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Cup regionale: ecco i documenti del subentro contestato

Chiesti controlli di Asl, Regione, Nas e Ispettorato del lavoro

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Cup regionale: ecco i documenti del subentro contestato




ABRUZZO. Gli articoli di PrimaDaNoi.it sul subentro della Gpi di Trento nella gestione del Cup unico regionale hanno provocato una richiesta di rettifica (peraltro già pubblicata) da parte di questa società con ulteriore richiesta di chiarimenti alla società inoltrata da oltre una settimana caduta nel vuoto.
In attesa dei documenti e dei chiarimenti promessi «sull’assoluta infondatezza» e «sull’erroneità dei fatti e dei dati riferiti» negli articoli, pubblichiamo il contratto di lavoro da 887 euro lordi mensili, offerto dalla Gpi di Trento (che ha vinto l’appalto insieme al consorzio Sgs di Lanciano) agli addetti del nuovo Cup unico regionale.
Quanto offerto sarebbe circa la metà del salario precedentemente percepito (1.490, 45 euro/mese) attraverso “Obiettivo lavoro” che forniva manodopera interinale al Cup della Asl di Chieti.
In questo documento si può leggere l’applicazione del contratto “Multiservizi integrati”, che corrisponde a 6,8 euro/ora (sempre lorde, rispetto a 11,4 euro precedenti) e che in pratica corrisponde alla paga oraria degli addetti alle pulizie. C’è anche la qualifica attribuita di impiegato di 2° livello, quando il livello richiesto è ben più alto. Aggiungiamo poi il capitolato speciale della gara che all’articolo 7 prevede il riassorbimento del personale già in servizio precedentemente. Quanto allo smembramento del Cup di Chieti, i cui addetti sono stati dislocati altrove pur essendo questo il Cup più importante della Asl, ci sono le segnalazioni continue di Cittadinanza attiva, che è il terminale delle proteste degli addetti e dei cittadini in difficoltà per le prenotazioni. Infine ci sono le proteste dei sindacati (Cisl Fp in particolare) per questo subentro che non corrisponde agli impegni di efficientamento del servizio che hanno giustificato l’appalto regionale.
Quanto alle notizie della cronaca, provenienti da Trento (così come è avvenuto in altre città sedi di Asl, dove è arrivata la Gpi), basta fare una ricerca su internet per scoprire l’agitazione sindacale degli addetti locali al Cup contro l’applicazione del contratto “Multiservizi” che non tutela la professionalità di chi lavora al Cup.

Partiamo dall’applicazione del contratto “Multiservizi” al posto di quello della “Sanità, personale non medico”, assicurato precedentemente agli addetti al Cup di Chieti. Toccherà ai sindacati, ma anche all’ufficio ispettivo dell’assessorato regionale alla sanità ed alla Asl di Chieti – che è stata la capofila dell’appalto – verificare se questo tipo di contratto ed il suo importo corrispondono a quello previsto dalla gara e se l’offerta Gpi per la spesa del personale corrisponde ai 6,8 euro/ora pagato ai dipendenti Cup.
Resta il fatto – inconfutabile – che questo salario da 887 euro lordi (pari a 450 euro netti mensili) è comunque un salario da fame per 30 ore di lavoro settimanale su 5 gg lavorativi. Cioè 15 euro netti al giorno per 6 ore di lavoro, quando una colf qualsiasi o una badante ne guadagnano molti di più. Eppure siamo di fronte, in questo caso del Cup, a personale con alta professionalità, a contatto con programmi informatici evoluti e difficili, e che maneggia soldi e salute dei cittadini.
Come prevede espressamente – per quanto riguarda la professionalità - il capitolato d’appalto sottoscritto dalla Gpi, che impegna la società anche a riassorbire il personale in servizio.
In realtà questa circostanza è negata nella richiesta di rettifica dove si legge che «né la normativa né il bando prevedono in capo all’aggiudicataria l’obbligo di assumere» il personale in servizio.
Dice invece l’articolo 7 che «l’impresa aggiudicataria dovrà assegnare  ed impiegare nel servizio appaltato personale qualificato in possesso delle necessarie autorizzazioni e qualifiche professionali».
 Ed aggiunge che «la ditta subentrante assicurerà, nei modi ed alle condizioni previsti dalle leggi vigenti, un riassorbimento del personale attualmente impiegato».
 In ogni caso «il personale utilizzato dovrà essere in possesso di una professionalità acquisita anche nel settore di attività oggetto  del presente appalto».
 Il tutto, secondo la Gpi (che altrove viene contestata per questa scelta) viene riassorbito nel 2° livello proposto agli addetti al Cup della Asl di Chieti, per un compenso giornaliero di 15 euro, cioè meno dei clandestini che raccolgono pomodori.

