SANITA'

Abruzzo. In settimana la firma dei contratti Regione-cliniche

Qualche mugugno per il budget 2014 invariato, più soldi nel 2015?

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Abruzzo. In settimana la firma dei contratti Regione-cliniche


ABRUZZO. La firma dei contratti con le cliniche per il 2014 ci sarà nei prossimi giorni. Ma sarà un “regalo” di Natale per modo di dire, perché è in linea con quelli della crisi di tutti: pochi soldi, gli stessi dello scorso anno (124 mln), senza un euro di più.
Non è stato possibile aggiungere altri fondi, anche se c’è stato un tentativo di trattativa motivato con la ricerca di una soluzione al vecchio contenzioso in atto tra le case di cura private e la gestione commissariale targata Chiodi, il che potrebbe in qualche modo aver influenzato il ritardo con cui si giunge alla firma.
Il motivo del contendere è noto da tempo. Quando per la spending review di Monti il Governo decise un taglio dello 0,5% e poi dell’1% ai consuntivi della sanità privata degli anni precedenti, Chiodi applicò la norma in modo così preciso che alla fine in Abruzzo il taglio fu del 9,9%.

LA PENALIZZAZIONE DEI TAGLI DI CHIODI CONTINUA ANCORA OGGI
Infatti nell’anno preso a riferimento, alcune cliniche – causa terremoto – non avevano svolto attività e quindi il fatturato era zero. Togliendo il loro budget inutilizzato al totale del consuntivo della sanità privata - che quindi risultava inferiore di circa 10 mln rispetto alla cifra iniziale – ed applicando quindi il taglio non su 135 mln, ma sui 125 mln effettivamente consuntivati da chi aveva lavorato, il risultato finale fu che la percentuale della spending review decollò quasi al 10%. Il tutto, tra l’altro, avvenne a fine anno, mettendo in difficoltà tutte le case di cura in quanto ormai le prestazioni erano state erogate quasi tutte. Di qui i ricorsi, le proteste e le accuse di atteggiamento strumentalmente punitivo, anche se formalmente corretto, perché il consuntivo di fatto è quello presentato all’incasso e non quello preventivato all’inizio. Le cause di forza maggiore non furono accettate né fu accettato il fatto che il taglio poteva avvenire sui singoli consuntivi e non sul totale. Così la clinica che aveva rispettato il suo budget totale avrebbe avuto un danno minimo, invece di quello effettivo che è stato maggiore e che si è ribaltato sugli anni successivi. Perché se si decide - come è avvenuto - che si confermano le cifre degli anni precedenti, è inevitabile che il danno prodotto tre anni fa continua a provocare difficoltà anche oggi.

I TENTATIVI PER RECUPERARE FATTURATO DALLA MOBILITÀ PASSIVA
Probabilmente le case di cura volevano dalla nuova struttura commissariale un riconoscimento in aumento del loro lavoro. Ad esempio nel recupero della mobilità passiva che era stata un’altra promessa mancata del duo Venturoni-Chiodi all’inizio della loro gestione. Esiste, infatti, un verbale manoscritto, ma mai attuato, in cui si assicurava alle cliniche la possibilità di lavorare per recuperare fatturato dai drg – cioè le prestazioni e le tariffe - che poi alla fine hanno arricchito le altre Regioni. Il che ha prodotto un grosso danno agli imprenditori, ma soprattutto ha sottratto posti di lavoro ai dipendenti della sanità privata,  mentre le altre Regioni incassavano 70 mln di mobilità passiva ospedaliera. Senza dire del costo aggiuntivo di quella specialistica e senza quantificare il disagio sociale ed economico dei malati costretti ai viaggi della speranza fuori Abruzzo.
E’ vero che la mobilità passiva per una parte è irrecuperabile, ma spesso è anche un sintomo della scarsa qualità dell’assistenza sanitaria reale o percepita in Abruzzo e della cattiva gestione del rapporto sanità pubblica-cliniche private.  Mentre i titolari delle case di cura proseguono fino all’ultimo le trattative per tentare di recuperare i tagli eccessivi da spending review, sembra che il commissario D’Alfonso - come segno di buona volontà - si sia impegnato a firmare i contratti 2015 già a gennaio, allentando anche i cordoni della borsa.

Sebastiano Calella