SANITA' VIRTUALE

Ricette digitali: Regioni inadempienti. Un altro anno di tempo per attrezzarsi

Rinvio al 2016 l'obiettivo del 90%

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Ricette digitali: Regioni inadempienti. Un altro anno di tempo per attrezzarsi


ROMA. L’obiettivo stabilito in un primo momento nel 2015 è fallito: c’è ancora un altro anno di tempo per adeguarsi.
I vantaggi della sostituzione delle ricette cartacee con quelle in formato elettronico sono certamente numerosi.
La roadmap verso la ricetta medica digitale prevedeva che le Regioni raggiungessero dapprima il 60% delle prescrizioni nel 2013, per passare poi all’80% nel 2014.
Ad oggi però soltanto tre Regioni (Sicilia, Veneto e provincia autonoma di Trento) hanno raggiunto l’80% di ricette dematerializzate e due (Piemonte e Basilicata) hanno ampiamente sfondato quota 60%. Tutte le altre, invece, sono molto al di sotto del 50% e alcune sono ancora ferme al palo.
Nei giorni scorsi è stato accolto a maggioranza da parte delle Commissioni Affari costituzionali e
Bilancio alla Camera l'emendamento, (Vittoria D’Incecco del Pd prima firmataria), alla legge di conversione del decreto Milleproroghe, che rinvia di un anno, precisamente al 2016, il raggiungimento della soglia del 90% delle ricette mediche digitali.
«Il rinvio – spiega la componente della Commissione Affari Sociali - prende atto che l'obiettivo
del 90%, inizialmente previsto entro il 2015, al momento non è raggiungibile e consente a tutte le Regioni di superare gli ostacoli che impediscono di concludere il processo di digitalizzazione della ricetta rossa. Una volta completata la dematerializzazione delle prescrizioni - conclude la deputata - i benefici per i cittadini e per il nostro sistema sanitario saranno diversi: miglior qualità dei dati di prescrizione ed erogazione, più efficienza, più rapidità e risparmio». 
L’introduzione delle ricette mediche digitali rientra in un piano più ampio di dematerializzazione di tutto il sistema sanitario, processo avviato nel 2004 con la tessera sanitaria e che culminerà con l’entrata a regime del fascicolo sanitario elettronico e della cartella clinica digitale. Elementi che proietteranno il sistema sanitario italiano nell’era della digitalizzazione e dei risparmi amministrativi e logistici ad essa legati.

COME FUNZIONA
Il procedimento è abbastanza semplice: il paziente si recherà dal dottore che, invece di stampare la prescrizione sul foglio rosso, rilascerà un modulo su carta semplice in bianco e nero. I dati dei farmaci prescritti ai pazienti verranno inseriti nel fascicolo elettronico.
Il paziente dovrà portare in farmacia il foglio promemoria con i codici a barre, in modo da fornire al farmacista un’informazione univoca sul farmaco richiesto. Le possibilità d’errore sono ridotte al minimo: niente più ricette scadute, errori di lettura, lotti non conformi, che causano inevitabilmente il non rimborso del medicinale da parte dell’Asl. In questi casi sarà il computer a fermare il farmacista.
Per quanto riguarda il capito risparmio si parla di circa 40 centesimi per ciascuna ricetta rossa stampata dalla Zecca di Stato. L’ulteriore step dovrebbe essere quello di recarsi in farmacia con un numero e la tessera sanitaria microchippata: al resto penserà il computer.