ECONOMIA

Abruzzo, nel 2014 è calato il reddito pro capite

Cresciuta la spesa per beni durevoli

Redazione Pdn

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Abruzzo, nel 2014 è calato il reddito pro capite

ABRUZZO. Nell’anno appena passato è cresciuta la spesa per beni durevoli: 988 milioni contro i 979 del 2013 (+0,9%). A trainare sono stati i settori dell’auto nuova e usata (rispettivamente +4,4 e +3,8%).
Male invece il settore dell’elettronica di consumo (-7,1%) e quello dell’Information technology (-5,9%).
Anche nel 2014 il reddito pro capite in Abruzzo si è contratto, attestandosi a 15.521 € (-0,3% sul 2013). Chieti resta la provincia con il reddito più alto con 16.349 € contro i 16.100 de l’Aquila: entrambi i dati sono in linea con il 2013.
Questi sono i principali risultati della ventunesima edizione dell’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Abruzzo, presentato ieri a Roma.
Nel 2014 il reddito pro capite in Abruzzo, pur facendo segnare un decremento dello 0,3%, ha mitigato la caduta dell’anno precedente, che era stata dell’1,7%, attestandosi a 15.521 €. Assieme alla Puglia, è stata la flessione più modesta registrata nell’Italia centro-meridionale. Pescara e Chieti, in particolare, hanno visto restare sostanzialmente stabile i rispetti livelli di reddito (pari, rispettivamente a 15.256 e 16.349€), mentre il capoluogo, L’Aquila, ha registrato un arretramento di 0,8 punti (16.100€).
Nel 2014 le famiglie abruzzesi hanno speso complessivamente 988 milioni di € in beni durevoli: si tratta di un dato superiore dello 0,9% rispetto all’anno precedente (979 milioni), ma comunque più basso del 2,4% medio italiano.

I SETTORI DI SPESA

Auto e moto – Inversione di tendenza nel 2014 per le auto, nuove e usate. Le prime hanno riportato un aumento della spesa del 4,4%; le seconde, del 3,8, per dei volumi complessivi pari a, rispettivamente, 253 e 259 milioni di €. Continua, seppure non con le percentuali dell’anno precedente, la flessione dei motoveicoli, che nel 2014 sono calati di 5,1 punti, contro il -24,1 del 2013 (la spesa complessiva è stata di 20 milioni).

Mobili – I volumi sono scesi di 0,7 punti percentuali, per un valore complessivo pari a 282 milioni (nel 2013 la flessione sull’anno precedente era stata dell’8,1%).

Elettrodomestici – Calano dell’1,6% i volumi di spesa, e si fermano a un valore totale di 82 milioni. Nel 2013, la flessione sull’anno precedente era stata di 2,7 punti percentuali, per 83 milioni di spesa complessiva. Si tratta di un trend in controtendenza con quello nazionale, che ha riportato un +1,5%.

 Prodotti Informatici – Battuta d’arresto per il settore, che ha fatto segnare un – 5,9%, contro il + 2,9% riportato nel 2013. Il volume di spesa si attesta a 39 milioni (contro i 42 dell’anno precedente).

