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Sanità: rinvio a giugno per compartecipazioni socio-sanitarie

Saranno ridefinite le soglie e modificati gli scaglioni di reddito

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Sanità: rinvio a giugno per compartecipazioni socio-sanitarie
ABRUZZO.  L'assessore alle Politiche Sanitarie, Silvio Paolucci, dopo un incontro con le Organizzazioni sindacali, ha deciso di garantire la copertura integrale con le stesse modalita' del 2014, fino al mese di giugno 2015 della compartecipazione per le prestazioni socio-sanitarie in regime residenziale e semiresidenziale tale da garantire la gratuità delle prestazioni riabilitative per le fasce di reddito più basse.
Un'estensione del periodo di esenzione richiesto fortemente dai sindacati, anche per le difficolta' intercorse per l'applicazione del nuovo metodo di calcolo Isee, entrato in vigore dal primo gennaio 2015 e per le difficolta' evidenziate dai Comuni.
L’annuncio arriva dal segretario generale Fp Cisl Vincenzo Traniello, quello della Fnp Luigi Pietrosimone e il segretario generale Cisl, Maurizio Spina.
«In questi sei mesi di sospensione del provvedimento di compartecipazione - annuncia il sindacato - sara' svolta un'analisi dell'applicazione del nuovo Isee e, eventualmente, saranno ridefinite le soglie di compartecipazione nel caso in cui i nuovi criteri Isee dovessero sfavorire maggiormente gli utenti rispetto alla precedente normativa verranno modificati gli scaglioni di reddito per poter salvaguardare le fasce penalizzate delle famiglie abruzzesi. La Regione nei prossimi documenti dovra' delineare con maggiore chiarezza i limiti Isee di esenzione e i livelli Lea. Una revisione del sistema della partecipazione alla spesa sanitaria che non costituisca barriera per l'accesso ai servizi ed alle prestazioni da parte del cittadino/utente. Al tavolo di confronto, inoltre - proseguono i segretari Cisl - sono state sollevate le difficolta' economiche in cui versano le strutture riabilitative in Abruzzo a causa della mancata liquidazione da parte dei Comuni delle fatture presentate. E' sorto un problema di rendicontazione e di pagamento da parte della Regione derivato delle difficoltà di applicazione delle quote percentuali di compartecipazione tra gli enti e le Asl. Su tale problema la Regione ha confermato di aver inviato alle Asl una circolare esplicativa che permette di evitare le difficolta' rappresentate».
«Abbiamo inoltre richiesto - si legge ancora nella nota sindacale - all'assessore di aumentare la 'quota garantita' fino a raggiungere il 50% del trattamento minimo pensionistico Inps, in modo particolare delle prestazioni e le indennita' di natura previdenziale e assistenziale percepite dall'utente per le sue esigenze di natura personali».

 L'assessorato alla Sanita' ha confermato che le prestazioni delle strutture di riabilitazione ex art. 26, strutture che erogano prestazioni esclusivamente di ambito sanitario, resteranno a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale e per questo esenti da qualsiasi percentuale di compartecipazione.
Tale principio viene ripreso dall'applicazione dei Lea, che definisce inequivocabilmente che l'ambito di applicazione di un'eventuale compartecipazione e' esclusivamente quello delle prestazioni a 'rilevanza sociale ed assistenziale', escludendo, automaticamente quelle prestazioni erogate dalle strutture dell'art. 26 delle legge 833/78 a totale valenza sanitaria.
«Inoltre - prosegue la Cisl - sulla riorganizzazione dei servizi l' assessore si e' impegnato, in applicazione del decreto 52 che prevede i nuovi setting assistenziali, di presentare una nuova proposta».
 Entro la fine di febbraio, verra' fissato un nuovo incontro per un esame della proposta di riorganizzazione, che se da un lato prevede un dimensionamento dei posti letto in eccesso per l'ex art. 26, dall'altro ne verranno attivate nuove strutture e posti letto per le casistiche previste dalla legge a partire dalla non autosufficienza.
«In Abruzzo concludono i tre segretari - e' importante creare un sistema di compartecipazione che garantisca alle famiglie i principi di equita' e solidarieta'»