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Dragaggio porto e stoccaggio Gpl, le due emergenze di Ortona

«Il dragaggio si farà nei tempi previsti», ha assicurato D’Alessandro

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Dragaggio porto e stoccaggio Gpl, le due emergenze di Ortona

Il porto di Ortona

ORTONA. Una conferenza stampa per rassicurare la città sul futuro del porto, l'unico degno in Abruzzo di questo nome.
Per questo stamattina il sindaco Enzo d’Ottavio e il sottosegretario alla giunta regionale, Camillo d’Alessandro, hanno incontrato in Comune i giornalisti svelando la necessità di trovare al più presto una soluzione allo smaltimento delle sabbie.
«I fondi FAS previsti per il dragaggio del porto non saranno toccati- ha sottolineato Camillo D’Alessandro- anzi la Regione sta lavorando per trovare fondi ulteriori al fine di realizzare la vasca di colmata che presumibilmente dovrà contenere se non tutte, buona parte delle sabbie dragate».
In realtà, ha sottolineato D’Alessandro, l’emergenza Pescara di cui tanto si è parlato in questi giorni non esiste, «c’è invece l’emergenza Ortona poiché in passato non è stato assolutamente previsto il costo né la modalità di smaltimento. Questo porterebbe a dover utilizzare parte dei fondi stanziati anche per lo smaltimento, togliendo le risorse al dragaggio vero e proprio. Invece noi fin dall’inizio abbiamo inteso ottimizzare i fondi, tanto che abbiamo ridotto al minimo le spese di progettazione affidandole alla struttura interna della Regione. Inoltre abbiamo creato una cabina di regia unica che possa coordinare il lavoro monitorando le varie fasi».
La Regione ha inoltre annunciato che a breve sarà costituito un organo di governo del sistema regionale dei porti, in modo che vi sia una pianificazione e gestione unitaria. «Stiamo lavorando per un’autorità portuale interregionale con Civitavecchia», ha spiegato D’Alessandro, «per entrare a pieno titolo nelle strategie europee sull’intermodalità, la sede dell’autorità portuale sarà Ortona, perché questa è la volontà della Regione».
Entro il 31 dicembre 2015 il Comune dovrà espletare tutte le formalità per l’affidamento dei lavori in modo che a partire da gennaio 2016 si possa dragare. In conferenza stampa si è anche evidenziato che i fondi per la vasca di colmata potranno essere reperiti anche grazie ad un intervento dei privati, attraverso una bando di evidenza pubblica.
«Non bisogna dimenticare inoltre- conclude D’Alessandro- che la precedente amministrazione regionale, dopo 66 mesi e a pochi giorni dalla scadenza utile, aveva proposto una convenzione in cui il Comune avrebbe dovuto anticipare con fondi propri il 10% della somma totale, decretando di fatto l’impossibilità ad operare noi invece abbiamo rivisto la convenzione e oggi stiamo lavorando per chiudere la partita del porto di Ortona».
Il sindaco Enzo d’Ottavio ha invece ribadito come «a fronte del ritardo della Regione di cinque anni e mezzo, la mia amministrazione non è stata a guardare e ha posto fin dal principio il dragaggio del porto tra le sue priorità. L’iter burocratico è complesso ma attraverso le professionalità del Rup e del supporto al Rup e nonostante i tempi strettissimi riusciremo ad avviare il dragaggio».

FEBBO PREOCCUPATO
Ma non è tranquillo come D’Alessandro e D’Ottavio il consigliere regionale del centrodestra Mauro Febbo, che stamattina, quasi in contemporanea con gli altri due, ha tenuto una conferenza stampa alla presenza del capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale Tommaso Cieri e del vice Coordinatore regionale di Forza Italia, Lucio Cieri.
«Non abbiamo problemi nel comprendere che a Pescara c’è una vera e propria emergenza ma stiamo parlando di 30.000 metri cubi di rifiuti che sarebbero destinati a Ortona e vorremmo capire che tipo di materiali saranno depositati: ad esempio l’Arta ha provveduto a fare tutto quello che era necessario?», ha chiesto Febbo.
Ciò che allarma in particolare sono le dichiarazioni del presidente D’Alfonso che ha parlato di un successivo dragaggio con conseguente stoccaggio di ulteriori 450.000 metri cubi di fanghi da depositare a Ortona, «una enormità», sostiene Febbo. A cui si andranno ad aggiungere i 600.000 me tri cubi proprio del dragaggio del porto di Ortona.
«Non vorrei che privilegiare Pescara significhi danneggiare questa infrastruttura che, è bene ricordarlo, è stata individuata come porto regionale», ha sottolineato il consigliere regionale.

LO STOCCAGGIO DI GPL
C’è poi il progetto dell’impianto di stoccaggio di Gpl da 25 mila metri cubi da realizzare nelle vicinanze del Lido Saraceni, zona ad alta vocazione turistica, con ben 5 depositi del raggio di 20 metri per 15 metri.
«Questo», ha sottolineato Febbo, «vuol dire andare incontro a quello che si chiama “rischio di incidente rilevante”, andando oltre i parametri del Decreto Seveso. Inoltre si rischia di interdire l’accesso al porto per il raggio di 1 km, con le conseguenti prescrizioni di Vigili de Fuoco e della Capitaneria di porto che riguarderebbero non solo le navi da crociera ma danneggerebbero inevitabilmente tutte le attività legate al porto».
«Non si può trattare una questione di questa portata senza che il Consiglio comunale ne sia stato informato», rimarca Tommaso Cieri che spiega: «ho cercato di capire se si è trattato di una negligenza voluta ma verrebbe da pensare che ci sia stata malafede. Siamo di fronte a un progetto importante che sviluppa 25.000 metri cubi di GPL che non sono uno scherzo con tutte le dirette conseguenze. Intanto a Ortona stiamo vivendo una situazione di crisi politica che riguarda il partito di maggioranza che di fatto ha creato una frattura all’interno della quale è impossibile amministrare. Questo fa sì che dei problemi della città non si discuta».

Il progetto è avallato da una Delibera di Giunta, «quindi nascosta al Consiglio, alla Città e ai portatori di interesse», sostiene Cieri, «in cui si esprime un gradimento senza però aver saggiato quali sono i veri interessi di Ortona e degli imprenditori marittimi. Siamo in grado di accollarci i pro e i contro di questo progetto?»
Febbo ha spiegato di aver ricevuto la convocazione per il Via il 4 febbraio: «ho chiesto di rinviare l’esame dell’argomento perché è impossibile accedere allo stesso e comprenderne i dettagli nonostante sia stato pubblicato on line, così come è stato evidenziato anche dalle Associazioni ambientaliste. Vista la portata riteniamo che debba essere consentito a tutti i portatori di interesse di visionarlo. Tutti vorremmo capire cosa si intende realizzare e che si aprisse un minimo di confronto. A quanto pare il GPL sarà trasportato via ferro e via gomma e stiamo parlando di 250/300 cisterne che dovrebbero transitare nel porto quotidianamente con tutti i possibili ed elevatissimi rischi».