SANITA'

Abruzzo. Arriva il nuovo Cup unico delle Asl: 400 euro al mese a chi ci lavora

Tra le proteste il passaggio di consegne a chi ha vinto l’appalto milionario

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Abruzzo. Arriva il nuovo Cup unico delle Asl: 400 euro al mese a chi ci lavora

ABRUZZO. Nell’indifferenza della Asl che dovrebbe controllare (e forse della Regione), stanno smantellando il Cup di Chieti e forse anche quelli delle restanti Aziende sanitarie.
In realtà è solo il passaggio di consegne ai vincitori dell’appalto milionario del Cup regionale che tante polemiche ha sollevato a suo tempo e sul quale sono ancora sotto giudizio  ricorsi e controricorsi. Ma il problema non è questo.
Il problema nasce quando chi lavora al Cup viene trattato come carne da macello a cui sottoporre contratti di 30 ore ad 850 euro lordi, pari a 400 euro circa al mese e contratti da 25 ore addirittura a meno ancora. E quando gli strutturati in servizio vengono avvisati dalla stessa Asl (almeno a Chieti) che dal 2 gennaio saranno ricollocati, mentre sembra che a Pescara la Asl abbia già sistemato la questione, visto che quei dipendenti Cup erano dipendenti diretti della Asl. E così la cooperativa che subentra decide unilateralmente di pagare compensi che sono quasi la metà di quelli pagati da Obiettivo lavoro, l’agenzia che fino ad ora forniva la manodopera. 

Questo almeno raccontano i dipendenti del Cup che ieri sono andati alla Regione per chiedere un intervento sul problema. Hanno parlato solo con l’assessore Marinella Sclocco e con la segreteria dell’assessore Silvio Paolucci ed hanno chiesto il loro intervento «perché non è possibile subire questo trattamento».
 Hanno raccontato – e PrimaDaNoi.it  lo ha verificato – che sabato alcuni sono stati convocati a Lanciato, in una sede in cui c’erano diversi cartelli di cooperative (Blu line, Croce arcobaleno, Sgservizi lanciano ecc.) e gli è stato sottoposto un contratto da firmare da parte da parte di un personaggio di Lanciano, assistito da due persone venuti da Trento, dove ha sede la società che ha vinto l’appalto e che tra l’altro non conoscono affatto il territorio dove hanno vinto la gara. 

Infatti ignorano addirittura l’esistenza dei Cup di San Giovanni Teatino e Miglianico «che non hanno preso in gestione perché non li hanno trovati nemmeno su internet». Il contratto di assunzione è per soli due mesi, visto che c’è un ricorso in atto (di cui però a Trento non hanno timore). Tra i chiamati a firmare questi contratti ci sono anche alcuni ex dipendenti che non lavorano da tempo al Cup – raccontano gli interessati – ma forse sono «sponsorizzati da personaggi di Lanciano».
 Intanto venerdì pomeriggio i dipendenti strutturati del Cup dell’ospedale di Chieti vengono avvisati telefonicamente dalla Asl che dal 2 gennaio saranno ricollocati (dove non si sa). Quelli dei Distretti sanitari lunedì non sapevano ancora nulla sul loro destino.
«C’era una volta il Cup»: così iniziava la storia di quando questo era il biglietto da visita della sanità abruzzese. Certo: non godeva di buona salute, per responsabilità precise di chi lo governava a fronte dell’abnegazione di chi ci lavorava. Ora l’appalto così aggiudicato rischia di peggiorare la situazione dei dipendenti e dei cittadini che ne avranno bisogno. E’ un’eredità della giunta Chiodi che l’aveva presentata come la meraviglia dell’organizzazione sanitaria abruzzese. Non sembra, da quello che sta avvenendo.
Sebastiano Calella