OPERE E OMISSIONI

Elettrodotto Villanova-Gissi. Mobilitazione per il Consiglio regionale straordinario

Una lista lunghissima di incongruenze e di motivazioni stilata e denunciata dagli ambientalisti

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Elettrodotto Villanova-Gissi. Mobilitazione per il Consiglio regionale straordinario




ABRUZZO. Oggi pomeriggio intorno alle 16 è previsto l’inizio del Consiglio regionale per discutere dell’elettrodotto Villanova-Gissi, un Consiglio chiesto ed ottenuto dal Movimento 5 stelle.
Si tratta di un appuntamento che non potrà che approvare atti di indirizzo generici visto che l’opera è già stata approvata ed i cantieri sono aperti.
L’obiettivo è quello di portare allo scoperto la politica –ha dichiarato Sara Marcozzi (M5s) – affinchè vengano palesate le vere posizioni politiche dei vari gruppi.
Intanto nelle scorse settimane il Forum Movimenti per l’Acqua ha reso noto il dossier sull’Elettrodotto Villanova-Gissi inviato ad Enti e Autorità ministeriali che denuncia evidenti incongruenze progettuali dell’opera mentre la società tende a tranquillizzare la popolazione

Le riserve sulla collocazione dei sostegni in zone sensibili dal punto di vista idrogeologico si aggiungono così alle censure da tempo contestate circa il passaggio della linea troppo vicino agli abitati residenziali (anche se in ipotesi si dichiara il rispetto dei limiti sui campi elettromagnetici, limiti che però la comunità scientifica non ritiene cautelativi) e circa la mancata concertazione con i Comuni e l’incompletezza delle fasi di VAS (Valutazione Ambientale Strategica).
Le fasi relative alla VAS, previste nel Piano di sviluppo di Terna e inizialmente avviate, non sono infatti mai state portate a compimento perché il progetto è passato – come opera di connessione – nelle mani di Abruzzoenergia e da lì in autorizzazione ai Ministeri.
Ma il lungo elenco del dossier  comprende anche le presunte irregolarità dei cantieri, l’inosservanza di molte prescrizioni dei decreti e le difformità dei sostegni rispetto al progetto sottoposto a VIA e autorizzato. 

«C’è così sufficiente materiale», fa sapere il comitato Ambiente Salute e territorio, «per sollevare interrogativi sull’iter di esame di un progetto che non ha avuto il parere della Regione Abruzzo (all’epoca del governo Chiodi), laddove altre regioni come la Toscana hanno deliberato il parere contrario e valutato l’insostenibilità e le lacune di analoghi progetti Terna. E c’è, a seguito del dossier, nuova “carne al fuoco” per la Procura di Pescara che ha riaperto le indagini».
Sulle procedure amministrative adottate si è detto molto così come i misteri ed i dubbi si sono intrecciati con determine fantasma firmate dall’ex dirigente Antonio Sorgi invischiato in una inchiesta per presunti appalti truccati per fatti estranei alla vicenda elettrodotto.
«Per il Consiglio Regionale che si riunisce la posta in gioco è altissima», dicono i comitati, «Comuni e cittadini si aspettano di vedere soddisfatte le loro richieste (salvaguardia del territorio e della salute) e confidano nelle decisioni del Presidente D’Alfonso, anche perché allo stadio attuale adottare la machiavellica politica del “si discute ma non si decide alcunché” sarebbe in contraddizione con la natura urgente delle questioni, poste al Consiglio in seduta straordinaria».

