POLITICA

Regione: verso l’abrogazione della legge ‘anti D’Alfonso’

Manca solo il passaggio in Consiglio regionale

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Regione: verso l’abrogazione della legge ‘anti D’Alfonso’

Camillo D'Alessandro





L’AQUILA. La Commissione speciale per le modifiche alla legge elettorale e Statuto, presieduta da Camillo D'Alessandro, ha licenziato a maggioranza il progetto di legge di modifica alla legge sulla ineleggibilità e incompatibilità alla carica di Presidente della Regione e di Consigliere regionale (legge 51 del 2004), conosciuta meglio come "norma anti-Sindaci".
E da ormai dieci anni che ciclicamente si prova ad abrogare questa norma e forse questa potrebbe essere la volta buona, proprio a ridosso delle amministrative di primavera…
Un tentativo fu fatto anche sotto la giunta Del Turco ma a mettersi di traverso furono l’Italia dei Valori («inutile e demagogico tentativo di voler forzare le regole del gioco»), Rifondazione Comunista, La Destra, An e Forza Italia («inaccettabile livello di irresponsabilità»). Esclusa Rifondazione che oggi non è più presente in Consiglio regionale, gli altri avranno cambiato idea?
Nel corso dei lavori di ieri della Commissione è intervenuto il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso che quella legge la conosce molto bene anche perché passò alla storia come la ‘legge anti D’Alfonso’.
La norma, infatti, fu pensata per impedire a D'Alfonso, allora sindaco di Pescara, di candidarsi alla Regione stabilendo l’obbligo di dimissioni del sindaco di una città sopra i 5mila abitanti tre mesi prima del voto regionale. Da mesi ormai il sottosegretario alla presidenza D’Alessandro annuncia la svolta e la strada è tutta in discesa proprio a causa dell’approssimarsi delle amministrative (si vota in 60 Comuni, tra i quali anche Chieti).

Nello specifico, il testo licenziato dalla Commissione prevede l'abrogazione della norma che impediva ai sindaci dei Comuni sopra i 5.000 abitanti, nonché ai presidenti e assessori delle Province, di essere eletti alla carica di presidente della Giunta e di Consigliere regionale.
Con la nuova norma, a sindaci, assessori dei Comuni e presidenti delle Province sarà applicato l'istituto della incompatibilità: una volta eletti devono optare per una delle due cariche. Ora il testo legislativo licenziato sarà sottoposto all'esame del Consiglio regionale.
«Secondo voi quale consigliere regionale si candiderà a sindaco e in quale città?», domanda la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi, lanciando il quiz ‘indovina il sindaco’.
«Con questa manovra si vuole eliminare l’incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e sindaco, e consentire, dunque, ai sindaci in carica di partecipare alle elezioni regionali e, viceversa, a chi è già consigliere regionale di poter partecipare alle elezioni comunali per ricoprire anche la carica di sindaco, attualmente vietata per legge».
E Marcozzi avverte tutti: «io non mi candiderò al Comune di Chieti, il senso di responsabilità e la coscienza (oltre ai principi del M5S) mi impediscono di ricoprire due incarichi. Cosa che ovviamente non avviene nei partiti, dove il cumulo di cariche, incarichi e stipendi sono la regola. Noi "addirittura" lo stipendio ce lo dimezziamo».