SANITA' E POLTRONE

Asl Teramo: la direzione sanitaria a Ricci o Di Falco

Resistenze locali, ma intanto il manager sblocca le assunzioni

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Asl Teramo: la direzione sanitaria a Ricci o Di Falco

Carlo Di Falco

TERAMO. E’ un testa a testa tra Francesco Ricci e Carlo Di Falco per la direzione sanitaria della Asl di Teramo. Si tratta di una nomina che tarda ad arrivare, dopo l’improvviso “scippo” di Angelo Muraglia, già designato come direttore sanitario Asl e poi riportato in Regione come direttore di dipartimento, in pratica come successore di Maria Crocco alla direzione regionale della salute che ora si occupa anche di Welfare.
L’incertezza sulla nomina dipende quasi esclusivamente dal fatto che ad entrambi manca un titolo ritenuto imprescindibile e cioè la provenienza teramana di queste due professionalità. Niente da dire infatti sul curriculum di Ricci, in questo caso zavorrato solo dalla sua esperienza di sindaco di Chieti, e su quello di Di Falco, che proviene dalla Cattolica di Campobasso, ma che in passato è stato anche alla direzione sanitaria dell’ospedale di Vasto e di Gissi.
In realtà questo ostacolo “territoriale” – che pure viene sollevato – non spiega il ritardo nella nomina e sembra molto strumentale, perché offre un’immagine campanilistica della Asl teramana che invece sta uscendo dal provincialismo: infatti anche il manager Roberto Fagnano viene da Campobasso, ma è stato scelto perché ritenuto molto capace e competente, mentre Angelo Muraglia era stato accettato senza polemiche pur non essendo teramano, perché era sponsorizzato a livello locale. Allora si lavora per altri nomi? 


Infatti si accampa l’esperienza politica di Ricci come pretesto per dire no, mentre in altri casi questa esperienza viene valutata positivamente (a Chieti il direttore sanitario Pasquale Flacco – che non è teatino - viene molto apprezzato anche per essere stato sindaco a Giuliano Teatino). Così come fa ombra a Di Falco la sua provenienza dal Centro di ricerca e formazione ad alta tecnologia nelle scienze biomediche “Giovanni Paolo II” di Campobasso.
Due molisani a Teramo? Un ex sindaco? Non sia mai. In realtà la Asl di Teramo, come le altre, soffre di problemi annosi che vanno sbloccati, a prescindere dall’appartenenza territoriale, proprio per ridare efficienza alla macchina sanitaria locale. Ed in questa direzione si sta muovendo il “molisano” Fagnano che sta sbloccando le assunzioni di 60 infermieri, così come sta lavorando concretamente per impiegare nuovi Oss (operatori socio sanitari) e nuovi tecnici per la prevenzione, oltre che per attivare la trasformazione di molti contratti da tempo determinato a tempo indeterminato.
 E’ chiaro che i tempi, pur accelerati, debbono rispettare le scadenze, come la mobilità prima dei concorsi. Ed infatti a Teramo sono arrivate circa 700 domande di infermieri che in qualche modo vogliono venire in Abruzzo o per tornare a casa o per riavvicinarsi al sud o per lasciare in qualche modo il nord. Al di la di queste modalità obbligate, quello che pare significativo nella gestione “molisana” del dg Fagnano è la sua resistenza ad affidare ad appalti di esternalizzazione le attività della Asl. Cioè esattamente il contrario di quanto avvenuto finora.

Sebastiano Calella