A TUTTO GAS

Snam, autorizzazione alle porte. Comitati del no: «Regione assente, lasciati soli»

Si è entrati nella fase finale

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1575

Snam, autorizzazione alle porte. Comitati del no: «Regione assente, lasciati soli»


ABRUZZO. Il progetto per il metanodotto Snam è alle porte: la politica e le istituzioni dove sono?

Se lo chiedono i cittadini, i comitati e le associazioni da tempo impegnati nella battaglia contro gli impianti che la società vuole realizzare sul territorio abruzzese.
La centrale di compressione a spinta che la Snam vorrebbe realizzare in zona Case Pente a Sulmona, snodo del metanodotto Brindisi- Foligno, dovrebbe attraversare il territorio abruzzese per 103 chilometri, sul territorio dell’aquilano.
Ormai si è entrati nella fase autorizzativa finale e tutto dipende dalle decisioni del Governo nazionale e della Regione. «E’ proprio ora», commentano i comitati, «che i nostri rappresentanti politici ed istituzionali dovrebbero esercitare, con grande determinazione, il loro ruolo a difesa del territorio. Invece assistiamo ad una assenza totale di iniziative. Questo vuoto non può che favorire la multinazionale».

Il 22 settembre dello scorso anno, in occasione della assemblea pubblica al cinema Pacifico, tutti i politici intervenuti avevano preso impegni precisi.
Tutti dichiararono di volersi battere fino in fondo contro il progetto della Snam, di voler tutelare e difendere l'alta valenza ambientale, artistica, archeologica ed architettonica del territorio, con l'obiettivo di realizzare - come affermato dal presidente D'Alfonso in quella occasione - «investimenti crescenti per questo territorio che è magico per l'Abruzzo», «perché questa è una infrastruttura che cancella, toglie, azzera, spoglia e disintegra».
Sempre D'Alfonso affermò che «la Regione non sarà il cameriere dello Stato».
«Bene, presidente», domandano i comitati, «dov'è tutta la tempestività d'azione che il caso richiede? Cosa ha fatto la Regione dopo la negazione dell'intesa sulla centrale? Quali iniziative sono state assunte nei confronti del Governo nazionale? Quali proposte alternative sono state elaborate dalla Regione? Dov'è il coinvolgimento delle altre Regioni interessate al progetto?»

Giovanni Lolli nel suo intervento aveva dichiarato l'intento «di continuare in questa battaglia perché non possiamo mollare, fino a quando non ci convinceranno del contrario».
«In che modo la Regione si sta battendo?», chiedono i cittadini al sindaco di Sulmona Peppino Ranalli. «Siamo stati lasciati soli, questa è la verità. A chi dobbiamo rivolgerci se non al nostro primo cittadino, massima autorità sanitaria e autorità comunale di protezione civile? E' a lei che chiediamo che è urgente ed indifferibile dotarsi di consulenze specifiche atte a contrastare il progetto della Snam sotto l’aspetto tecnico, sismico e legale che potrebbero bloccare tempestivamente i lavori; è a lei che ribadiamo la necessità di procedere allo studio del monitoraggio della qualità dell’aria per avere dati da contrapporre ai valori delle emissioni indicati dalla Snam. E’ a lei, sindaco Ranalli, che chiediamo di comprendere che è giunto il momento di trasferire la battaglia su un altro livello. Si ponga alla testa della lotta, faccia sentire la sua voce nei confronti della Regione e del Governo nazionale, coinvolga gli altri Comuni del comprensorio e, insieme agli altri Sindaci, mobiliti i cittadini con iniziative forti ed incisive».