SANITA'

Abruzzo. Valzer di manager Asl: la Regione è ferma

Difficoltà per D’Alfonso a liberare le poltrone

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Abruzzo. Valzer di manager Asl: la Regione è ferma

Paolucci e D'Alfonso




ABRUZZO. C’è un collo di bottiglia nel processo di riorganizzazione della sanità regionale. Si tratta della difficoltà che incontrano sia Luciano D’Alfonso che Silvio Paolucci a movimentare i tre manager Asl rimasti in carica (L’Aquila, Chieti e Pescara) dopo il passaggio di consegne con la Giunta Chiodi.
Eppure il progetto è chiarissimo, come ha dimostrato la nomina di Roberto Fagnano alla Asl di Teramo, cioè un manager di grande competenza, ma anche di assoluta fiducia per D’Alfonso.
Oggi la difficoltà è il ruolo da assegnare a Francesco Zavattaro, Asl Chieti, per far liberare la sua poltrona di manager. Meno problematica sembra la situazione di Claudio D’Amario, che potrebbe essere in una situazione migliore.
Assolutamente defilata – anche se non meno importante - la questione della Asl dell’Aquila, che per il momento non è in cima ai pensieri della Giunta regionale che aspetta solo un chiarimento del territorio: infatti il manager Giancarlo Silveri è ben visto nella Marsica, ma è molto osteggiato all’Aquila dai politici locali. Comunque in pole position come dg è Patrizia Masciovecchio, già direttore sanitario della Asl ai tempi del manager Roberto Marzetti (che è tra i consulenti di D’Alfonso).

Al contrario il pressing su Zavattaro data almeno da un paio di mesi, quando faticosamente era stato raggiunto un accordo: tu ti dimetti al 31 dicembre e vieni a fare il direttore all’assessorato regionale. Ma il manager di Chieti, preoccupato delle voci che davano per certa la nomina di Giovanni Farinella (Kpmg), non ha abboccato ed è restato al suo posto. Addirittura si è preso un lungo periodo di ferie ed è di ritorno proprio in questi giorni. E finché non sarà trovata una sistemazione adeguata e di suo gradimento, la poltrona di manager a Chieti resta sua. Insomma le trattative sono ancora in corso e testimoniano le difficoltà che incontra D’Alfonso nella nomina di una squadra di governo di suo gradimento.
Però il progetto resta tutto in piedi, avendo lui dato la priorità assoluta all’aggiornamento dell’elenco degli aspiranti manager Asl al neo-dirigente Maria Crocco (il cui incarico - detto per inciso – potrebbe essere solo provvisorio in vista di traguardi più alti). Più tranquilla e forse consensuale la successione alla Asl di Pescara. Il manager D’Amario – come noto da tempo – è in graduatoria come manager in Lombardia e nel Lazio. E proprio nel Lazio, dove è meglio piazzato, dovrebbe approdare, come ha fatto Michele Caporossi, ex manager di Lanciano-Vasto, che sta mietendo successi come dg a Latina dopo che il centrodestra abruzzese lo aveva defenestrato.
Il problema che si pone per D’Amario è che questa nomina, visto anche che si trova nei primi posti della graduatoria della Regione Lazio, dovrebbe equivalere ad una promozione. Cioè Roma città. Andare in provincia infatti sarebbe tornare indietro rispetto a Pescara.

Sebastiano Calella