Inoltre basterebbe avere l’elenco degli addetti di oggi al Cup di Chieti – con relative qualifiche - per confrontarlo con gli addetti di ieri e verificare se nella scelta del personale c’è stato il criterio di potenziare Chieti o no, secondo un progetto (che forse la Gpi non conosce) che va avanti da anni, nell’indifferenza della politica teatina che ha lasciato a Lanciano la supremazia nella gestione della Asl.
Al contrario altri Cup vengono potenziati, come – ad esempio – San Giovanni Teatino “difeso con i denti” dal sindaco Luciano Marinucci.
«Quando ho saputo delle manovre sul nostro Cup, sono andato di persona a parlare con il manager Francesco Zavattaro – spiega il sindaco – e mi ha assicurato non solo il potenziamento della nostra struttura attraverso personale qualificato, ma anche che questo Cup e quello di Miglianico rimarranno fuori dell’appalto. Ho ottenuto che ci saranno 2 dipendenti molto qualificati con qualifica Edp a 36 ore settimanali (al posto delle 30 ore delle altre sedi). Così ci sarà un potenziamento della nostra sede, perché qui orbitano almeno 30 mila persone. Questo Cup è l’ultimo baluardo della sanità, dopo che avevano tolto la possibilità di prenotazione attraverso i Medici di famiglia e la Farmacia comunale. Da quello che ho capito per questa sede ci sono altri progetti in itinere».

E mentre Cittadinanza attiva ha già fatto sapere di essere intenzionata a presentare al Nas dei Carabinieri un dossier su questo subentro al Cup, nei giorni scorsi Aldo Cerulli, responsabile regionale dell’associazione, ha dichiarato che «chiederà anche l’intervento dell’Ispettorato del lavoro».
 Da canto suo la Cisl Fp – con una nota a firma del responsabile regionale Vincenzo Traniello – ritiene che «con queste premesse il nuovo Cup regionale parte nei peggiori dei modi e certamente i risultati del miglioramento del servizio e del suo efficientamento, che erano i motivi che hanno indotto la regione Abruzzo ad appaltare questo servizio strategico, diventeranno delle chimere, con tutto ciò  che ne consegue nell’erogazione delle prestazioni sanitarie ai cittadini abruzzesi».
 E mentre la Cisl Fp insieme alla Cisl Fisascat (che segue il settore) cercherà «di approfondire i contenuti dei contratti fatti sottoscrivere agli ex lavoratori interinali dalla Gpi   e dal Consozio Sgs»….,  ritiene difficile che così «il servizio  Cup potrà decollare con tutti i risvolti negativi che ciò comporterà nell’erogazione dei servizi sanitari».
 Perciò «la Cisl Fp chiede alla Asl2, capofila dell’appalto e alle competenti Istituzioni regionali, di effettuare controlli sia sul rispetto del capitolato d’appalto che della funzionalità  del servizio, per evitare che, ancora una volta, il denaro pubblico venga utilizzato con sciatteria».

Sebastiano Calella

Abruzzo. Contratto Cup Gpi