ABRUZZO NERO

Colle dei nidi, Febbo: «Centrosinistra campione di retromarce e omissioni»

L’autorizzazione arrivò con il governo Del Turco

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Franco Caramanico

Franco Caramanico

ABRUZZO. Ricerca di idrocarburi a Colle Nidi: ieri (era il 2008) la Regione diceva sì, oggi (2015), dice no.
In mezzo sei anni, svariati ricorsi al Tar e tre governi regionali che si sono alternati: da quello guidato da Ottaviano Del Turco (centrosinistra) che disse sì, passando per quello di Gianni Chiodi (centrodestra) per poi approdare a quello di Luciano D’Alfonso (ancora centrosinistra) che oggi traccia una linea netta sull’operato dei predecessori dal suo stesso colore politico.
Due giorni fa, infatti, l’assessore all’Ambiente, Mario Mazzocca, (Sel) ha confermato che la Regione dice no al progetto di ricerca e la giunta ha licenziato il provvedimento che riprende e amplia quanto stabilito il 28 gennaio dalla sentenza numero 1539 del Tar Lazio con la quale sono stati annullati i permessi concessi. Non solo: nella delibera si precisa che la Regione non proporrà ricorso avverso la sentenza né si costituirà in giudizio contro i Comuni ricorrenti in caso di appello al Consiglio di Stato da parte delle società petrolifere; inoltre, l’ente riunirà «in un unico servizio regionale la competenza in materia di energia sia per le fonti fossili che per quelle rinnovabili, al fine di perseguire in modo coerente e unitario la strategia regionale di addivenire alla autoproduzione energetica e conseguentemente predisporre l’aggiornamento del Piano Energetico Regionale».
Per il presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, Mauro Febbo (Forza Italia), non sarebbe altro che «l’ennesima retromarcia» della ‘Regione veloce’ di D’Alfonso. 

«Apprendiamo favorevolmente la decisione di revocare la richiesta di ricerca di idrocarburi in località Colle dei nidi – al confine tra Abruzzo e Marche – attraverso una Delibera che ribalta il parere positivo accordato nel 2008 con una Determina dirigenziale».
Quello che non piace però a Febbo è il fatto che lo stesso presidente non fornisca né la data del provvedimento né da chi sia stato sottoscritto.
E allora è l’esponente di Forza Italia che mette le carte sul tavolo: «stiamo parlando infatti di una determina licenziata nel 28 maggio 2008, sotto la presidenza Del Turco, assessore alle Attività produttive Valentina Bianchi, assessore all’Ambiente Franco Caramanico (dello stesso partito dell’attuale titolare dell’assessorato Mario Mazzocca - Sel). Il documento, pubblicato anche sul Bura, portava la firma dell’allora Direttore regionale Alfredo Moroni, assessore del Pd al Comune dell’Aquila, tra l’altro appena nominato direttore dell’Arta» proprio dalla giunta D’Alfonso.

«Insomma», sottolinea Febbo, «la morale di questa vicenda è sempre la stessa il centrosinistra prima si imbarca in scelte scellerate come accaduto con l’Elettrodotto Villanova – Gissi e poi decide per un pur sacrosanto ravvedimento ma il problema è che siamo di fronte a percorsi che hanno preso il via proprio grazie alle loro autorizzazioni. Un’altra caratteristica che riscontriamo regolarmente è lo scarico delle responsabilità spesso abbinata a macroscopiche omissioni».
Secondo Febbo ci sarebbe anche un terzo caso oltre a Colle dei nidi e dell’Elettrodotto Villanova – Gissi, ovvero il progetto del Centro Oli, che inizialmente aveva ottenuto i favori del centrosinistra abruzzese pronto in tempi più recenti a fare marcia indietro.
«Quando si sono opposti però hanno dimenticato di citare le 12 autorizzazioni regionali 2007/2008 (Governo Del Turco) e le 4 provinciali (Governo Coletti)», sottolinea Febbo.