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Considan, D’Annunzio: «Mai incontrato Buzzi». Ma il notaio lo smentisce

L’atto notarile parla chiaro: erano insieme davanti il pubblico ufficiale

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Considan, D’Annunzio: «Mai incontrato Buzzi». Ma il notaio lo smentisce

M5s al lavoro



MONTESILVANO. Da una parte l’atto notarile, dall’altra le dichiarazioni “politiche” in risposta ad un pesante attacco. Si ingarbuglia sempre più l’affare poco chiaro della cessione delle quote della Linda spa acquistate dal Considan dal consorzio Formula Ambiente di Salvatore Buzzi.  
«Il sottoscritto non conosceva né ha conosciuto Buzzi, oltre quanto appreso dalla cronaca recente, e l’unico interlocutore di Formula Ambiente, peraltro formalmente incontrato in una unica occasione, fu un dirigente di Forlì di cui non ricordo il nome».
Così l’ex presidente del Considan di Montesilvano, Nino D’Annunzio, due giorni fa replicava alle accuse del Movimento 5 Stelle.
Lunedì scorso in conferenza stampa i consiglieri comunali pentastellati e il deputato Andrea Colletti, hanno denunciato le presunte stranezze dell’acquisto da parte del Considan nel 2007 delle quote della Linda spa, la società che si occupava di servizi pubblici di igiene urbana del comune di Città Sant’Angelo. Le quote vennero cedute dal Consorzio Formula Ambiente, rappresentato da Salvatore Buzzi, assurto recentemente agli onori della cronaca nazionale per la vicenda “Mafia Capitale”.
I 5 Stelle hanno depositato una denuncia alla magistratura in quanto il Considan pagò ben 800.000€ le quote di minoranza della Linda. «Dopo soli due anni dall’acquisto una perizia del Tribunale ha verificato che quelle quote valevano solo 133.000€, cioè un quinto di quello che erano state pagate al Consorzio di Buzzi», hanno riferito sempre i grillini.
D’Annunzio, oltre a smentire la ricostruzione dei 5 Stelle (parlando di «“ripescaggio” di fatti assai lontani estrapolati dal loro contesto storico e politico») ha voluto anche precisato di non aver mai conosciuto di persona Buzzi ma di aver appreso chi fosse solo tramite le cronache dei giornali che negli ultimi mesi hanno svelato la maxi inchiesta ribattezzata ‘Mafia Capitale’
Un dettaglio che nessuno aveva richiesto a D’Annunzio ma che lui si è sentito comunque di fornire specificando «per quanto possa costituire nel contesto elemento di rilevanza o di interesse».

Ma oggi spunta fuori un documento che smentisce D’Annunzio, e non un documento qualunque ma un documento firmato da un notaio di Atri, Marco Faieta, che nel giorno della cessione delle quote della Linda da Formula Ambiente al Considan certificò che Salvatore Buzzi e D’Annunzio firmarono i documenti davanti ai suoi occhi.
Erano le ore 13.40 del 29 maggio del 2007.
Ammesso che dell’identità dei due il notaio fosse «certo» (si legge così nell’atto ufficiale), si può ipotizzare che Faieta abbia fatto entrare nella sua stanza, nel giro di pochi secondi, prima Buzzi e poi D’Annunzio (o viceversa) senza farli mai incontrare? E perché poi? L’incontro dell’allora presidente del Considan e del presidente di Formula Ambiente era una evenienza più che scontata in un momento così importante se non altro per i soldi che c’erano in ballo.
Come si dice, carta canta, e la certificazione di un notaio in un documento ufficiale come un atto notarile ha un grande valore probatorio persino nei tribunali. Ora dunque D’Annunzio dovrà fare uno sforzo di memoria ulteriore e ricordarsi quel preciso momento: 29 maggio 2007, ore 13.40.    
Anche il sindaco di Roma, Ignazio Marino, dopo lo scoppio dell’inchiesta Mafia Capitale disse pubblicamente di non aver mai conosciuto Buzzi. Poi venne smentito di alcune foto che lo ritraevano all’interno della cooperativa sociale proprio al suo fianco.
Che Buzzi non abbia un volto da ricordare facilmente? Che oggi sia meglio dire di non averlo mai visto e conosciuto?