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Fondi europei e nuove tecnologie: le scommesse di D’Alfonso per il “suo” Abruzzo

«Soldi veri e volontà vera»

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Fondi europei e nuove tecnologie: le scommesse di D’Alfonso per il “suo” Abruzzo

ABRUZZO. Puntare sulle «eccellenze tecnologiche» della nostra regione e sui fondi europei che sono tanti ma presuppongono un lavoro strenuo da parte della burocrazia locale e dei progettisti chiamati a fare un «lavoro di qualità».
Insomma il futuro è roseo secondo il governatore D’Alfonso che ieri, a Pescara, ha incontrato, in Regione, i "digital champions" abruzzesi per disegnare «un percorso che aiuti le Istituzioni ad abbattere il digital divide e fare in modo che il maggior numero possibile di cittadini si avvalga delle potenzialità del web».
Nello scorso novembre, a Roma, il premier Matteo Renzi ha tenuto a battesimo i primi 100 "digital champions" italiani o "attivisti digitali", come li ha definiti Riccardo Luna, il giornalista incaricato ufficialmente dal Governo italiano di sviluppare la frontiera del digitale.
D'Alfonso è stato tra i primi presidenti di Regione a credere in questa sfida ed il primo a stabilire un contatto diretto con questi ambasciatori dell'innovazione.
Anche il suo predecessore, Gianni Chiodi, insieme alla sua giunta, puntarono tutto sull’informatica, una lunga stagione fatta di centinaia di milioni di euro di investimenti per progetti che non sempre si sono poi visti. Lo sa bene proprio D’Alfonso che in una delle sue prime denunce pubbliche parlò dell’affare “Dedalus”, misterioso progetto costato più di 8 mln di euro e mai entrato in funzione e di cui si sono perse nuovamente le tracce…
Anche D’Alfonso, dunque, vuole puntare sull’informatica che però deve fare i conti con le carenze delle infrastrutture tecnologiche che la nostra regione sconta proprio per via di promesse non mantenute: una tra tutte per esempio è l’anello dell’Adsl che Abruzzo Engineering doveva costruire nel 2007 e che pare –sempre a detta del governatore- nasconda ancora qualche sorpresa. Quell’opera doveva portare Internet veloce in tuta la regione mentre ad oggi soprattutto in alcune zone montuose il servizio ancora non c’è.

«Il mio intento - ha rivelato il presidente - è quello di arrivare a concepire una normativa specifica di riferimento individuando anche delle risorse ad hoc che favoriscano una sorta di "inseminazione artificiale" soprattutto rispetto alla necessità delle piccole imprese di sviluppare il digitale. Senza tralasciare il profilo delle pubbliche amministrazioni dove, come nel caso della Regione Abruzzo, - ha ricordato il presidente - montagne di denaro pubblico, nel corso degli ultimi anni, sono state indirizzate a beneficio degli squali delle global service senza produrre il benchè minimo risultato. Tanto è vero - ha proseguito - che abbiamo ancora oggi ben quattro livelli di infrastrutturazione informatica che non dialogano tra loro generando costi e inefficienze da capogiro».
I campi di applicazione di queste figure, istituite dall'Unione europea nel 2012, sono molteplici: dall'alfabetizzazione informatica di adulti e bambini al monitoraggio sulla diffusione della banda larga e del wi-fi, dal supporto agli Enti locali nel processo di sburocratizzazione alla funzione di stimolo alle stesse Istituzioni per rendere il maggior numero di servizi a portata di click.
I "digital champions" abruzzesi intervenuti all'incontro con il presidente sono stati: Tommaso Spagnoli (Pescara), Domenico Di Francescantonio (Ortona), Sara Cicchelli (San Valentino in Abruzzo Citeriore), Giuseppe Luca Propato (Montesilvano), Caterina D'Ortona (Torino Di Sangro), Pina Manente (Teramo), Eleonora Passaretti (Pacentro) ed Ezio Bianchi (L'Aquila).

«SOLDI, VOLONTA’ E PROGETTIVRI»
«Soldi veri e volontà vera» sono stati promessi da D'Alfonso ai sindaci della provincia di Pescara, riuniti nel pomeriggio di ieri per concordare gli obiettivi sui quali far convergere le risorse della programmazione Fse e Ipa dei prossimi sette anni.
Di ritorno da Bruxelles, dove il presidente ha incontrato i vertici delle Strutture comunitarie, facenti capo alle due linee di finanziamento, D'Alfonso ha sollecitato i sindaci ad un radicale cambio di scenario nella gestione dei fondi affinché l'Abruzzo diventi «la prima regione dell'Europa per l'utilizzo delle risorse».
Le ipotesi classificate dal presidente, per l'area pescarese, quali necessarie a favorire lo sviluppo del territorio, perché ne potenzia l'attrattività e la connettività, sono la ricerca di una specializzazione sul piano economico, segnatamente per i servizi, quindi il porto con le azioni già individuate e realizzabili per consentire una sorta di «dragaggio naturale», il risanamento dell'Aeroporto D'Abruzzo, la realizzazione della Loreto-Penne, l'allungamento dell'asse attrezzato fino all'Interporto di Manoppello.
Dentro questa cornice-visione del territorio, ai Sindaci spetta il compito di «scrutare le ulteriori necessità». «I soldi ci sono», ha più volte detto D'Alfonso, «ed è stata presa a calci la pigrizia: ci sono funzionari e dirigenti regionali pronti a darvi una mano, ma l'imperativo è che i progetti siano di qualità».
Nelle prossime settimane, il presidente D'Alfonso incontrerà i restanti territori provinciali per confrontarsi sulle possibilità finanziabili con la nuova programmazione comunitaria.