AMBIENTE

Metanodotto, chiusura totale della Snam per un percorso alternativo

Formalizzato oggi il diniego all’intesa

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1563

Metanodotto, chiusura totale della Snam per un percorso alternativo




ROMA. Alcune criticità di natura tecnica e amministrativa quali la scarsa aderenza dell'opera alla resilienza sismica del territorio e la possibile incompatibilità con la normativa in materia di "usi civici".
E' quanto sostenuto oggi in conferenza dei servizi dall'assessore all'Ambiente, Mario Mazzocca intervenuto al Ministero dello Sviluppo Economico insieme al vice presidente Giovanni Lolli sulla vicenda del metanodotto Snam di Sulmona Si è trattato di una prima seduta di carattere istruttorio.
L'attuale procedimento riguarda l'accertamento della conformità urbanistica e l'imposizione del vincolo all'esproprio.
«Oltre a Snam e Regione - ha commentato Mazzocca - presenti anche molti Comuni interessati (tra cui L'Aquila, Sulmona, Pratola Peligna e Popoli), la Comunità montana Peligna, assente invece, la Provincia dell'Aquila in quanto pare non avesse ricevuto le note pec di convocazione. Abbiamo portato all'attenzione della conferenza oltre al tracciato Snam, ulteriori due opzioni: a tale riguardo la Snam ha mostrato la più netta chiusura ad ogni ipotesi di tracciato alternativo a quello Sulmona Foligno».
L’ Abruzzo e le regioni limitrofe (Marche, Puglia, Umbria e Molise) interessate al progetto di gasdotto della Snam si siano presentate con una posizione condivisa.
«Abbiamo deciso - spiega l'assessore - di andare a Roma con una strategia comune, incentrata sostanzialmente sul fatto di non esprimere alcun assenso all'Intesa sul progetto fino a quando non saranno sciolti i nodi relativi alla centrale di compressione di Sulmona e di trasferire contestualmente la discussione sul tavolo della Conferenza Stato Regioni».
L'Abruzzo ha formalizzato il diniego all'intesa presentando la delibera di Giunta regionale n.132 del 20 febbraio 2015 e le decisioni assunte nella riunione con i rappresentanti delle altre regioni nonché il documento dei Comuni interessati che evidenzia il loro parere contrario sull'opera.
Una vicenda che investe i temi della tutela ambientale, della sicurezza sismica e, più in generale, il futuro di interi territori che vanno tutelati per difendere gli interessi delle nostre comunità.