LE PROVINCE
Nel 2014 Chieti (16.349 €) e L’Aquila (16.100 €) sono state le province con il più alto reddito pro capite. Pescara e Teramo invece seguono con valori pari rispettivamente a 15.256 € e 14.181 €.
Per l’acquisto di mobili le famiglie abruzzesi nel 2014 hanno speso complessivamente 282 milioni €. I volumi maggiori di spesa sono stati registrati a Chieti (87 milioni €, -0,8% rispetto al 2013). Seguono Teramo (+0,8%) e Pescara (+0,4%) entrambi con consumi pari a 66 milioni € ed in fine L’Aquila (-3,4%) con 63 milioni € spesi per i beni di questa categoria.
La spesa per l’acquisto di autovetture nuove da parte delle famiglie residenti nella provincia di Chieti è stata quella che ha registrato l’aumento maggiore (+8,3% rispetto al 2013 con volumi pari a 74 milioni €). La crescita minore invece è stata quella segnata a L’Aquila (+1,6% con volumi pari a 51 milioni). Meno marcato ma anch’esso positivo l’aumento del mercato delle auto usate, che segna una crescita complessiva del 3,8%. Anche in questo caso i consumi maggiori si sono registrati nella provincia di Chieti (80 milioni €), seguita da L’Aquila (67 milioni), Pescara (59 milioni) e Teramo (53 milioni). Si ravvisa invece una flessione per il comparto moto: la provincia di Pescara, che guida la classifica con volumi pari a 7 milioni €, seguono Chieti con 6 milioni, Teramo con 4 milioni e L’Aquila con 3 milioni €.
Gli 82 milioni € dedicati all’acquisto di elettrodomestici grandi e piccoli in Abruzzo sono stati suddivisi tra i 25 milioni spesi in provincia di Chieti (che fa registrare una contrazione del 1,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato), i 19 milioni di Pescara e Teramo e i 18 milioni € spesi a L’Aquila.
Per quanto riguarda l’acquisto di elettronica di consumo, si evidenziano cali in tutte le provincie. È sempre Chieti a mantenere la testa della classifica per volumi con un valore pari a 17 milioni € (-5,7% rispetto al 2013), seguita da Pescara con 13 milioni (-5,5%) e Teramo e L’Aquila con 12 milioni (in calo rispettivamente del 7,8% e del 10,0%).
Il comparto informatica quest’anno ha affrontato una diminuzione dei consumi a livello regionale del 5,9%. Il ribasso più significativo è quello di L’Aquila (-8,1% con volumi per 9 milioni €), seguito da Chieti (-5,6%; 12 milioni), Pescara (-5,5%; 9 milioni) e Teramo (-4,3%; 9 milioni).

ALCUNE TENDENZE CHE SI RISCONTRANO ANCHE IN ABRUZZO
In occasione del trentesimo compleanno di Findomestic l’azienda ha analizzato e messo a confronto  comportamenti d’acquisto e valori dei 30enni di oggi e dei 30enni di 30 anni fa. Si tratta di due universi distanti e distinti: nati e cresciuti in una realtà in espansione, i sessantenni odierni aspiravano a diventare qualcuno, tramite percorsi di vita stabili e tappe pianificate. I giovani di oggi vivono in una condizione di costante cambiamento, senza possibilità e prospettive di sviluppo, respirano scetticismo, sono costretti a fenomeni di adattamento continui.  In questo contesto di precarietà si ampliano a dismisura le possibilità di scelta. Diventa premiante l’esperienza acquisita attraverso percorsi esplorativi, le scelte divengono instabili e fluttuanti. Quello che conta non ė più il possesso di un bene, ma l’esperienza che questo fornisce.  Il motto dei trentenni odierni potrebbe essere “scopro dunque esisto”, per i trentenni di allora era “solidi e sicuri”.
I giovani di oggi vedono le spese per trasporti incidere maggiormente sui loro budget, trent’anni fa era il mutuo. Seguono per i trentenni di oggi le spese per un eventuale mutuo o affitto e, quindi, quelle per il cellulare e le ricariche/internet.
Le priorità per i trentenni e i sessantenni sembrano non essere troppo diverse ma presentano alcuni significativi scostamenti: i giovani di oggi vedono come prioritaria la stabilità del posto di lavoro, seguita dalla famiglia e della salute. I 30enni degli anni ’80, invece, mettevano in testa la famiglia e appena sotto la stabilità del posto di lavoro e l’avere una casa di proprietà, bene sempre più inaccessibile per i giovani di oggi, scivolato al 4° posto nella classifica delle loro priorità.
I giovani di oggi cercano acquisti facili da fare, leggeri da mantenere e semplici da restituire e le formule di consumo che sono compatibili con questo tipo di fruizione sono le formule low cost, l’e  commerce, la sharing economy e il cloud shopping.