non possiamo permetterci di perdere ulteriore terreno».

I Collegi Ipasvi della regione sono totalmente disponibili a collaborare allo sviluppo del sistema sanitario abruzzese, a tutela e a garanzia della popolazione e degli operatori.