IN CONSIGLIO REGIONALE

Abruzzo. Consiglio, clima teso. D'Alfonso ancora contro Chiodi. BIlancio passa dopo 18 ore

M5S srotola manifesti di protesta e fuori dall’aula la protesta dei dipendenti delle Province

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Abruzzo. Consiglio, clima teso. D'Alfonso ancora contro Chiodi. BIlancio passa dopo 18 ore

L’AQUILA. Un Consiglio regionale fiume con riunioni bilaterali tra maggioranza e le opposizione per trovare un accordo sul bilancio.
Una sere di rinvii e un lavoro estenuante fino a tarda notte: il centrosinistra avrebbe voluto chiudere all’ora di cena ma le minoranze che hanno presentato oltre mille emendamenti (Movimento Cinque Stelle oltre 700 e Forza Italia oltre 350), hanno puntato tutto il giorno a far slittare il tutto dopo il 27 dicembre.
E’ sembrata a tratti più una battaglia politica che di merito visto che non si è voluto permettere al centrosinistra al governo da sei mesi di licenziare i due documenti prima di natale, cosa che non avveniva da tempo.
«Non è un problema fare questa che per noi è una battaglia di giustizia sociale - ha tuonato il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri - Chi ci guarda vorrebbe tutto ciò. I nostri padri ci sorvegliano in questa battaglia di caccia, le madri ci consolano, le mogli ci parlano, per questo non abbiamo problemi a passare il Natale in aula. E' una vergogna presentare un bilancio con zero euro nei capitoli del lavoro, sviluppo, turismo. Dov'è la sinistra?».
Sospiri ha quindi chiarito che il centrodestra farà una battaglia sul taglio delle tasse «che è possibile se non si è oggetto della soggiacenza a certe strutture, e lo abbiamo dimostrato nella precedente legislatura quando governavamo».
Il clima nel pomeriggio è stato reso teso da un lungo e a tratti durissimo intervento del presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, che ha attaccato la precedente gestione di centrodestra, in testa il presidente Gianni Chiodi, ora consigliere regionale azzurro, tirando fuori anche episodi della passata campagna elettorale creati per screditare l’ex sindaco di Pescara. 

«Chiedo alle opposizioni di aiutarmi a non avere paura del potenziale debito di un miliardo e 200 milioni che potrebbero produrre le 36mila posizioni di contenzioso - ha tuonato d'Alfonso - chiedo anche di fare a gara per risolvere i problemi, di evitare di farsi conquistare dal fascino di dire bugie e di trovare la maniera di perseguire la corrispondenza tra quello che diciamo e quello che faremo », ha detto ancora il governatore che ha rimproverato a Chiodi di non aver portato a casa in 66 mesi nessun risultato in opere infrastrutturali e di non aver utilizzato al meglio «la straordinaria occasione di prendere in braccio la Regione» dopo il terremoto del 6 aprile 2009 dell'Aquila. Poco prima il consigliere regionale del Pd Camillo D’Alessandro aveva detto nel suo intervento, riferendosi al centrodestra «facciamo in 9 mesi quello che non avete fatto in 3 anni».
D'Alfonso ha anche sottolineato di non aver paura dei privati spiegando che ogni euro deve andare a creare cantieri e quindi lavoro. «Il che significa che devono esserci gli operai che lavorano con il cemento, non certo le montagne di carte di cui siamo pienissimi».
L'assessore regionale al bilancio Silvio Paolucci ha sottolineato che le opposizioni hanno un atteggiamento ostruzionistico «abbastanza rituale» ma «alla fine approveremo entro i termini i documenti che si presenta sano e rigoroso e che va nella direzione della giustizia sociale, sviluppo e finanziamenti europei anche se ci sarà spazio per riflessioni e aggiustamenti».

REVISORI: «BILANCIO INGESSATO»
Tornando ai revisori, a loro parere si tratta di un bilancio ingessato, «caratterizzato da estrema rigidità e scarsità di risorse, atteso che larga parte delle entrate è assorbito dal finanziamento della sanità, dalla copertura dei deficit pregressi, e dal pagamento delle rate di mutui, e prestiti assunti negli anni precedenti».
Tra i rilievi contenuti nel parere sul Bilancio regionale di previsione 2015-2017 da parte del collegio dei revisori dei conti Stefano Fraticelli, Ottaviana Giagnoli e Giuseppe Castelli c’è un miliardo di euro dalla dubbia esigibilità utilizzato per raggiungere il pareggio di bilancio, rendiconti 2013 e 2014 mancanti come altri documenti contabili, nonostante i solleciti, e un buco di 455 milioni di euro di debiti pregressi, sul quale «la Regione Abruzzo oggi non fa fronte con un adeguato piano di ammortamento».
Ed ancora l'assenza in allegato dei bilanci delle società partecipate, fortemente indebitate. Non si tratta di una bocciatura perché i tre esperti esprimono un parere favorevole, ma sono tante le prescrizioni contenute nel documento. La relazione è stata più volte citata nell'accesa seduta del Consiglio regionale chiamato all'approvazione della legge di stabilità e del bilancio di previsione, in particolare dal capogruppo del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi, che ha definito il bilancio «un gioco bendato», viziato da «gravissime omissioni», in quanto appunto non sono certe le entrate e dunque le coperture della spesa, per altro assai risicate, minando così la credibilità di una manovra che pareggia le entrate e le uscite a 4 miliardi e 437 milioni.

