ALTA TENSIONE

Elettrodotto Terna, passa la risoluzione M5s, salta lo sgambetto di Fi

Bagarre in consiglio, niente diretta streaming per l'assemblea più attesa

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3603

Elettrodotto Terna, passa la risoluzione  M5s, salta lo sgambetto di Fi




ABRUZZO. Alla fine una risoluzione che impegna la Regione a rivedere la procedura amministrativa e la Valutazione ambientale strategica (Vas) c’è.
Dopo oltre 4 ore di consiglio regionale straordinario sull’elettrodotto Villanova-Gissi chiesto dal Movimento 5 Stelle per discutere, valutare e trovare una spiegazione alle enormi incongruenze emerse, scritte e denunciate anche alle procure della Repubblica, si è raggiunta la quadra del cerchio.
Il documento approvato di fatto imporrebbe uno screeneng accurato dell’intera procedura di Vas e sarebbero impegnati a farlo tutti i direttori regionali interessati sotto la supervisione della giunta e del direttore generale Cristina Gerardis. 

Tra le diverse modifiche apportate alla risoluzione affinché ci fosse il consenso unanime dell'Aula, è stato introdotto un punto che impegna la Regione «affinché Terna ritiri le querele sporte contro i cittadini», querele giudicate intimidatorie. L'obiettivo del documento del M5s è quello di fare chiarezza sull'iter, sulla storia, sulle criticità e sulle presunte «irregolarità» che hanno caratterizzato la procedura autorizzativa. Alla risoluzione è stato allegato uno studio in cui vengono illustrati tutti i punti critici.

Una eventuale riapertura della Vas potrebbe eventualmente avvenire solo al termine di un'attività istruttoria.
A cosa servirà questa risoluzione e cosa si riuscirà a scoprire nella “rilettura” degli atti è presto per dirlo ma ad ora i comitati, dopo una lunga battaglia, segnano un punticino che difficilmente porterà al  blocco dell’opera «strategica nazionale».
Si registra però ancora una volta un consiglio regionale teso, fatto di proteste e sotterfugi e qualche sgambetto non riuscito.
Secondo quanto riferito da Sara Marcozzi (M5s) dopo che il Movimento 5 Stelle aveva presentato il suo “papello” (il documento redatto ed emendato strada facendo con i comitati territoriali) il gruppo di Forza Italia ha presentato un ulteriore documento con tre punti che è stato chiesto di approvare e che avrebbe ricevuto anche i voti del centrosinistra.

Quando il presidente Giuseppe Di Pangrazio stava per mettere in votazione la mozione di Fi è scoppiata la bagarre e Sara Marcozzi ha chiesto di votare prima la loro mozione perché cronologicamente precedente.
A quel punto con la votazione nominale davanti ad un folto pubblico che ha applaudito, contestato e rumoreggiato molto si è trovata la maggioranza sul documento, anzi addirittura l’unanimità.
Altro momento di tensione c’è stato quando Camillo D’Alessandro (Pd)  in prima battuta ha dichiarato di votare a favore della mozione  poi si è avvicinato al presidente D'Alfonso ed ha ripreso la parola per cambiare la sua posizione. Pettinari allora ha urlato per l’ennesima volta allo «scandalo».
Non si sono viste cose belle nella giornata di consiglio.
Il presidente Di Pangrazio oggi è stato contestatissimo per una conduzione che dalle opposizione è stata giudicata «scandalosamente parziale» come hanno detto tra gli altri Febbo, Gatti, Pettinari.
Purtroppo pessimo è stato anche il servizio che assicura da poco tempo la diretta streaming su diverse piattaforme e che si è inceppato proprio all’inizio di uno dei consigli più attesi, una pecca ingiustificabile che di fatto ha tagliato fuori migliaia di cittadini. Attendiamo di vedere comunque la registrazione sempre che non sia saltata pure quella.

«FALSITA’»   
Tra i punti maggiormente dibattuti e contestati apertamente dal Movimento 5 stelle ci sono state le ragioni che starebbero a fondamento della costruzione dell’opera.
Marcozzi ha detto chiaramente che i «dati Terna sono sbagliati, speriamo in buona fede», riferendosi al fabbisogno energetico della regione Abruzzo tra le verifiche da effettuare dunque ci sarebbero anche le reali necessità di energia elettrica regionali e nazionali.
«I dati dicono altro», ha detto Marcozzi, «il fabbisogno è sceso» e questo è uno dei punti inseriti anche nel dossier-denuncia del Forum dell’Acqua presentato nei giorni scorsi.
Eppure in una audizione poco prima del consiglio Terna ha ribadito il concetto.

LA PAURA DEL BUIO DI TERNA
«L’Abruzzo», hanno detto i tecnici di Terna, «è una tra le regioni italiane con il maggior deficit elettrico, con una differenza tra l’energia richiesta e quella prodotta pari al 33%. A questo si associa una carenza infrastrutturale elettrica che causa una notevole limitazione all’esercizio elettrico fino a un rischio black out per l’area. Il nuovo elettrodotto Villanova-Gissi servirà a immettere in rete una quantità maggiore dell’energia prodotta da un’importante centrale elettrica abruzzese, contribuendo a garantire la sicurezza ed efficienza del sistema elettrico dell’area, con ritorni sia in termini di efficienza sia in termini di risparmi per imprese e famiglie, nonché a valorizzare impianti esistenti senza richiederne la costruzione di nuovi».

Terna Rete Italia ha poi ricordato che «l’iter autorizzativo per l’opera avviato da Abruzzo Energia nel dicembre 2009 si è concluso il 15 gennaio 2013 con il rilascio del decreto autorizzativo da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare. Tale autorizzazione è stata volturata a Terna il 4 marzo 2013. Da quel momento, la Società ha partecipato a numerosi incontri e assemblee pubbliche con le diverse amministrazioni comunali interessate (Cepagatti, Casalincontrada, Filetto, Orsogna). L’audizione è stata l’occasione per ricordare che Terna Rete Italia ha rispettato tutte le prescrizioni impartite dal Ministero dell’Ambiente».

LA MORAL SUASION DI D’ALFONSO
«Faremo tutto ciò che il diritto ci consente di fare», ha invece commentato il presidente D’Alfonso, «la mia opinione è che questa opera non andava fatta, ma io ho ereditato delle procedure avanzate. Ora affideremo ad una competenza indiscutibile, cioè la presidente del Comitato Via, Cristina Gerardis, la lettura ultima di questa vicenda, sapendo che siamo arrivati al 91/mo minuto».
«Noi - ha ricordato il presidente - abbiamo agito sul terreno della moral suasion e non ce l'abbiamo fatta perché i pareri erano già conseguiti ed abbiamo revocato la cosiddetta 'direttiva Sorgi' che ha consentito questo safari. Ora ci rimane una contorsione che non escludiamo di realizzare: costituirci 'ad adiuvandum' a sostegno di coloro i quali hanno attivato il contenzioso».
«Cosa si può fare in più? Studiare nel dettaglio gli elementi di debolezza della procedura - ha sottolineato - per vedere se è possibile revocare l'intesa, ma di questo c'è bisogno di occuparsene con molta competenza e puntualità perché gli altri portatori di interessi non saranno fermi ovviamente. Ecco perché bisogna compiere messe in campo di comportamenti che poi sono resistenti», ha concluso D'Alfonso.

ABRUZZO. Risoluzione M5S Elettrodotto