POLITICA

Matteo Salvini in Abruzzo:«Su ricostruzione fatti errori». Aquilani lo contestano

Mattinata ad Avezzano poi tra i cantieri del post sisma nel capoluogo

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3859

Matteo Salvini in Abruzzo:«Su ricostruzione fatti errori». Aquilani lo contestano


ABRUZZO. In quel Sud tante volte criticato, Matteo Salvini decide di presentarsi così: novello Garibaldi. Carico di "proposte serie e non di chiacchiere", il leader della Lega ci prova. E lo fa con una promessa decisamente impegnativa: «Vi veniamo a liberare».
Già perché «al Sud c'è voglia di liberazione», dice. E così ci proverà a darle lui quelle «risposte che gli altri non hanno mai dato».

  Il tour è cominciato giovedì da Avezzano: al suo fianco nella tappa aquilana anche Alfredo Castiglione, ex assessore allo sviluppo della giunta Chiodi (Fi) che aveva preso parte, a Montecitorio, alla presentazione ufficiale del movimento del leader del Carroccio. Dopo la mancata elezione in Regione è salito sul Carroccio in attesa di nuove avventure elettorali.
La prima tappa è stata ad Avezzano, alla fabbrica Euroconic, l’ azienda metalmeccanica che produce calettatori per attrito esportati in tutto il mondo. Lì Salvini ha parlato di lavoro: «è una emergenza nazionale da nord a sud, come l'immigrazione: sono le battaglie che 'Noi con Salvini' vuole portare avanti in Abruzzo, ma da domenica in Sicilia, poi la settimana prossima in Calabria e Puglia».
Per il leader del Carroccio ha continuato: «l'Italia deve lavorare tutta da nord e sud e poi discute di autonomia, federalismo, di come organizzarsi in Regioni, Comuni, Province, ma senza lavoro non c'e' discussione. Per questo ho deciso di partire da un'azienda che funziona come la Euroconic di Avezzano si puo' fare, non e' detto che la crisi debba durare in eterno, pero' bisogna ridiscutere di trattati europee, di moneta unica, di tasse».
«L'Italia non e' la Grecia», ha detto ancora Salvini, «abbiamo un artigianato e un sistema di imprese che la Grecia non ha, ma mi rifiuto di morire nel nome di qualche trattato idiota e di una moneta idiota: se questo e' il futuro che ci prospetta la Bce e le istituzioni europee»

«NON CREDO PIU’ ALLA DESTRA E ALLA SINISTRA»
«Non credo piu' alla destra e alla sinistra: credo - ha aggiunto il leader del Carroccio - alla distinzione tra produttori e mantenuti, tra chi crede al territorio e chi invece si e' arreso all'Europa: Tsipras da questo punto di vista ha dato un bellissimo esempio. Noi sui progetti lavoriamo con tutti, dalla Fiom alla Cisl, alla Coldiretti, sui temi come la Flat Tax, la legge Fornero. Io parlo con tutti, proprio con tutti».
Salvini ha poi visitato lo stabilimento della Fiam, leader nella produzione di batterie per auto e batterie industriali, parlando e stringendo mani a dirigenti e maestranze.
Poi si è spostato a piazza Risorgimento per un incontro pubblico dove ad attenderlo c’erano circa 100 simpatizzanti.
«A me non piace partecipare, piace vincere, ma ho bisogno del vostro aiuto», ha detto. «Da qui inizia una bella avventura, meno tasse, meno immigrazione, piu' lavoro e piu' diritti per i cittadini italiani».