BAGARRE IN AULA
I consiglieri del Movimento Cinque Stelle hanno esibito sugli scranni dell'aula manifesti con la scritta "finanziaria al buio", atto che ha innescato la reazione del vicepresidente del Consiglio regionale Lucrezio Paolini, che ha gestito la seduta al posto del presidente, Giuseppe Di Pangrazio, il quale ha invitato i commessi a intervenire per rimuovere i manifestini.

PROVINCE: IN 400 MANIFESTANO ALL'AQUILA DAVANTI ALLA REGIONE
Intanto fuori dall’aula circa 400 persone, la maggior parte lavoratori ma anche amministratori e sindacati, delle quattro province abruzzesi hanno protestato davanti a Palazzo dell'Emiciclo contro la legge di riforma nazionale che «mette a rischio i livelli occupazionali ed i servizi ai cittadini».
Oltre alle bandiere i manifestanti hanno esposto anche i gonfaloni delle quattro province. Una delegazione, tra cui il presidente della provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo, alla testa dell'unico ente abruzzese che ancora è con il vecchio assetto con le elezioni in programma nella prossima primavera, è stata ricevuta dal presidente della Regione, Luciano D'Alfonso.
«All'inizio sembrava che la riforma volesse colpire i costi della politica - ha spiegato un gruppo di lavoratori - ora invece ci rendiamo conto che nel 2017 rischiamo di rimanere senza lavoro, visto che su 56 mila dipendenti ci sono 20 mila esuberi. C'è quindi confusione, perché non si capisce a chi andranno le competenze e i dipendenti; inoltre con i tagli c'è il rischio di non poter pagare gli stipendi. Senza contare come si farà se si interrompono i servizi ai cittadini».
«Siamo qui - ha spiegato l'assessore provinciale dell'Aquila, Ersilia Lancia - per esprimere solidarietà ai lavoratori mortificati da una legge che ancorché firmata da un sindaco, l'attuale sottosegretario Delrio, mortifica uno degli Enti più importanti di raccordo amministrativo e più efficaci sul territorio».
«È una riforma che sa di populismo che ha avuto necessità di emendamenti che non daranno effetti - ha detto ancora Lancia - ci stanno rassicurando sul nulla, comunque aspettiamo risposte dalla Regione alla delegazione guidata dal presidente Del Corvo che ha già denunciato da tempo lo stato delle cose».

NELLA NOTTE PASSA IL BILANCIO DOPO 18 ORE
Il Consiglio regionale dopo 18 ore di discussione ha approvato la scorsa notte a maggioranza, con il voto contrario dei gruppi consiliari di Forza Italia, Ncd e Movimento 5 Stelle, la Legge di stabilita' 2015 e la legge di Bilancio di previsione pluriennale 2015-2017.
Ammonta a 6 miliardi e 234 milioni di euro (circa 300 milioni in piu' dell'anno precedente) il bilancio di previsione 2015 della Regione Abruzzo.
Sul fronte delle entrate, oltre a un avanzo di amministrazione pari a un miliardo e 30 milioni di euro, 2 miliardi e 766 milioni arriveranno da tributi e gettiti erariali, 224 milioni da contributi e trasferimenti dell'Unione Europea e dello Stato, 70 milioni da entrate extratributarie, 345 milioni da alienazioni e riscossione crediti, un miliardo e 797 milioni da partite di giro.
Per quanto riguarda le spese, invece, 25 milioni di euro saranno destinati al funzionamento degli organi istituzionali, 129 milioni all'amministrazione generale (in cui rientrano i costi del personale e che scendono del 38 per cento rispetto al 2014), 5 milioni e 158mila euro alle politiche abitative, 30 milioni e 800mila alle opere pubbliche, 43 milioni di euro alla difesa del suolo e alla protezione civile, 189 milioni ai servizi e alle infrastrutture per la mobilita' e il trasporto merci, 16 milioni all'agricoltura e all'economia montana, 7 milioni e 300mila euro per le attivita' produttive, 4 milioni per il turismo, 27 milioni per l'istruzione e la cultura, 15 milioni e 577mila per le politiche del lavoro, 2 miliardi e 700 milioni per la tutela della salute, 37 milioni per la protezione sociale, 10 milioni e mezzo per le politiche delle autonomie locali, un miliardo e 59 milioni per i fondi, 170 milioni per la gestione del debito, un miliardo e 800 milioni per le contabilita' speciali.
«Nei documenti di programmazione finanziaria per il 2015 - ha sottolineato il presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio - riusciremo a dare risposte concrete alle aspettative dei nostri concittadini. Purtroppo anche quest'anno abbiamo dovuto fare i conti con una serie di vincoli di finanza pubblica, ma abbiamo fatto del nostro meglio per tutelare le legittime istanze degli abruzzesi, grazie all'impegno concreto che maggioranza e opposizione hanno dimostrato durante i lavori del Consiglio».