AGRI-BUROCRAZIA

Olio Abruzzo. Dopo il danno ecco la beffa: risarcimenti solo in 19 Comuni su 305

Le proteste del centrodestra che bolla come «una buffonata» la delibera di giunta

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Olio Abruzzo. Dopo il danno ecco la beffa: risarcimenti solo in 19 Comuni su 305


PESCARA. LA calamità naturale era quella della mosca dell’olio che quest’anno ha decimato fino all’80% la produzione locale di olive e dunque di prodotto finito. Il mercato è in subbuglio per l’aumento del prezzo e la qualità che potrebbe vacillare.
In molte aziende non si è lavorato affatto con danni per centinaia di migliaia di euro.
Lo scorso 23 dicembre la giunta Regionale ha varato la delibera n. 870 che disciplina gli interventi a favore delle attività produttive agricole in stato di calamità naturale. Di fatto, però, stabilendo i criteri per poter accedere ai contributi pubblici, si è arrivati a decidere che i possibili ed eventuali risarcimenti potranno andare solo a quelle aziende che ricadono in 19 comuni su 305.
Di fatto è stata esclusa tutta la provincia di Chieti e Teramo.
La legge 102 richiamata nella delibera e nei limiti della disponibilità finanziaria del Fondo di Solidarietà Nazionale, stabilisce che per accedere ai benefici previsti è necessario un accertamento di danno alla produzione di ogni provincia pari ad almeno il 30% del fatturato agricolo totale e non solo sulla produzione delle olive e dell’olio, per cui l’Abruzzo nella sua totalità territoriale, ha subito un danno che va oltre le percentuali contemplate dalla legge.
Di fronte a un danno che oscilla tra il 65 e l’80% al sistema oleario, che coinvolge ben 61.000 aziende agricole delle 67.000 complessive e quindi tutto il territorio abruzzese, solo 19 dei 305 Comuni vengono ricompresi nella delibera di giunta e nello specifico 8 in provincia dell’Aquila e 11 in provincia di Pescara, escludendo gli altri 100 della provincia dell’Aquila e gli altri 35 di Pescara.
Nell’elenco come detto non c’è nessuno dei 104 Comuni della provincia di Chieti, inutile ricordare che la stessa contribuisce per oltre il 60% alla produzione complessiva, e i 42 della provincia di Teramo.
«La Giunta D’Alfonso ha prodotto un provvedimento sconcertante, che grida vendetta, che è solo una presa per i fondelli nei confronti dell’agricoltura abruzzese», ha detto oggi il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo (Fi) nel corso di una conferenza svoltasi questa mattina con il Capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri. 

«Ci troviamo di fronte ad una vera e propria “buffonata”», ha detto Febbo, «l’assessorato e la Giunta non hanno rilevato questa bruttura e questa offesa al mondo agricolo; lo stesso Assessorato all’agricoltura non ha indirizzato il lavoro dei Sipa provinciali all’esame attento dei danni (non solo olivicoli) per cui ognuno ha lavorato secondo proprie scelte, arrivando così a questa Delibera sconcertante che sa di beffa. E’ la chiara ed ennesima dimostrazione, semmai qualcuno non se ne fosse accorto, che questo Governo regionale vive solo di spot e annunci ma non sta dando nessuna risposta concreta. E il mondo agricolo, da sempre il più debole, è quello che ne sta pagando le conseguenze più gravi. Per questo lancio un appello alle Organizzazioni Professionali perché chiedano l’annullamento e la revisione di questo vergognoso e discriminatorio atto che non da alcun tipo di risposta sia alle aziende ricomprese nei territori individuati sia chiaramente al 97% degli esclusi».
«Un altro aspetto disdicevole di questa vicenda – sottolinea il Capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri – riguarda il Sistema assicurativo, citato sulla Delibera, per il quale la Regione, durante il governo di centrodestra ha sempre stanziato ingenti risorse proprio per abbassare i costi. Negli ultimi anni erano previste risorse per 400 mila e 300 mila euro. Ma per il 2015 cosa ha previsto il Governo D’Alfonso per sostenere gli agricoltori? Zero euro. E’ questo il modo in cui pensano di tutelare il sistema rurale? E’ solo grazie all’emendamento firmato dal sottoscritto, da Mauro Febbo e dal collega Di Nicola, che siamo riusciti a far stanziare 150 mila euro per sostenere il pagamento delle assicurazioni».

Una interrogazione consiliare è stata presentata da Mario Fiorentino Olivieri (Abruzzo Civico) che sostiene che «tali danni non è stato nemmeno possibile riscontrarli con precisione dal momento che i pur bravi operatori del territorio lamentano carenza di mezzi e di carburante per poter svolgere i rilevamenti tecnici. La produzione olivicola insieme a quella vitivinicola - dichiara Mario Olivieri - rappresenta non solo un introito considerevole per l’economia abruzzese, ma soprattutto una peculiarità qualitativa nota in tutto il mondo per l’orografia delle aree produttive. Parlando, poi, personalmente con i produttori del comparto chietino e teramano si evince che la quasi totalità dei coltivatori, frantoiani, industrie conserviere e insacchettatori, è stata vittima di ingenti perdite, non solo rispetto agli introiti produttivi, ma anche per la messa in produzione. Il dovere di noi amministratori è quello di predisporre misure extra ordinem per tale grave situazione verificatasi nel nostro territorio».

DANNI AL REPARTO OLIVICOLO ABRUZZO DGR870-2014