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Cementificio Cagnano, Ecocarbon rassicura: «con combustibile fossile migliori condizioni ambientali»

«Netta riduzione degli ossidi di azoto e l’annullamento delle polveri sottili e ceneri»

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Cementificio Cagnano, Ecocarbon rassicura: «con combustibile fossile migliori condizioni ambientali»

Camillo Piazza

CAGNANO AMITERNO. E’ stato firmato nei mesi scorsi un Protocollo di intesa tra la vecchia giunta regionale, il Comune di Cagnano Amiterno, il Consorzio Ecocarbon e la Sacci Spa, per l'utilizzo di combustibile fossile secondario (CSS) nel cementificio di Cagnano, in parziale sostituzione (solo una percentuale del 15%) dei combustibili fossili.
Il caso ha suscitato polemiche tanto che adesso l’assessore all’Ambiente, Mario Mazzocca, si dice pronto a rivedere i termini della questione.
Il Consorzio intanto spiega come stanno le cose: «non si tratta di una trasformazione di attività del cementificio Sacci di Cagnano Amiterno, bensì di una opportunità per migliorare le condizioni ambientali del territorio, attraverso la parziale sostituzione del combustibile fossile tradizionale, con un prodotto che ha delle caratteristiche migliori rispetto al Pet Coke e al Carbone».
«Le sperimentazioni in atto da diversi anni, soprattutto in Veneto (impianto Enel), in Piemonte (cementeria Buzzi-Unicem), e in quasi tutti i paesi evoluti Europei, dimostrano inoltre che l’utilizzo del Css Combustibile “end of waste” permette una netta riduzione degli ossidi di azoto e l’annullamento delle polveri sottili e ceneri, con un ingente risparmio di CO2 (gas serra), nessun rischio di produzione delle diossine e un beneficio economico importante per i cittadini. Certamente la soluzione migliore per l’ambiente è di chiudere tutte le industrie e le aziende di produzione di elettricità e del cemento, ma il concetto della sostenibilità ambientale si base sulla riduzione dell’inquinamento e dei rischi ambientali per “donare” ai nostri figli le stesse possibilità di vivere».

«La cementeria Sacci», spiega ancora l’azienda, «non brucerà rifiuti, il Consorzio Ecocarbon è sempre stata contro l’utilizzo delle discariche, la costruzione di nuovi forni inceneritori e il coincenerimento dei rifiuti “tal quali”, i quali, loro si, contribuiscono all’aumento dell’impatto ambientale. La mission del Consorzio è quella di portare benefici ambientali riducendo gli inquinanti contenuti nel carbone, o peggio nel Pet-coke, quindi metalli pesanti, zolfo o altre sostanze contenute nei combustibili fossili.
Il Consorzio Ecocarbon inoltre sostiene di voler essere garante della qualità del combustibile prodotto, «in quanto abbiamo integrato alla normativa nazionale un disciplinare di processo e prodotto, che impone uno standard di produzione estremamente raffinato, e la Regione Abruzzo ha adottato questo strumento, cui dovranno far riferimento tutti i produttori, e lo stabilimento Sacci dovrà seguire le stesse indicazioni, i fornitori dovranno avere tra i requisiti l’adozione e la certificazione del disciplinare Ecocarbon, dove i controlli vengono controllati dal “comitato di sorveglianza del marchio di qualità”, composto dai rappresentanti dei cittadini locali, organi di controllo, comitati, associazioni ambientaliste e tutti gli organismi di stato preposti. (come previsto dal regolamento di applicazione del disciplinare di processo e prodotto)».
«Il Css combustibile», spiega ancora il Consorzio, «non sono solo plastiche (soprattutto non è plastica clorurata, che viene eliminate dalla raccolta differenziata a monte a valle del processo di trattamento, i cosidettei TMB a freddo), ma la frazione secca non recuperabile dopo tutte le raccolte differenziate e i rifiuti industriali non pericolosi, idonei al processo, ma non recuperabili come materia prima seconda, e anziché andare a finire in discarica vengono valorizzati economicamente, perché il Css Combustibile “ end of Waste” è un prodotto non è più un rifiuto. Nelle altre situazione dove si utilizza il Css Combustibile ha abbassato del 40% la tassa dei rifiuti ai cittadini».