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Indennizzi olio, escluso il 94% dei Comuni. Sindaci: «offesa al mondo agricolo»

Si chiede alla Regione una modifica della delibera sullo stato calamità

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Indennizzi olio, escluso il 94% dei Comuni. Sindaci: «offesa al mondo agricolo»




ABRUZZO. Dopo il dramma nel settore agricolo registrato nella stagione olivicola 2014, la più nera che si ricordi negli ultimi decenni, la Giunta Regionale si è espressa con la Delibera n.870 del 23 dicembre 2014: un provvedimento per chiedere al Ministero Politiche Agricole, nei limiti della disponibilità finanziaria nel Fondo di Solidarietà Nazionale, lo stato di calamità naturale per il settore.
La mosca dell’olio quest’anno ha decimato fino all’80% la produzione locale di olive e dunque di prodotto finito. Il mercato è in subbuglio per l’aumento del prezzo e la qualità che potrebbe vacillare. In molte aziende non si è lavorato affatto con danni per centinaia di migliaia di euro.
La mosca olearia che ha fatto una vera e propria strage delle olive abruzzesi e non solo. Si parla di un calo minimo del 50% il che significa a cascata: aziende agricole in ginocchio che oltre alla crisi economica devono far fronte a questo imprevisto che di sicuro minerà ulteriormente i guadagni.
Significa anche una intera filiera in crisi ma anche prezzi al consumo che sono saliti anche del 30%.
Ma il provvedimento della Regione viene ritenuto insufficiente anche perché riguarda solo 19 dei 305 comuni colpiti.
«Ci troviamo di fronte ad una vero e proprio atto discriminatorio», denunciano i sindaci di Alanno, Brittoli, Catignano, Carpineto della Nora, Cepagatti, Civitella Casanova, Corvara, Cugnoli, Farindola, Montebello di Bertona, Nocciano, Rosciano, Spolotre, Popoli e Villa Celiera.
«Di fronte a un danno che oscilla tra il 65 e l’80% al sistema oleario, che coinvolge ben 61.000 aziende agricole delle 67.000 complessive e quindi tutto il territorio abruzzese, solo 19 dei 305 Comuni vengono ricompresi nella DGR: 8 in provincia dell’Aquila e 11 in provincia di Pescara, escludendo gli altri 100 della provincia dell’Aquila e gli altri 35 di Pescara, e le intere province di Chieti e Teramo».


«Questa è una offesa al mondo agricolo e quindi alla nostra gente», insistono gli amministratori, «che, nonostante la crisi economica e la crisi del settore, con immani sacrifici, continua a tenere in alto il nome dei prodotti alimentari abruzzesi; il mondo agricolo di questo lembo di terra, da sempre il più debole e indifeso, è quello che ne sta pagando, nuovamente, le conseguenze più gravi».
I sindaci lanciano un appello affinché venga immediatamente attuato l’annullamento dell’atto e la conseguente revisione di questo documento «che non da alcun tipo di risposta, sia alle aziende ricomprese nei territori individuati sia chiaramente al 97% degli esclusi».
E nelle ultime ore anche il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco ha scritto al governatore e all’assessore alle Politiche Agricole Dino Pepe per chiedere di ampliare il numero dei Comuni del pescarese per i quali sono previsti gli indennizzi per l’annata nera dell’olio d’oliva.
«Il 2014 è stato un anno critico per la produzione ovilicola regionale – ricorda Di Marco -, non solo a causa di condizioni meteo più che particolari, ma soprattutto per colpa del terribile parassita che ha attaccato le piante di olivo del territorio, danneggiando in maniera irreparabile i raccolti. Un dramma per la nostra regione, che ha così compromesso la qualità e la quantità di uno dei prodotti più apprezzati in Italia e all’estero dell’agricoltura abruzzese».

Di Marco di dice certo che la Regione «non resterà impassibile di fronte alle richieste degli addetti di un settore così importante e di indubbia eccellenza e che studierà un percorso per poter attivare ulteriori attività istruttorie, per una diversa e più ampia mappatura dei comuni di questo territorio».