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Comitato sorveglianza, Marinelli: «non si riunisce più, decide D’Alfonso in solitaria»

La denuncia della consigliera di parità

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Comitato sorveglianza, Marinelli: «non si riunisce più, decide D’Alfonso in solitaria»

Letizia Marinelli


ABRUZZO. «Da quando c’è Luciano D’Alfonso il Comitato di Sorveglianza non si riunisce più. E il presidente che sceglie da solo e poi chiede di approvare quanto già deciso». E nessuno si ribella, tranne un componente del Comitato stesso, Letizia Marinelli.
E’ proprio da Marinelli, finita nel ciclone mediatico un anno e mezzo fa per la relazione con l’ex presidente Chiodi e la camera d’albergo romana a spese degli abruzzesi (inchiesta Rimborsopoli), ad alzare la voce e a spiegare che nessuno nel Comitato sembra poi preoccupato più di tanto per quanto sta accadendo.
«L’input della nuova Giunta si traduce», contesta la consigliera di Parità, «in un principio che non può passare inosservato, ovvero: “siamo tutti d’accordo? Bene, decido io”. Chissà se qualche solerte funzionario Europeo dopo, sempre dopo, si accorgerà che esiste un maltolto e si adopererà in rocamboleschi artifici per recuperare fondi e risorse malgrado non si comprenda perché così tardi e sempre quando i soldi sono stati impegnati senza risultati. Creare confusione e ritardo serve in sostanza per “fare un po’ come ci pare”».

E la consigliera entra nello specifico: «in Abruzzo c’è un Comitato di Sorveglianza, nome altisonante, che sui Fondi per le Aree Sottoutilizzate (FAS), ora rinominati Fondi per lo sviluppo e la coesione, dovrebbe “sorvegliare” che centinaia e centinaia di milioni di Euro vengano programmati e conseguentemente spesi secondo regole e tempistiche. Parlo di soldi pubblici, tasse nazionali, fondi comunitari e tasse regionali, che concorrono a finanziare progetti per far vivere meglio gli Abruzzesi, i quali oggi vivono peggio di prima e se ne sono accorti».
Ma che sta succedendo in questi mesi? «Questo Comitato non si riunisce più», assicura Marinelli.
«Il suo Presidente, il Presidente della Regione Abruzzo, non lo riunisce, ma viceversa prima decide come spendere quello che può spendere e poi scrive ai membri del Comitato perché approvino quanto deciso o tacciano approvando in silenzio».
Tutto bene così? Marinelli spiega che nessuno dei membri del CdS, ad accezione sua, ha posto attenzione sulle regole di funzionamento del Comitato stesso e che quindi l’iter dovrebbe essere diverso. «Oltre il fumo al di là delle parole, in questo sistema o ci si allinea o ci si oppone ma cambiare il sistema non interessa a nessuno e c’è da chiedersi perché».