CONTESTAZIONE A L’AQUILA
A L’Aquila, invece, Salvini è stato accolto con una piccola contestazione: in Piazza Duomo, sede dell'antico mercato spostato a seguito del sisma del 6 aprile 2009, una ventina di cittadini lo hanno contestato "invitandolo" ad andare via.
«Vai a lavorare», uno degli epiteti. Secondo i manifestati la visita del leader del Carroccio non ha ragion d'essere perche' l'europarlamentare ha sempre detto che il Sud e' la zavorra d'Italia.
«Vai via, non venire all'Aquila», hanno continuato. Le forze dell'ordine sono intervenute per arginare le tensioni tra quanti intervenuti per accogliere Salvini e coloro che l'hanno contestato.
Poi il giro per la città è andato avanti normalmente tra i cantieri della ricostruzione e il leader della Lega non è parso colpito più di tanto dalle critiche («i contestatori fanno colore, scaldano la giornata»).
Netto il giudizio sulla gestione del post sisma: «ci sono stati parecchi errori. Ho un centinaio di pagine da studiare, basta vederlo che non tutto e' filato come doveva e che non tutto sia stato ricostruito a norma. Mi sembra evidente. L'importante - ha osservato il leader del Carroccio - e' che chi ha sbagliato paghi ma importante e' anche che oggi 2015 visto che i soldi che ci sono, essi vadano spesi e quindi le imprese vengano pagate, cosa che non succede e che non si torni indietro sui finanziamenti gia' erogati. La cosa che non sapevo e per la quale sono sconcertato - ha aggiunto il segretario - e' che in un anno Renzi non ha avuto il tempo di passare all' Aquila. Questo veramente e' incredibile perche' e' il presidente del Consiglio. Per carita': scuole, palazzi, monumenti, rispetto a cinque anni fa e' diversa la citta' pero' sicuramente non tutti i soldi sono stati spesi come avrebbero dovuto essere spesi».

BASTA FURTI
«Anche in Marsica, in Abruzzo, non ne possono più dei furti degli immigrati - scrive su Fb dopo gli incontri con i cittadini - Marocchini, Rom e kossovari si 'dividono' le zone di 'lavoro'. Entrano nelle case, nelle auto e nelle aziende, rubano, picchiano e spacciano. E i cittadini si stanno organizzando da soli. Fanno bene!».
Ultima tappa a Montesilvano dove ha commentato la notizia della creazione da parte di Renzi di un Ministero del Mezzogiorno: «fa rima con Cassa del Mezzogiorno e mi vengono i capelli dritti in testa. Mi vengono in mente vecchi carrozzoni. Il Mezzogiorno non ha bisogno di assistenza, ma deve lavorare ad armi pari. Ha bisogno di strade, di scuole, di ospedali che funzionano. Deve essere lasciato libero di lavorare e non deve andare in giro con il cappello in mano».

«VICINO AI LAVORATORI»
«E' un mese che stiamo lavorando sull'impegno di stare vicino ai lavoratori», ha detto ancora. «Senza finanziamento pubblico e senza avere amici banchieri, finanzieri o cooperative rosse che ti danno i quattrini, bisogna fare di necessita' virtu'».
Una battuta anche sul Patto del Nazareno: «Non mi cambia la vita: il Patto del Nazareno ha tenuto ferma per un anno l'Italia, Renzi e Berlusconi hanno inciuciato per un anno. Se fosse stato un accordo che riguardava le pensioni, il lavoro, la sicurezza, l'immigrazione, le partite Iva, uno dice va bene. Invece riguardava la legge elettorale, il Senato, cose che non fregano a nessuno, speriamo che sia finito sul serio. Che non sia una finta? Non lo so, chiediamolo ai sottoscrittori».

Contestazioni anche a Roseto e Sel esprime solidarietà ai cittadini che sono stati fermati ed identificati dalle forze dell’ordine. «la sua visita ha dell'incredibile», commentano dal circolo cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà. «Non solo perché fino a qualche anno fa, il nostro, si sollazzava a cantare canzoncine razziste contro i “terroni” ma» anche perché e stata  massiccia la presenza «di un pubblico ad attenderlo e dei nostri assessori comunali in prima fila. Se possiamo comprendere ma non giustificare le ragioni di chi pensa che le soluzioni prospettate da Salvini siano le più “adatte” magari a causa di disperazione o scarsi mezzi, non possiamo invece tollerare l'accondiscendenza degli amministratori locali verso una politica urlata che cavalca il disagio causato dalle politiche di austerity per trovare consenso».