IL SEGMENTO ABRUZZESE
L’elettrodotto Villanova-Gissi non è altro che un piccolo segmento di un mega progetto che nasce agli inizi del 2000 e prevede la sua realizzazione in tracciati distinti ma uniti tra loro.
In seguito alla presa di posizione di molteplici attivisti il tratto Fano-Teramo è stato bloccato dalla Regione Marche, sul tratto Teramo-Villanova lavora da anni un comitato locale.
Il tratto Gissi-Foggia è attualmente in ritardo autorizzativo ed il tracciato Foggia-Benevento è fortemente contestato da comitati presenti sul territorio campano.
Terna spa (che gestisce la quasi totalità delle linee ad alta tensione in Italia) sostiene che il progetto di raddoppio della dorsale adriatica è strategico e fa parte della nuova RTN (Rete Trasmissione Nazionale) poi però esegue espropri ed ha subappaltato i lavori ad Abruzzoenergia (che è proprietaria della centrale turbogas di Gissi) società del gruppo “pubblico” di A2A (Municipalizzata di Brescia e Milano).
Questo progetto in realtà serve solo di passaggio per poter ricevere l’energia elettrica dai Balcani da vendere sul mercato europeo e non ha nulla a che vedere con le esigenze del territorio abruzzese.

«Quindi», spiegano i comitati, «si tratta solo di una nuova autostrada energetica molto simile a quella del gas che l’Eni vuole realizzare da Brindisi a Minerbio e che passa anche per l’Abruzzo che servira’ solo come corridoio energetico o come dicono in gergo “ hub energetico”. Tutto questo senza tener conto del volere delle popolazioni interessate ai tracciati e senza alcun beneficio per i residenti. Al contrario gli impatti ambientali e l’inquinamento elettromagnetico saranno notevoli e per questo Terna prova a rimediare con le cosiddette “compensazioni” ai Comuni interessati e ai privati colpiti dagli espropri».

«DANNI PAESAGGISTICI E IMMOBILIARI»
Sempre secondo i comitati sarebbero ingenti i danni territoriali (impatti sul contesto paesaggistico, i beni immobili, i terreni e l’ambiente). Per esempio si andrebbe incontro alla perdita della commerciabilità degli immobili prossimi ai tralicci. Sui terreni in cui insisterà il vincolo di esproprio per la posa dei tralicci o la servitù coattiva di elettrodotto risulterà difficile, se non impossibile, conservare le colture esistenti.
Vi sarà l’impossibilità di svolgere attività intensive, perché nelle aree rientranti nella fascia di rispetto dell’elettrodotto non è possibile svolgere attività lavorativa o permanere per più di 4 ore giornaliere. Saranno necessari cambiamenti delle colture (passaggio da colture complesse a non specializzate come pascoli, erbai, seminativi, ecc.). Vi sarà l’impossibilità di colture di pregio (estirpazione di vigneti, oliveti, frutteti, dismissione di serre). Vi sarà la modifica degli indirizzi produttivi di una determinata aree.

INTERROGAZIONE ALLA COMMISSIONE EUROPEA
Intanto il portavoce eurodeputato Piernicola Pedicini, come primo firmatario, e altri quattro eurodeputati del M5s (Daniela Aiuto, Fabio Massimo Castaldo, Eleonora Evi e Dario Tamburrano) hanno presentato un’interrogazione alla Commissione europea sulle presunte irregolarità relative alla realizzazione dell’elettrodotto aereo a 380kV, "Villanova-Gissi” in Abruzzo.
«L’elettrodotto interessa l'attraversamento di diversi Sic (Sito di interesse comunitario) e Zps (Zone di protezione speciale) con l'installazione di tralicci in 45 aree a rischio idro-geologico», contestano i 5 Stelle, «parte del tracciato é contiguo ad un sito di stoccaggio di metano ("Poggiofiorito-1bis-dirA") con il rischio di un "effetto domino" in caso di incidente; difformità sostanziali tra progetto esaminato in sede di Via (Valutazione di impatto ambientale) e progetto esecutivo; inadempienze rispetto a varie integrazioni al progetto richieste dal Ministero dell'Ambiente italiano».
Ora nel giro di qualche settimana, sarà la Commissione europea a dover rispondere agli interrogativi posti dal M5s Europa per spiegare che azioni intende intraprendere affiché vengano rispettate le Direttive comunitarie e quali misure intende promuovere per tutelare il territorio ed evitare rischi e danni ai cittadini abbruzzesi.