AMBIENTE

Impianto stoccaggio San Benedetto, una fiaccolata per dire no

La battaglia dei comitati al confine tra Abruzzo e Marche

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1947

Impianto stoccaggio San Benedetto, una fiaccolata per dire no

SAN BENEDETTO. La procedura per la realizzazione dell'impianto di stoccaggio del gas nel sottosuolo di San Benedetto e, successivamente, il resto della costa Picena, dopo il licenziamento del decreto di V.I.A. Ministeriale, è giunta nella fase decisiva.
Il comitato Ambiente e Salute nel Piceno che da anni osteggia il progetto ha organizzato una fiaccolata che si svolgerà il giorno 11 Gennaio prossimo a partire dalle ore 17.30. Si partirà da via Montebello, nei pressi della piazza del Mercato, per arrivare fino a viale secondo Moretti giungendo infine in piazza Giorgini, dove, su di un piccolo palco ci saranno dei brevi interventi. «Contiamo molto sulla partecipazione e l'aiuto dei Comitati di quartiere che si sono da poco insediati. Invitiamo la cittadinanza a partecipare in massa». 

Hanno dato già la loro adesione numerose associazioni, anche da fuori regione, e alcuni sindacati, così come i sindaci di San Benedetto Giovanni Gaspari, di Grottammare Enrico Piergallini, di Colonnella Leandro Pollastrelli, e parteciperà anche una delegazione del comune di Martinsicuro.
«Con questa fiaccolata vogliamo continuare a far crescere un movimento sempre più ampio e granitico composto da cittadini, comitati, associazioni e istituzioni in grado di opporsi efficacemente ad un progetto scellerato e che non c’entra nulla con il territorio», dicono i promotori dell’iniziativa. «In particolare la finalità attuale è quella di far avviare la revisione della VIA facendo mancare i presupposti per l’attuazione dell’AIA nazionale».
Nel corso di questi tre anni è stato approvato dal Comitato tecnico Regionale il rapporto preliminare di sicurezza e sono state completate con approvazione le procedure di VIA Regionale e Ministeriale.

«Durante la fase di preparazione del ricorso al Tar», ricordano dal comitato, «siamo venuti in possesso di documenti che attestano ufficialmente la presenza di nuove gravissime criticità per la sicurezza dei cittadini, che si aggiungono alle altre, precedentemente comunicate alla magistratura. Abbiamo pertanto provveduto ad informare anche il Prefetto di Ascoli Piceno cui abbiamo consegnato circa 6500 firme di cittadini contrari all'impianto. Su questi ulteriori elementi si aprono nuove opportunità per poter attivare la procedura per la revisione della V.I.A. Regionale e chiudere il procedimento in modo definitivo e positivo per la cittadinanza».
Il comitato è stato ricevuto ad Ancona in Regione dal vice presidente Canzian, dal segretario generale Elisa Moroni e dall'assessore all'ambiente Maura Malaspina e ha ottenuto l'impegno della Regione Marche ad avviare il processo di revisione della VIA in base all'emergere dei nuovi elementi, a patto che la richiesta venisse formulata in modo ufficiale dal Comune di San Benedetto.
Pare che il Comune sia in procinto di presentare tale richiesta.

L'avvio della revisione del procedimento di VIA regionale farebbe mancare i presupposti per l'esecuzione dell' AIA nazionale, cioè il provvedimento che autorizza, a determinate condizioni, l'esercizio dell'impianto. E' questo l'obbiettivo finale da raggiungere secondo i comitati.