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Riforme costituzionali, Governo va avanti anche senza Capo di Stato. Vacca: «pazzesco»

Dubbi anche di Di Stefano (FI): «l’avessimo fatto noi avrebbero gridato al golpe»

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Riforme costituzionali, Governo va avanti anche senza Capo di Stato. Vacca: «pazzesco»
ROMA. Stop all'esame del ddl di riforma costituzionale fino all'elezione del nuovo presidente della Repubblica: è stata questa la richiesta che l'opposizione ha avanzato alla conferenza dei capigruppo di Montecitorio secondo quanto riferisce Massimiliano Fedriga della Lega, manifestando una posizione comune a M5S e Sel.
Il governo punta, però, a chiudere riforme e Italicum entro il 29 gennaio, data nella quale, con tutta probabilità, dovrebbe tenersi la prima riunione delle Camere in seduta comune per l'elezione del nuovo capo dello Stato. E', dunque, scontro in capigruppo.
Il Pd si schiera contro la sospensione sulle riforme, mentre l'opposizione chiede «una pausa di riflessione per preservare un clima di unità e serenità in vista delle elezioni del capo dello Stato».
Toni molti forti - si apprende da fonti parlamentari - sarebbero stati adottati dopo l'intervento del ministro Boschi che avrebbe insistito per proseguire nelle votazioni alla Camera: Forza Italia, Sel e M5S si sarebbero opposti con fermezza, affermando che non si possono fare delle riforme così importanti in assenza di un capo dello Stato.
Il Pd avrebbe difeso il ministro ed insistito contro la richiesta di stop dei lavori. Anche Ncd si sarebbe associata seppure con minore fermezza: tra gli alfaniani non manca chi esprime dubbi sulla opportunità di proseguire velocemente sulle riforme.
Davanti alla richiesta di sospendere l'esame delle riforme, la presidente Laura Boldrini avrebbe comunque evidenziato che "sul piano strettamente giuridico-costutuzionale non è precluso lo svolgimento di attività della Camera" nella fase antecedente l'elezione del nuovo capo dello Stato. I precedenti risalgono al 1964 (Segni, vennero esaminati dei decreti legge), 1978 (Leone, riforma del sistema sanitario nazionale). La eventuale sospensione, ha ribadito, prevede una valutazione di opportunità, che è "rimessa ai gruppi parlamentari".

VACCA: «VERGOGNOSO»
E durante la votazione alla Camera il deputato pescarese, Gianluca Vacca, ha realizzato un video, poi postato su Facebook, per raccontare quanto stava accadendo in aula.
«E' pazzesco, sta accadendo ora alla Camera: ormai non c'è più alcun ritegno!», scrive Vacca.
«In nome del Patto del Nazareno, i pigiabottoni del ‪‎Pd vogliono continuare a votare le riforme costituzionali anche senza un presidente della Repubblica!! Abbiamo chiesto di sospendere la discussione fino all'elezione del nuovo Presidente, ma Laura Boldrini non ne vuole sapere. Votare le modifiche costituzionali in assenza del garante della Costituzione è un orrore istituzionale senza precedenti. Il tutto esclusivamente per gli accordi e i capricci dei nazareni papà Silvio Berlusconi e figlioccio Matteo Renzi. I nostri padri costituenti si staranno rivoltando nella tomba».
Gli stessi dubbi vengono esplicitati anche dal deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano: «E’ opportuno continuare le attività parlamentari e discutere e votare la riforma costituzionale senza il garante delle istituzioni stesse? Renzi prova con l’ennesima forzatura, se fossimo stati noi, solo a proporre una cosa del genere, avrebbero gridato al golpe».
E nella giornata di ieri, segnata dalle dimissioni del presidente Napolitano, i parlamentari abruzzesi del Movimento 5 Stelle hanno ‘festeggiato’ l’evento su Facebook. « Non è mai stato il mio presidente, mai.
E voi vi siete mai sentiti rappresentati da questo dinosauro, nelle istituzioni dal 1953?», ha scritto Vacca.
«Finalmente una bella giornata....Napisan si è dimesso!», ha scritto invece il senatore di Vasto Gianluca Castaldi.
«Signor Presidente», ha scritto invece il governatore Luciano D’Alfonso riferendosi a Napolitano, «non smetteremo mai di ringraziarLa per aver custodito con un’attenzione straordinaria e vigile il nostro bene più prezioso, la Repubblica. In uno dei momenti più difficili della nostra Storia democratica ed economia, Ella ha saputo guidare con equilibrio, senso del dovere e lucida determinazione il passaggio cruciale di una crisi che ha potentemente minato le nostre più salde convinzioni. Solo una grande forza interiore e morale, di valori lungamente coltivati e nutriti, uniti ad una non comune capacità di guida ed autorevolezza hanno saputo costruire, per il bene del nostro Paese, ampi argini di sicurezza alla nostra quotidianità. Ora possiamo riprendere il nostro cammino, forti del Suo esempio. Auguri e grazie, Signor Presidente».