SANITA'

Abruzzo. Registro tumori: i medici di famiglia indignati per l’esclusione

Il Gruppo di lavoro non è stato ancora nominato

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Abruzzo. Registro tumori: i medici di famiglia indignati per l’esclusione




ABRUZZO. «Indignati». I medici di medicina generale di quattro sigle sindacali (Fimmg, Smi, Snami e Simet) protestano contro «l’Assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci» per aver istituito in Abruzzo il Registro tumori e per aver «previsto un comitato di coordinamento composto dai quattro Dg Asl e dall’Agenzia sanitaria, ma vede esclusi i medici di famiglia e le loro Società scientifiche».
Questo contrasterebbe con quello che il presidente Luciano D’Alfonso aveva detto, chiedendo «un aiuto ai medici di famiglia della Val Pescara per effettuare un censimento dei soggetti affetti da malattie neoplastiche». Richiesta «a cui i medici hanno dato la disponibilità alla collaborazione, anche se non erano chiari il procedimento, la richiesta dati, l'indirizzo cui inviare i dati…. Le Regioni che da anni si sono dotate di un registro tumori, hanno provveduto a coinvolgere a pieno titolo i medici di famiglia e le loro Società scientifiche, invece in Abruzzo la sanità rimane ospedalocentrica in barba alle varie dichiarazioni e in controcorrente rispetto a quanto si fa nelle Regioni con i migliori servizi sanitari. Forse il registro sarà compilato con le schede Istat dei deceduti, forse solo sulla base dei pazienti che vengono curati in Abruzzo?».
Secondo i medici di famiglia «si continua ad improvvisare con soluzioni comode ai palazzi dei poteri e non si tiene conto della professionalità, del lavoro e della certezza del dato in possesso del medico di famiglia. Restiamo affacciati al balcone ad aspettare le passerelle dei dati sviluppati da qualche egregio statistico, che nulla sa delle vere condizioni del cittadino abruzzese intento, ogni giorno, a combattere contro norme e regole inventate di burocrati per poter accedere ad un servizio che gli è dovuto per diritto».

DECRETO E REGOLAMENTO DEL REGISTRO TUMORI NON PARLANO DI ESCLUSIONI
Questa “indignazione” dei medici di famiglia arriva a sorpresa.
Allo stato non ci sarebbe alcuna loro esclusione, né attuata né prevista. Questo almeno si legge nel testo del decreto commissariale che istituisce il Registro tumori e che forse non è stato valutato con attenzione, anche perché è firmato solo da Luciano D’Alfonso e Giuseppe Zuccatelli (sub commissario), mentre la  protesta di queste quattro sigle sindacali mediche coinvolge l’assessore alla sanità Silvio Paolucci, che non appare mai in questi documenti ufficiali.
PrimaDaNoi.it ha anticipato a beneficio di tutti (anche dei giornalisti distratti e dei medici che non leggono) il decreto sul Registro tumori dove al punto 3 viene costituito «un Comitato di coordinamento del Registro tumori di cui fanno parte il Direttore dell’Asr (Agenzia sanitaria regionale), il responsabile scientifico, i dg delle quattro Asl, i Rettori delle due università abruzzesi ed il direttore del Mario Negri sud».
Al punto 7 il decreto prevede poi di «autorizzare l’Asr a predisporre un disciplinare tecnico contenente i dettagli sulle modalità di avvio e funzionamento del Registro tumori».
 Mentre al punto 8 approva il «Regolamento regionale registro tumori (allegato 1) che costituisce parte integrante e sostanziale al presente atto».
 Proprio all’inizio di questo Regolamento, che forse è sfuggito a chi protesta e a chi minimizza, all’art. 2 è previsto che entro 15 giorni dalla sua entrata in vigore, il direttore Asr nominerà «un responsabile scientifico per le indicazioni metodologiche della raccolta ed analisi dei dati, ed un gruppo di lavoro che garantisce l’attività di raccolta dati e la sua fruibilità all’interno del servizio sanitario regionale».
 Inoltre entro 45 giorni dall’entrata in vigore del regolamento, sempre il direttore «provvederà a deliberare un disciplinare tecnico in cui sono stabiliti i dettagli metodologici dell’avvio e del funzionamento del Registro tumori regionale».
 Forse per protestare era meglio aspettare l’esclusione (che non ci sarà). Infatti Amedeo Budassi, direttore dell’Asr e strenuo fautore di questo Registro, individuato come soggetto attuatore del decreto, da subito ha dichiarato «che il punto di forza di questa raccolta dati sarà non fermarsi alle Sdo (le schede di dimissioni ospedaliera), ma coinvolgere i medici di famiglia».

Sebastiano Calella