A MARE

Porti e dragaggio, arrivano altri milioni da spendere

Cosa farci ancora non si sa con esattezza ma si spenderanno nei prossimi due anni

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CAtamarano croazia pedalò

ABRUZZO. A sorpresa piovono fondi ministeriali sul porto di Pescara e anche sul derelitto e dimenticato “approdo di Francavilla”. Si tratta di quasi 6 milioni di euro per opere che saranno decise poi e di 800mila euro per il dragaggio “urgente” (come sempre).
In tempi di magra e crisi la Regione Abruzzo di D’Alfonso segna un punto “pesante” e strappa al Provveditorato delle opere pubbliche fondi importanti che dovrebbero servire a mettere l’ennesima toppa (si spera l’ultima) per garantire l’attività portuale e mercantile prima della costruzione del nuovo (anzi nuovissimo) porto che non avverrà prima di 5 anni. Il piano regolatore che disegna il porto “nuovissimo” infatti ha avuto il via libera con prescrizione dalla Autorità di vigilanza per gli appalti pubblici. Questo significa che i tecnici dovranno lavorarci ancora e risolvere deficit e mancanze individuate per poi tornare all’approvazione.
Si partirà entro marzo con una seconda trance di lavori di dragaggio da 800mila euro per 30mila metri cubi che asporteranno fanghi dalla darsena commerciale e dovrebbero garantire fondali anche per l’attività turistica che l’amministrazione comunale di Pescara spera ancora di strappare ad una delle due compagnie di navigazione che già conoscono bene il territorio.
Secondo quanto riferito dal vicesindaco Enzo Del Vecchio oggi in Consiglio comunale, il Provveditore ha trovato 1,9 mln in conto annualità 2014 più 1mln da spendere nel 2015 derivante dallo Sblocca Italia. Totale 2,9 mln di risorse.
Secondo quanto è emerso il Provveditore ha ipotizzato di utilizzare queste risorse in parte per il dragaggio della canaletta del porto canale i cui fanghi non sarebbero conformi allo smaltimento a mare e dunque avrebbero costi di stoccaggio più elevati. Nel porto di Ortona c’è però una vasca di colmata quasi completata che potrebbe accogliere i fanghi.

Con il resto dei soldi invece le ipotesi delle cose da fare sono svariate e per ora tutte molto teoriche, quasi a sottolineare che nessuno più sperava lontanamente di ottenere altri finanziamenti con il paradosso oggi di avere i soldi e non saper cosa farci.
Questo comporterà inevitabilmente tempi lunghi (è la burocrazia) mentre sarebbe stato meglio avere le idee un po’ più chiare sugli interventi urgentissimi in attesa che il porto sia stravolto con il nuovo progetto.
Una ipotesi di opera sarebbe una barriera soffolta posta dalla punta del molo nord verso la punta della diga che dovrebbe intercettare la sabbia e dunque in qualche modo mitigare l’effetto “ombra” della diga con la creazione di dune e dossi. Una terza ipotesi sarebbe una vasca di colmata «piccolissima» nei pressi della Madonnina.
Secondo il cronoprogramma di Del Vecchio per questa opera si potrebbe comunque partire per luglio ma sarà difficile riuscire ad essere così efficienti. Intanto un ulteriore incontro con gli enti coinvolti è previsto per la prima decade di febbraio e dalla quale dovrebbero emergere più certezze.
Altra novità di rilievo sono poi i 2,5 mln di euro saltati fuori sempre dal provveditorato per terminare lo “sfortunato” porto turistico di Francavilla abbandonato da anni e oggetto anche di inchieste della procura di Chieti. Quello che la giunta di centrodestra targata Chiodi non è riuscita a fare in 5 anni sembra che sia riuscita al centrosinistra in meno di sei mesi. A Francavilla saranno destinati 2,5 mln di euro ma anche qui è buio pesto su tempi e cantiere.