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Fondi Fas, 6 milioni per 13 aziende della Valle Peligna

Lolli: «risultato straordinario che testimonia volontà di ripresa»

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Fondi Fas, 6 milioni per 13 aziende della Valle Peligna

SULMONA. Sono tredici le aziende che hanno risposto al bando pubblico sul Fas della Valle Peligna relativo contratti di sviluppo delle grandi imprese.
Ad annunciarlo ieri a Sulmona, alla riunione del partenariato, è stato il vicepresidente della Giunta regionale Giovanni Lolli, dopo che lo scorso 5 febbraio è scaduto il termine ultimo per la presentazione delle domande. «Ora - ha spiegato Lolli - dovrà essere fatto un primo esame sulla sussistenza dei requisiti minimi per partecipare all'esame delle proposte di investimento; successivamente la parola passerà alla commissione che dovrà stilare una graduatoria».
Sul piatto dei finanziamenti ci sono 6 milioni di euro, che rappresentano solo una prima tranche dell'intero Fas della Valle Peligna che, tra pubblico e privato, conta su una dotazione finanziaria complessiva di oltre 16 milioni di euro.
«Ci troviamo di fronte ad un risultato clamoroso - ha commentato Lolli - perché tredici aziende di una certa consistenza hanno dichiarato di voler investire e creare lavoro in Valle Peligna. È un segnale che non possiamo sottovalutare ma che soprattutto non possiamo marginalizzare perché indica una chiara volontà a ripartire e a creare lavoro. Gli investimenti dichiarati sono superiori a 60 milioni di euro, ma si tratta di una stima al ribasso perché le potenzialità di investimento saranno minimo il doppio. Per questo insisto e dico che non si può perdere questa occasione». 

Il nodo principale sembra riguardare l'esiguità dei 6 milioni messi a disposizione dal Fas. Nel senso che «con quella dotazione finanziaria non potremo soddisfare tutte le istanze di finanziamento e di investimento. Sarà fatta una graduatoria - aggiunge il vicepresidente - che terrà conto della capacità occupazionale del progetto e della solidità finanziaria dell'azienda. È anche vero che in questo modo rischiano di rimanere fuori progetti di sviluppo occupazionale che invece meritano di essere appoggiati, ancor di più in un momento di timida ripresa dopo anni e anni di crisi. Si pone dunque - ha chiarito Lolli - un problema legato alla reperibilità di altri fondi».
In questo senso, il vicepresidente ha lanciato una proposta al partenariato: «Se si accerta che le tredici proposte di contratti di sviluppo hanno un forte impatto occupazionale sul territorio, la mia proposta è di spostare una parte dei fondi del Fas destinati ai progetti degli enti pubblici sulla dotazione dei contratti di sviluppo in modo da soddisfare quante più richieste possibili. Si tratta di una scelta politica che deve essere condivisa dal partenariato, ma che soddisfa l'esigenza di creare lavoro sul territorio».
Anche perché «se quei fondi del Fas pubblico non vengono impegnati entro il 2015, è fortissimo il rischio di un taglio da parte dello Stato che, secondo le stime che riguardano l'Abruzzo, potrebbe oscillare dagli 80 ai 100 milioni di euro».
Il vicepresidente Lolli ha anche affrontato il nodo del Fas per la piccola impresa che ha una dotazione finanziaria di 1,7 milioni di euro. Nei prossimi giorni gli uffici regionali predisporranno una prima bozza di bando che dovrà passare al vaglio del partenariato, anche se Lolli ha confermato l'intenzione di mantenere il de minimis sulla soglia dei 50 mila euro a differenza di quanto chiedono invece gli imprenditori locali che vorrebbero una soglia più bassa.