GUERRA ALLE BIOMASSE

Powercrop, Regione ribadisce il proprio no al Ministero

«Incompatibilità tra il sito e la vocazione territoriale»

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Powercrop, Regione ribadisce il proprio no al Ministero

AVEZZANO. Si è tenuta a Roma la riunione del comitato interministeriale per il settore bieticolo-saccarifero, dove si è discusso anche della centrale a biomasse di Borgo Incile di Avezzano, proposta da Powercrop del gruppo Maccaferri.
La Regione ha comunicato ai rappresentanti del comitato, le difficoltà nell'iter autorizzativo per la realizzazione della centrale, che ad oggi è sospeso in attesa della risoluzione dei ricorsi presentati al Tar Abruzzo dai comuni di Avezzano e Luco dei Marsi, Organizzazioni Professionali Agricole e Associazioni Ambientaliste, che hanno impugnato il parere positivo della Commissione Via rilasciato nel 2010.
Il fronte del no da anni rimarca come questo impianto sia in contrasto con i notevoli investimenti che le 85 aziende di lavorazione e trasformazione presenti nel Fucino effettuano ogni anno per garantire la qualità e la sicurezza alimentare ai consumatori di tutto il mondo e dagli altri 2.000 agricoltori che, operando nel settore, danno lavoro a circa 10.000 dipendenti. 

«Abbiamo evidenziato al ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina», spiega l’assessore all’agricoltura, Dino Pepe, «l'incompatibilità tra il sito previsto per la centrale e la naturale vocazione agricola della Piana del Fucino, caratterizzata da un'agricoltura ad alta specializzazione capace di produrre colture orticole diversificate e dall'alto valore qualitativo, in un contesto industriale che produce il 25 per cento del Pil abruzzese».
A gennaio la Giunta regionale abruzzese ha inoltre avviato un ricorso in Corte Costituzionale contro il Decreto Competitività del Governo, poi convertito in legge, nel quale è previsto il commissariamento per "interesse strategico nazionale" delle opere, come la centrale Power Crop - che sarà realizzata dal Gruppo Maccaferri – legate alla riconversione del settore degli zuccherifici.
Il progetto prevede la realizzazione di una Centrale a Biomasse della potenza termica di circa 93 MWt (32 MWe) da realizzare ad Avezzano-località Borgo Incile, un elettrodotto di collegamento di tensione di 150kv di lunghezza di circa 4 km; un impianto fotovoltaico della potenza di 300 kWp.
Il progetto verrà finanziato con i fondi per la riconversione dello zuccherificio di Celano ed è localizzato a ridosso dell’ex zuccherificio di Avezzano, nei terreni agricoli lungo la circonfucense.

Intanto una decina di ex lavoratori dello zuccherificio Sadam di Avezzano ha presidiato palazzo Silone all'Aquila, sede della Giunta regionale d'Abruzzo, dove si è svolta la riunione della Commissione di valutazione di impatto ambientale (Via), convocata per decidere sulle infrastrutture energetiche funzionali alla riconversione dello zuccherificio in un impianto a biomasse, progetto proposto dalle società Powercrop e Maccaferri, bloccato dai ricorsi al Tribunale amministrativo regionale, che hanno fatto seguito a un primo pronunciamento favorevole del Via nel 2010.
Al Via è stato ascoltato il fronte contrario alla centrale, ovvero il Comune di Avezzano, rappresentato dagli assessori Oscar Roberto Guanciale e Roberto Verdecchia, il Comune di Luco dei Marsi (L'Aquila), rappresentato dall'assessore Gino Ciocci, e il Comitato No Powercrop, rappresentato da Sefora Inzaghi.
I lavoratori vogliono, però, che l'impianto a biomasse venga realizzato perché rappresenterebbe per loro l'opportunità di ritrovare un'occupazione, dopo che lo zuccherificio ha chiuso i battenti nel 2006.
«Con la crisi dilagante che subisce la Marsica - spiega il rappresentante sindacale Cisl Marco Iacutone - non si può rinunciare a 100 milioni di investimenti e a un'irripetibile occasione di riconversione industriale. L'impianto potrà riassorbire tutte le maestranze dell'ex zuccherificio, con un cantiere aperto per la costruzione per circa due anni e un impiego nel periodo di circa 250 persone oltre agli indiretti».