SULLA CARTA

Abruzzo.Campus Automotive: a rischio i 26 mln di finanziamento pubblico

La Regione cerca di salvarli, ma gli espropri costano troppo

Redazione Pdn

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Una immagine del progetto




ABRUZZO. La Val di Sangro e l’Abruzzo rischiano di perdere i 26 mln di euro del finanziamento per il Campus Automotive perché gli espropri costano troppo.
In realtà la Regione sta facendo di tutto per non perderli, così come la Camera di Commercio di Chieti che è l’ente attuatore per questo finanziamento e che sta preparando un ricorso al Tar contro queste difficoltà insorte all’ultimo momento.
Ma il tempo stringe e l’allarme è alto.
Una direttiva nazionale prevede che il governo si riprenderà i finanziamenti europei non spesi entro il 2015. Le difficoltà a concludere e realizzare il progetto, che va avanti dal 2008, sembrano venire dall’eccessivo costo degli espropri, la cui imprevista lievitazione è stata trainata – per quanto di suo interesse perché lì dovrebbe sorgere il Campus  – dal Comune di Mozzagrogna che solo il 7 gennaio scorso ha comunicato il conto choc: «il nostro terreno vale 15 euro a mq e quindi per i 7 ettari necessari serve oltre un milione di euro».

 E così, aggiungendo anche altri siti indispensabili per il progetto complessivo (si parla di 70 ettari totali, buona parte dei quali con colture specializzate), si supera il limite di spesa del 10% posto dal finanziamento e questo renderebbe irrealizzabile tutto il progetto. Insomma si bloccherà la costruzione dei “contenitori”, peraltro già progettati e cantierabili.
Per ovviare al pericolo di perdere questo finanziamento la Regione ha pensato di utilizzarlo per le “infrastrutture immateriali”, cioè – ad esempio – progetti per il software, start up per altre iniziative collegate e così via. Ma non è sicuro che il ministero accetti il cambio in corsa di questo progetto, visto che – ad esempio - non sarebbe credibile la proposta di un costruttore che invece di costruire e vendere le case che deve realizzare (i contenitori) chiede intanto ai possibili acquirenti di acquistare gli impianti idrici ed elettrici e l’ascensore (cioè il contenuto immateriale) che deve ancora montare…  

PROGETTO PRONTO, MA FORSE SI CAMBIA DESTINAZIONE AI FINANZIAMENTI
Come detto la Regione comunque sta elaborando proposte alternative, già leggibili in filigrana nel comunicato della riunione-evento del 23 gennaio scorso a cui ha partecipato il vice presidente della Regione Giovanni Lolli e che si è tenuto al Polo Innovazione Automotive di Santa Maria Imbaro «per la presentazione dei risultati dei progetti di ricerca attivati nell’ambito del Por Fesr 2007-2013 della Regione Abruzzo e delle nuove strategie di sviluppo del settore Automotive per la Programmazione 2014-20».
 Eppure anche i sindacati hanno espresso preoccupazione sui rischi di mancata realizzazione di questo intervento infrastrutturale che dovrebbe trasformare un’area del Comune di Mozzagrogna nel cuore della ricerca e dell’innovazione in Abruzzo, con laboratori, aree test e altre strutture punto di riferimento per il settore Automotive anche a livello nazionale ed europeo.
Questa è infatti – ancorché tardiva – è  un’occasione storica di sviluppo per l’Abruzzo, al di la del finanziamento da 26 mln: il suo significato infatti va oltre il contenuto specifico dell’intervento e servirebbe a rassicurare che dopo il Ducato e la Honda ci sarà un futuro occupazionale in questo settore, tentato sempre di più dalla delocalizzazione selvaggia delle aziende automobilistiche e motoristiche. 

In occasione dell’evento di fine gennaio, come si legge nel comunicato ufficiale, il vice presidente Lolli «non ha nascosto le difficoltà – soprattutto di natura procedurale e finanziaria – che si stanno incontrando e che hanno provocato ritardi non più compatibili con i tempi previsti dal Governo per l’assunzione degli impegni e il completamento dei lavori, ma ha anche detto senza mezzi termini che si tratta di un intervento strategico da mantenere nella Programmazione per il 2014-20. Diventa perciò indispensabile lavorare per evitare il disimpegno dei fondi già previsti e ha quindi proposto una rimodulazione dell’Azione cardine del FAS utilizzando parte dei fondi per bandi di progetti di ricerca nel settore dell’Automotive  e la parte rimanente per un nuovo bando per contratti di sviluppo locale, con priorità per proposte provenienti dal mondo dell’Automotive. Si tratta di 26 milioni di euro che possono attivare oltre 50-60 milioni di euro di investimenti».
 Un annuncio quasi esplicito che prima si penserà alle infrastrutture immateriali e poi a costruire il Campus vero e proprio, con il rischio di avere tanti progetti pronti a partire e nessun punto di riferimento concreto e di affidarsi per il Campus ad altri fondi che verranno….

IL SINDACO: «IL COSTO DEI TERRENI DI MOZZAGROGNA È QUELLO DI MERCATO»
Insomma dopo anni di incontri, di progetti esecutivi, di accordi di programma ragionali e nazionali, di sfruttamento mediatico delle «sorti belle e progressive» dell’Automotive, la storia si blocca per gli espropri?
Raggiunto telefonicamente, Tommaso Schips, sindaco di Mozzagrogna, offre un’altra versione dei fatti: «Non ci sto a questo tentativo di scaricare sul mio Comune responsabilità che non sono nostre – spiega al telefono – la richiesta di quel prezzo è stata fatta in base alla destinazione di quei terreni, che non sono agricoli. La legge chiede di fare la media del valore dei terreni similari dei Comuni del circondario e quindi siamo arrivati a 15 euro. Dicono che sono troppi, perché quei terreni sono incolti? Un’area edificabile incolta, quando viene venduta ha un valore da sito edificabile e non quello agricolo solo perché non è coltivata».
 Di questo – ricorda il sindaco – si è parlato anche con il vicepresidente Lolli, alla riunione convocata per velocizzare la pratica Automotive, ma la Regione non ha ancora fatto sapere cosa intende fare sulla questione “costo dei terreni”. Camillo D’Alessandro, anche lui al telefono, rassicura «sul Campus che si farà, eccome». Insomma la documentazione è in regola, il progetto esecutivo è pronto e cantierabile, la Camera di commercio di Chieti - ente “attuatore” - ha completato tutti gli step burocratici ed il presidente Silvio Di Lorenzo ed il Rup Benito Profeta hanno sulla scrivania il bando della gara pronto per la pubblicazione. Però c’è il rischio di veder sfumare questo progetto soltanto per il prezzo degli espropri. Il futuro non interessa.

Sebastiano Calella