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Asl Chieti, le dichiarazioni di Zavattaro fanno arrabbiare il suo predecessore

Caporossi: «Ti ho lasciato una Asl gioiello, altro che eredità pesante…»

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Asl Chieti, le dichiarazioni di Zavattaro fanno arrabbiare il suo predecessore

Caporossi


CHIETI. C’è solo da decidere se è stata una gaffe involontaria, dovuta alla tensione del momento, un’amnesia che si è sedimentata nel tempo o un autogol della struttura amministrativa che ha male informato il manager Asl Chieti Francesco Zavattaro. Infatti nella conferenza stampa di risposta ai rilievi della relazione Mef, il dg di Chieti ha espresso un giudizio complessivamente negativo («ho ricevuto un’eredità pesante») sulla gestione della Asl di Lanciano (poi unificata con Chieti) da parte del suo predecessore Michele Caporossi. In particolare – come esempio -  Zavattaro ha sottolineato le irregolarità del trasporto malati affidato alla Croce gialla.
Ma a PrimaDaNoi.it risulta che questa affermazione specifica potrebbe essere del tutto errata. Mentre la cattiva gestione evocata della Asl di Lanciano è stata immediatamente contestata da Caporossi, attuale apprezzato manager della Asl di Latina.
«Ma quale eredità pesante…. la Asl di Lanciano che ti ho lasciato era un gioiello: da 65 mln di perdite trovate nel 2005, quattro anni dopo – alla fusione delle due Asl – c’era un attivo di 1,3 mln».

LA PROROGA CRITICATA SUL TRASPORTO MALATI FU DI ZAVATTARO
Il dg Zavattaro ha sostenuto che «le Croci» - e la Croce gialla che operava a Lanciano - erano presenti in modo poco chiaro nella Asl e che oggi si sta riportando nella legalità le gestioni ereditate.
Probabilmente il suo cerchio magico non gli ha riferito dati corretti perché su questo trasporto malati a PrimaDaNoi.it risulta un’altra storia.
La delibera di riferimento – come confermano alla Croce gialla - è la n. 358 del 30 giugno 2005 (quindi prima dell’insediamento di Caporossi), con validità 5 anni e quindi scadenza 2010. Questa decisione era stata adottata sulla scorta di una delibera che risale alla giunta Falconio (1992) che consentiva l’affidamento diretto di questo trasporto. Andato via Caporossi nel settembre 2009, la prima proroga alla Croce gialla - e le successive anche alle altre Croci - sono state decise dal primo luglio 2010 ad oggi proprio dalla gestione Zavattaro (meglio dalla sua struttura amministrativa). Se dunque la proroga (compresi questi 5 anni di rinnovi continui) non si poteva fare, non l’ha fatta Caporossi.
Allora l’interpretazione autentica delle dichiarazioni in conferenza stampa potrebbe essere un’altra: questa gaffe-autogol è lo strascico della conflittualità persistente tra le Asl di Chieti e Lanciano, che fin dall’inizio della loro fusione registrò tensioni, addirittura anche sull’uso dei fondi del personale che appartengono ai dipendenti. A Lanciano erano stati iscritti in bilancio dall’allora direttore amministrativo Antonello Maraldo, ma ci fu uno scontro pesante tra Patrizia Bianchi, sindacato Nursing up di Lanciano e la locale ragioneria che premevano per avere questi soldi e il capo del personale di Chieti che non voleva riconoscerli. Alla fine il personale di Lanciano fu pagato, ma l’inizio della fusione non fu buono. E così seguita ad essere, come sembra da questa informazione incautamente condivisa da Zavattaro.

L’EX MANAGER CAPOROSSI REPLICA E CONTESTA LE AFFERMAZIONI DI ZAVATTARO
Sulla sua gestione criticata Michele Caporossi (finalmente una replica senza querela) chiarisce «il lavoro di quegli anni per tutelare l’onorabilità sua e dei collaboratori dell’epoca».
«Sotto la mia gestione, con il determinante sostegno dell’assessore regionale Bernardo Mazzocca, c’è stata un’azione di pulizia e di trasparenza severa e soprattutto reale, non limitata a un becero make up di facciata – replica Caporossi – inoltre sono aumentate le attività assistenziali, anche con l’acquisizione di nuove professionalità provenienti da altre regioni che hanno restituito appeal alle nostre strutture e invertito per la prima volta il trend di mobilità. Questo mix ha permesso a una Asl ritenuta una “cenerentola” di guadagnarsi il titolo di principessa. E davanti a difficoltà di ogni genere, non ho mai fatto il nome dei miei predecessori, né delle eredità più o meno pesanti trovate».
 Insomma, come conferma da Roma l’on.le Maria Amato (Pd) – radiologo in quella Asl Lanciano-Vasto - «con Caporossi c’erano motivazioni e risultati. Io da medico ricordo quegli anni come una primavera. Ci siamo sentiti parte dell’azienda, gli eventuali tagli ai servizi sono stati spiegati ai cittadini, si è fatto un salto di qualità sulle tecnologie, con l’aggiornamento e i nuovi impianti per le diagnostiche pesanti, Tac, Rnm, Medicina Nucleare, mammografi digitali e il programma di screening, la digitalizzazione del sistema delle immagini, il progetto ospedale-territorio per l’emergenza urgenza. E molti dei nostri fragili territori sono ancora fermi a quel momento».

LA SCARSA TRASPARENZA DELLA ASL DI CHIETI
Se dunque, come sembra, Zavattaro è stato informato male, sorge il dubbio che lo stesso sia avvenuto per le fatture pagate in ritardo o per le transazioni che tali non sono (infatti avvantaggiano solo la controparte e non la Asl) insomma per tutti gli addebiti che il Mef ha rivolto alla Asl di Chieti, compresi la mancata trasparenza,le proroghe degli appalti e così via.
La trasparenza viene violata non solo quando sul sito internet della Asl di Chieti alcune delibere vengono oscurate, ma anche quando non viene fatto sapere al manager, ad esempio, come arrivano a Chieti i componenti milanesi del Nav (nucleo di valutazione) che debbono esaminare e magari promuovere i dirigenti. E’ stato informato Zavattaro su quanto costa il loro rimborso-spese per “viaggio e vitto”? Servirebbe conoscere questi dati, almeno per sviare il sospetto di questi tempi sui pranzi a spese nostre. Che di solito vengono consumati in locali costosi e magari su un Trabocco.

Sebastiano Calella