TRA LE CARTE

Le Asl abruzzesi nel panico: spese ingiustificate nel trasporto malati?

La Regione chiede i rendiconti previsti dal decreto Baraldi

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ABRUZZO. Il trasporto malati delle quattro Asl abruzzesi rischia di essere l’ultimo bubbone scovato a sorpresa nella sanità regionale.
 La scoperta potrebbe venire da una richiesta contenuta in una lettera partita nei giorni scorsi dall’assessorato «alla salute ed al welfare» per verificare le spese sostenute dalle Asl nel servizio soccorso con le ambulanze e nel trasporto malati tra gli ospedali, affidati in appalto o in convenzione.
In sostanza la Regione chiede ai quattro manager di sapere se è stato rispettato il decreto 4/2011 del sub commissario Giovanna Baraldi che dettava norme rigide per la razionalizzazione e la gestione di questo trasporto.
Si trattò di uno dei primi provvedimenti adottati dalla gestione commissariale – pur tra molte proteste –  alla luce della necessità di controllare, uniformare e diminuire la spesa che in questo settore dell’assistenza appariva incontrollata. Infatti le singole Asl procedevano in ordine sparso ed apparivano vittime predestinate al saccheggio delle risorse da parte di qualche lobby del soccorso. E così l’attuale richiesta di verifica delle spese e dei rimborsi ha avuto un effetto dirompente negli uffici amministrativi delle Asl che sarebbero inadempienti rispetto agli obblighi di rendicontazione previsti nel Decreto 4, un provvedimento che in alcuni casi sarebbe stato addirittura seppellito per poter continuare a gestire il trasporto malati secondo le vecchie logiche e la convenienza di qualche lobby potente. 

La lettera dell’assessorato è quasi un terremoto alla luce – ad esempio – di quanto si legge nella corrispondenza intercorsa tra la Asl di Chieti e la Croce rossa, alla quale poi è stato affidato il servizio trasporto malati e di soccorso con una convenzione molto contestata: in una nota del 19 dicembre 2013, il funzionario preposto agli appalti invitava la Cri alla sottoscrizione  della convenzione con decorrenza 31 dicembre «stante il superamento del decreto n° 4 del Commissario ad acta». Il tutto alla luce di una normativa riportata nella premessa alla delibera del contratto e che secondo la Asl bypassava i vincoli posti dall’ufficio del Commissario.

«IL DECRETO 4 SULL’EMERGENZA URGENZA È ANCORA VALIDO»
“Decreto 4 superato? Ma quando mai”…. si legge nella richiesta spedita dall’ufficio “Mobilità sanitaria e Sistema di emergenza urgenza” dell’assessorato. L’oggetto di questa comunicazione è perciò devastante per chi ha operato in questo settore sentendosi svincolato dalle norme dettate dal Commissario.
Si parla  di «Richiesta di rendicontazione delle attività svolte in convenzione per i servizi di emergenza urgenza territoriale e trasporto infermi e relativi rimborsi». Franca Chiola, dirigente del servizio “Flussi informativi ed emergenza urgenza” scrive così ai quattro manager Asl e per conoscenza all’assessore Silvio Paolucci, al sub commissario Giuseppe Zuccatelli ed al direttore Angelo Muraglia: il Decreto commissariale 4 ha approvato sia «le linee guida per lo schema di convenzione per i servizi di emergenza urgenza territoriale ed il trasporto infermi» sia gli allegati in cui sono fissati «l’ammontare massimo dei rimborsi onnicomprensivi ed un sistema di rendicontazione».

 Il tutto per arrivare alla definizione di un servizio regionale controllato e compatibile con le disponibilità economiche della sanità regionale. Perciò il sub commissario Baraldi chiedeva - a partire dal 2011 - di conoscere i dati sui km effettivi, sul numero dei dipendenti o dei volontari, sui costi degli automezzi e delle telecomunicazioni, sul materiale di consumo e così via che le Asl dovevano richiedere a chi effettuava il servizio.
I flussi informativi di queste voci dovevano essere analizzati per individuare eventuali anomalie e «verificare la correttezza della richiesta di rimborso», anche per poter rimodulare le spettanze ed i costi reali. Però – si legge nella lettera – «queste indicazioni del Decreto 4 risultano largamente disattese»: le rendicontazioni non sono mai pervenute «mentre alcune Asl stanno autonomamente ed impropriamente procedendo ad applicare tariffe di rimborso diverse da quelle previste».
 Si ricorda che in mancanza di questi dati – conclude la richiesta dell’assessorato – «restano applicabili solo le tariffe indicate dallo stesso decreto», peraltro mai superato, ma addirittura confermato, come da nota del 29 aprile scorso del sub commissario attuale.

RIMBORSI E TARIFFE APPLICATE AL TRASPORTO MALATI TUTTO REGOLARE?
La lettera ha gettato nel panico tutte le Asl, soprattutto quelle dove – come a Chieti – per il trasporto malati sono stati erogati alla Croce rossa compensi superiori al previsto (anche in forza della particolare convenzione che prevedeva «spese dinamiche») e rimborsi addirittura indicati dalla Asl stessa, senza riferimenti al Decreto ritenuto superato.

Insomma di fatto questa richiesta di rendicontazione da parte della Regione mette fuori gioco tutte le astuzie eventualmente escogitate per gestire autonomamente questi servizi ed è un richiamo a tener conto della rigida griglia di controllo delle spese imposta dal sub commissario Giovanna Baraldi sul trasporto malati.
Il Decreto infatti indicava tariffe fisse o differenziate per servizio e prevedeva anche eventuali modifiche dei compensi, ma solo dopo la verifica dei servizi e delle spese effettive.
Un controllo che forse le Asl non hanno effettuato e che potrebbe aver prodotto spese ingiustificate.
«Se invece la rendicontazione c’è stata – conclude la richiesta della Regione - forniteci la copia. Se non l’avete ancora consegnata, utilizzate lo schema di cui all’allegato B».

Sebastiano Calella