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Bus + treno: così si avvicina Roma all’Abruzzo saltando il Raccordo anulare

Il trasporto pubblico regionale secondo il Piano strategico dell’azienda unica

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Bus + treno: così si avvicina Roma all’Abruzzo saltando il Raccordo anulare




ABRUZZO. Velocizzare la corsa Pescara-Roma, creando un parcheggio di scambio a Carsoli o a Guidonia per salire sul treno ed entrare rapidamente nella capitale bypassando il raccordo anulare.
Rendere più facile e rapido il collegamento su binario L’Aquila-Pescara e viceversa, utilizzando un passante ferroviario di proprietà dell’esercito (quello che in passato serviva la polveriera ed il poligono di tiro di Pratola Peligna).
 Migliorare il trasporto nell’area Vestina attraverso l’integrazione dei mezzi Gtm ed Arpa e realizzando a Montesilvano (Porto Allegro) un terminal di scambio, sia per l’eventuale filovia sia per i mezzi urbani in modo da non far entrare a Pescara gli 88 autobus che ogni giorno arrivano dall’entroterra.
Lo stesso dovrà avvenire nell’area di Scafa e Manoppello attestando lì tutti i Bus che arrivano dalle zone a monte per decongestionare il traffico dell’area metropolitana Chieti-Pescara, dove l’intermodalità treno-bus sarà molto sviluppata. Analoghi interventi di ristrutturazione del trasporto pubblico saranno attuati negli ambiti del Teramano, della Valle Peligna e della Marsica.
Le 102 pagine del “Piano strategico 2014-2019” della nuova società unica di trasporto pubblico regionale (Arpa+Gtm+Sangritana) sono una miniera di notizie, di progetti e di proposte e molto interessanti sono anche le proiezioni economiche finanziarie che chiudono il Piano. Per il 2015 ci saranno (come stima): 142 mln di ricavi, 52 mln di costi esterni, 90 mln di valore aggiunto, di cui 71 mln per il personale, 19 mln di ebidta (margine operativo lordo), 18 di ammortamenti e svalutazioni e 1,3 mnl di ebit (cioè il margine netto prima delle tasse).  

INNOVAZIONE E INTERMODALITA’
Al di là della razionalizzazione della spesa, quello che sembra più interessante è il disegno strategico del nuovo trasporto pubblico regionale che il Piano prefigura. Si tratta di interventi destinati in tempi più o meno lunghi a trasformare i collegamenti all’interno e fuori dell’Abruzzo. Un libro dei sogni?
Si vedrà, in realtà questi progetti erano in cantiere da anni ed i tecnici Arpa, Gtm e Sangritana lavoravano da tempo per migliorare i percorsi e velocizzare le linee gestite. Il nuovo Piano dunque raccoglie in forma organica le proposte già note e l’azienda unica sembra l’unica in grado di arrivare a risultati concreti.
«Ad esempio – spiega Luciano D’Amico, presidente a tempo di Arpa – si parla del biglietto unico o della bigliettazione attraverso lo smartphone. Già esiste il progetto della bus card che consente di acquistare il biglietto in via telematica, ma queste innovazioni per la loro complessità ed il loro costo sono possibili solo con un’azienda unica. Senza parlare dell’intermodalità, cioè la possibilità di sfruttare trasporto su gomma e su rotaia: si può fare, anche se non è molto semplice, solo se a trattare con le Ferrovie c’è un interlocutore unico».
 Ma sono tutte rose e fiori?
«Non proprio. Le criticità ci sono e non le sottovalutiamo. Si tratta di lavorare su più fronti: mentre l’integrazione trasporto extraurbano ed urbano su gomma lo possiamo gestire direttamente a L’Aquila, come a Pescara o altrove – continua D’Amico – è molto più difficile intervenire sulla ferrovia Adriatica che è molto trafficata. Così come c’è l’ostacolo del binario unico da Carsoli a Roma. Poi c’è il problema dei contratti per i dipendenti, sia quelli di primo livello che di secondo livello, cioè aziendali. E su questo – come sul problema degli eventuali esuberi e delle partecipate - ci aspettiamo un contributo dei sindacati che hanno premuto a lungo per l’unificazione delle tre aziende».
 I tempi di realizzazione di questo Piano?
«Per i progetti sulle singole linee, alcuni saranno rapidi, per altri ci vorrà più tempo. Per l’aspetto “burocratico” della nuova società, ci sarà il passaggio in Consiglio regionale entro febbraio-marzo, poi scattano i 60 giorni previsti per eventuali ricorsi. A giugno – quando peraltro scade il mio incarico -  tutto dovrebbe essere completato».
 Torna a fare il rettore a tempo pieno?
«Anche quello è un incarico di servizio e all’università di Teramo c’è molto da fare».

Sebastiano Calella