RISCOSSIONE MANCATA

Soget, inchiesta della procura sulle multe non pagate da Lorenzo Sospiri

La politica inciampa nel codice della strada ma le multe non si pagano: puzza di casta?

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Soget, inchiesta della procura sulle multe non pagate da Lorenzo Sospiri



PESCARA. Cosa c'è dietro l’annullamento delle cartelle esattoriali da parte della Soget ad alcuni Vip? Si tratta di veri e propri regali oppure ci sono altre ragioni?
E’ anche questo l’oggetto dell’indagine della procura di Pescara, del pm Gennaro Varone, che da alcuni mesi sta indagando per cercare di capire i motivi che hanno spinto la società incaricata da moltissime amministrazioni pubbliche in Italia (in questo caso dal Comune di Pescara) perché diversi debiti non vengono riscossi.
Si tratta di imposte o ammende che non sono state incassate magari perché considerate crediti inesigibili proprio come quei 37 milioni di euro di tasse che non finiranno nelle casse disastrate del Comune.
Di recente una dura battaglia politica ha interessato proprio le ragioni che hanno indotto la Soget a cancellare quei crediti che pesano sul bilancio comunale dichiarato in predissesto.
Sarà anche per questo che giorni fa gli investigatori sono andati in Comune a prendere le carte che riguardano proprio quella montagna di tasse che migliaia di persone non pagheranno.

Tutto è iniziato con una soffiata che ha messo al centro il consigliere regionale e capogruppo, Lorenzo Sospiri, debitore di circa 10mila euro di multe non pagate.
In principio il caso politico su quattro ruote e scoppiato con la multa del presidente D’Alfonso scovata da Mauro Febbo, di Forza Italia, che ne ha fatto una questione di sperpero e di “morale” al quale un politico dovrebbe attenersi. Poi sono spuntate anche le presunte multe di Febbo ma lui ha smentito dal momento che l’auto di servizio veniva utilizzata contemporaneamente da altri due assessori e dunque sarebbe difficile capire se siano state prese quando l’autista era in servizio per lui.
Ora si scopre che il codice della strada è stato più volte vilipeso anche da un altro forzista, Lorenzo Sospiri, che oltre ad essere recidivo nelle infrazioni non ha nemmeno pagato le sanzioni grazie ad uno sconto misterioso.
Il caso d’Alfonso approderà proprio oggi in Consiglio regionale ed il presidente D’Alfonso sarà chiamato a rispondere e a fornire spiegazioni.
Ma l’inchiesta pescarese (che non riguarda il governatore) era già nota all’ambiente politico anche per effetto dell’acquisizione di atti effettuata in Comune e Consiglio regionale ma è divenuta di dominio pubblico ieri con la pubblicazione sul Centro di alcuni particolari che riguardano la vicenda degli ‘sconti’ che la Soget avrebbe fatto proprio a Sospiri.

SOSPIRI L’INDISCIPLINATO TOTALIZZA 10MILA EURO DI MULTE (NON PAGATE E ABBONATE)
Eccesso di velocità, divieto di sosta, mancato pagamento del bollo auto, persino una ammenda da oltre 1.500 euro più interessi, mora e recuperi vari di spese.
Il totale mai versato dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale ammonta a 10.931,26 euro una cifra considerevole che abbraccia un periodo di 8-10 anni.
Una collezione da primato non tanto per l’importo ma soprattutto per la “costanza” con la quale si sono commesse le infrazioni e non si sono mai pagate.
Nessun problema, dunque, alla fine della giostra per Lorenzo Sospiri che non ha mai versato quanto dovuto, anche perché qualche comunicazione giudiziaria non è mai stata ritirata e perché soprattutto il pignoramento presso terzi dello stipendio -che pure era stato notificato al Consiglio regionale- non è mai stato trattenuto né versato alla Soget che aveva avviato la pratica di riscossione coatta.
Dunque sono passati mesi ma la trattenuta non c’è stata anche perché dopo molto poco è arrivato l’atto di rinuncia al pignoramento della Soget.
In pratica il credito da riscuotere per multe non pagate è di oltre 10mila euro, la Soget avvia le pratiche del pignoramento spendendo altri soldi e poi decide di rinunciare a riscuotere quei soldi che però non sono della Soget ma dovrebbero finire nelle casse pubbliche del Comune.
La prima domanda allora è: per quale ragione la Soget ha rinunciato al pignoramento?
Questa vicenda non sarebbe peraltro isolata e si parlerebbe anche di un secondo pignoramento, anche questo revocato alcuni mesi fa, sempre a Lorenzo Sospiri e senza una motivazione, con pratiche datate a cavallo tra il 2013 ed il 2014.
Sarebbe utile che Sospiri spiegasse in che modo anche i cittadini comuni possano ottenere la revoca del pignoramento che fino ad ora si pensava essere atto definitivo ed irrevocabile.

SOSPIRI ANNUNCIA LA RATEIZZAZIONE… ED I DUBBI AUMENTANO
Con la comparsa dell’articolo su Il Centro sono arrivate anche le risposte di Sospiri che con un lungo post ha fornito alcuni dettagli importanti. Oltre che contestare il giornale, la procura e il “D’Alfonso creatore” del debito nelle casse del Comune, il consigliere regionale spiega che intanto «non sapeva di avere le multe» e che «dal 4 dicembre» (2014) paga «come ogni italiano» le multe automobilistiche.
Poi in un eccesso di trasparenza senza eguali incolla una mail che prova quanto detto in precedenza proveniente dalla Soget.
Solo che la mail è datata 9 febbraio 2015, proprio il giorno dell’uscita dell’articolo.
Fra l’altro il dirigente della Soget si deve essere svegliato davvero molto presto perché il post di Sospiri è stato pubblicato alle 8.45 di lunedì mattina. Per cui ipotizzando che alla Soget inizino a lavorare alle 8.30…

Dalla mail si evince che il 4 dicembre Sospiri abbia solo fatto richiesta di rateizzazione che poi con la mail di ieri è stata autorizzata.
Rimane il mistero di una rateizzazione autorizzata a febbraio 2015 con una rinuncia al pignoramento di luglio 2014.
Perché lo stesso dirigente Soget, Domenico Ludovico, decise di rinunciare al pignoramento a luglio 2014 e a febbraio 2015 scrive «In accoglimento alla Vostra istanza del 04/12/2014, al solo fine di sospendere le procedure coattive e/o cautelari, si autorizza la reteizzazione»? Le procedure cautelari erano già state bloccate molto tempo prima della richiesta di rateizzazione. Perché poi vengono rateizzate nel 2015 anche le cartelle già “abbonate a dicembre 2013?

Tutto si gioca sul filo del tempo e della logica. Ma qualcosa fa pensare che Sospiri non sia l’unico ad essere riuscito a collezionare “revoche dei pignoramenti” e magari si scoprirà che “l’impresa impossibile” è riuscita anche ad altri “vip”.
a.b.