DOPO LA MULTA

Eccesso velocità, lo sfottò sfreccia su Facebook. D’Alfonso stuzzica Febbo

Il presidente pubblica i "bollettini di viaggio" per rassicurare ‘Capitan Febbro’

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Eccesso velocità, lo sfottò sfreccia su Facebook. D’Alfonso stuzzica Febbo


ABRUZZO. «Aggiornamento per il Comandante Febbro, ci troviamo all'altezza di Pescina, prossimi ad entrare nella Galleria avvicinante a Cocullo. Speriamo di non incontrare difficoltà e soprattutto di arrivare in tempo per la seconda parte di RegioneIncontra e del tavolo di lavoro con RFI, emergenziale, a causa della piena del fiume Pescara che minaccia zattera e Pilone del viadotto ferroviario all'altezza di manoppello scalo, tale da doversi interrompere il transito ferroviario».
Il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ‘sfotte’ sui social network il consigliere regionale di centrodestra Mauro Febbo, ‘colpevole’ di aver scovato nei giorni scorsi la multa per eccesso di velocità inflitta alla macchina del governatore.
Una sanzione da 1.400 euro che il presidente ha impugnato prima davanti al prefetto (che non l’ha cancellata) e poi inoltrata al giudice di Pace (che deve ancora decidere) con la richiesta di stracciarla perché si stava «compiendo un dovere istituzionale».

 

La questione ha fatto presa nell'opinione pubblica e si è trasformata ben presto in un forte scontro politico tra centrodestra e centrosinistra. Febbo ha chiesto chi pagherà la multa e quali conseguenze ci saranno per l’autista. Lorenzo Sospiri, via social network, ha ricordato di aver preso anche lui una multa da 500 euro per eccesso di velocità mentre stava «compiendo doveri istituzionali» ma ha pure specificato di non aver mai pensata di metterla sul conto degli abruzzesi.
Intanto D’Alfonso, smessi i soliti panni seriosi, risponde così e mostra ai suoi amici virtuali, su Facebook, un’insolita vena ironica che probabilmente in pochi conoscono. Forse è questa la nuova linea già annunciata in consiglio regionale che prevede tolleranza zero contro critiche e "accuse infamanti".
«Se il Commandante Febbro», ha scritto D’Alfonso, « mi autorizza vorrei fare sopralluogo con genio civile e dirigente, poiché a Lettomanoppello mi hanno spiegato che la democrazia non seleziona patrizi con le gambe a cavalcioni, ma realizzatori determinati, da sottoporre periodicamente a giudizio. Vediamo di andarci anche senza il consenso del Comandante Fabbro».


Amante del cabaret dalla risata facile, passatempo irrinunciabile con cui condisce da sempre le sue campagne elettorali, D’Alfonso si lancia in un’operazione simpatia.
Così Febbo diventa il ‘capitano Febbro’, colui da informare sui vari spostamenti per rassicurarlo su posizione e velocità. Colui a cui chiedere suggerimenti prima di prendere una decisione.
E poi a metà giornata D’Alfonso informava il ‘comandante’: «Giornale di bordo. Ore 13 e 42. Siamo appena entrati in aeroporto e il Comandante Febbro ci autorizza la velocità di crociera per rientrare in Abruzzo. A Roma e' andata benissimo per l'Aeroporto d'Abruzzo nel tiro alla fune con il Ministero dei Trasporti, presente l'On Maurizio Lupi. Il nostro Aeroporto resta classificato sito aeroportuale di interesse nazionale. A questo punto la sfida ulteriore: guadagnare il rilievo di aeroporto di interesse strategico, assumendo la fatica ( all'inizio) di voli internazionali extra europei. E' possibile? I denunciati direbbero di no! Io dico di si se lavoriamo senza debiti»
I commentatori sono divisi: c’è chi gradisce e chi no. C’è la fazione del «un po’ di ironia non fa male», e quella del «queste battute non le fanno onore».
Intanto anche così D’Alfonso cerca di ‘svecchiare’ la sua immagine troppo impostata che male si concilia con i social network. Ci aveva già provato in passato con qualche puntata spot in campagna elettorale, pubblicando foto del piccolo Luciano sui banchi di scuola. Ci sta provando più intensamente da qualche ora, lanciando messaggi tra lo scherzoso e l’ironico.


Farina del suo sacco? Forse sì, forse no, anche se qualche errore di troppo che mal si concilia con la sua puntigliosità (è da due giorni che scrive ‘Provincie’ con la i) lasciano immaginare che si appoggi almeno alle dita di qualche collaboratore più distratto.
La mattina si era lanciato invece in un messaggio tra il Robin Williams di ‘Good morning Vietnam!’ e San Francesco di ‘Fratello solo e Sorella Luna’: «Si scrive RegioneIncontra e si legge colloquio frontale con il Potere di servizio della Regione. All'inizio ci sarà sorella lentezza, poi comparirà mamma velocità e soprattutto sua maestà la concretezza. Polvere e ruggine provano a reagire, ma non ci mancano esperienza e determinazione. RegioneIncontra viene dal Vietnam, ha conosciuto tecniche avanzatissime di resistenza, reazione e risoluzione. Una sola cortesia: giudichiamo Regione Incontra, producendo la relativa pagella, tra 90 giorni».
Un po’ più criptico il messaggio di qualche ora prima, farcito pure di errori (lo riportiamo così come è stato scritto): «Oggi Regione incontra presso le sale consiliari delle 4 Provincie abruzzese va avanti ad oltranza, a partire dalle ore 9, un venerdì al mese, per i prossimi 54 mesi, per ritrovare l'utenza della Regione, poiché in assenza (esattamente in caso contrario) le istituzioni scompaiono nell'autoreferenzialita'. I Comuni sono i più amati dagli italiani poiché hanno un'utenza concreta e quotidiana! Personalmente aggiungo di mio che l'unica legittimazione che esiste per le istituzioni si chiama realizzativita' ed utilità!! Oggi parte il suo faticoso ma desideratissimo viaggio RegioneIncontra, senza rete e senza limiti!»
Al momento non si registrano commenti di “capitan Febbro” e nemmeno di “Comandante Fabbro”.

Alessandra Lotti