CALAMITA' INNATURALI

La natura si ribella. Clima e insetti killer: l’anno nero di olio, pasta, castagne, miele e agrumi

Olio razionato, «basterà solo per i primi 6 mesi dell’anno»

Redazione Pdn

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La natura si ribella. Clima e insetti killer: l’anno nero di olio, pasta, castagne, miele e agrumi

ABRUZZO. Allarme anche in Abruzzo per l’olio d’oliva made in Italy, con le scorte di extravergine che  saranno esaurite entro i primi sei mesi del 2015 per effetto del crollo dei raccolti che ha coinvolto in realtà tutti i prodotti base della dieta mediterranea.
 A lanciare l’allarme è la Coldiretti che, mercoledì mattina a Roma, in occasione dell’Assemblea nazionale ha presentato un dossier su come cambieranno le tavole degli italiani nel nuovo anno con effetti sulle tasche e sulla salute.
Se nel 2014 il reddito agricolo reale per attivo in agricoltura è diminuito in Italia dell’11 per cento, nel 2015 sugli scaffali dei supermercati ci sarà il 35 per cento in meno di olio di oliva italiano.
Nelle ultime settimane con le quotazioni dell’olio di oliva in forte crescita proprio a causa dello scarso raccolto è stato boom furti nelle campagne, dove i ladri hanno rubato dalle olive ai fusti di extravergine, con centinaia di quintali di prodotto spariti dalle aziende e dagli uliveti.
Ottobre e novembre sono stati mesi di tensione e paura su tutto il territorio nazionale, con raid di squadre organizzate che in un’ora riuscivano a raccogliere oltre un quintale di olive, mentre trafugare una cisterna piena di olio ha fruttato un bottino di oltre 200mila euro.
Nel giro di pochi giorni le forze dell’ordine hanno effettuato decine di arresti tanto da aver spinto alcuni agricoltori ad organizzarsi con ronde, mentre altri si sono affidati a istituti di vigilanza, con i camion che trasportano l’extravergine scortati dalla polizia. Olive come diamanti dunque, scortate contro il moltiplicarsi dei tentativi di furti: anche questo è stato il risvolto della scarsa produzione.

IL MIELE
Ma si è registrato un calo del 25 per cento anche per gli agrumi, del 15 per cento per il vino fino al 50 per cento per il miele. 
Cali confermati anche in Abruzzo per effetto del clima anomalo, soprattutto in riferimento ad alcune produzioni: la produzione di miele di acacia, castagno, sulla, timo e millefiori è quasi dimezzata per effetto del clima e dei “predatori naturali”.
Come l'insetto 'killer' delle api che mangia il miele, il polline e, soprattutto la covata annientando la popolazione di api o costringendola ad abbandonare l'alveare.  Il coleottero Aethina tumida della famiglia dei Nititulidi  aveva gia' invaso il Nord America alla fine degli anni '90 provocando ingenti danni al patrimonio apistico, con livelli di infestazione mai riscontrati in Africa, sua zona di origine.
Capitolo vendemmia: quest’anno si è classificata come tra le più scarse dal 1950 con una diminuzione della produzione di vino anche del 30%, per non parlare della campagna olivicola che in regione ha registrato un crollo della produzione di olio di oliva fino all’80 per cento, con un record negativo mai verificato prima.

LA PASTA
E’ allarme anche per la produzione italiana di pasta a causa dell’eccessiva dipendenza dell’industria nazionale per l’acquisto di grano duro dall’estero da dove arriva circa il 40 per cento del fabbisogno perché non si è avuta la lungimiranza di investire sull’agricoltura nazionale. Se in Italia i  raccolti di frumento duro hanno subito una leggera flessione (-4 per cento), un calo consistente del 10 per cento si è verificato nell’Unione Europea e un vero e proprio crollo del 27 per cento  si è registrato in Canada  che è il principale fornitore dell’Italia. Complessivamente, secondo le stime dell’International Grains Council, la produzione mondiale dovrebbe attestarsi sui 34 milioni di tonnellate (-15 per cento).

LE CASTAGNE
Conto pesante a livello nazionale anche per il raccolto di agrumi, meno preoccupante invece la situazione del pomodoro da conserva per preparare polpe, passate e pelati da condimento.
C’è poi l’ emergenza anche per le castagne, dove siamo addirittura al minimo storico con un raccolto nazionale ben al di sotto dei 18 milioni di chili registrati lo scorso anno e pari ad appena 1/3 di quella di 10 anni fa (emergenza riscontrata anche in Abruzzo, dove a farne le spese sono state soprattutto le zone interne aquilane).
Per la prima volta nella storia sulle tavole autunnali degli italiani ci sono state più castagne straniere (Spagna, Portogallo,  Turchia e Slovenia) che nostrane, con le importazioni dall’estero che hanno superato in quantità la produzione Made in Italy scesa al minimo di sempre
Per le castagne la riduzione è dovuta – precisa la Coldiretti - all’andamento climatico sfavorevole con l’eccesso di precipitazioni ma anche alla strage provocata dagli attacchi dell’insetto killer “Cinipide galligeno del castagno” arrivato in Italia dalla Cina e che da alcuni anni sta decimando i raccolti.
 Un duro colpo per un alimento che nel 1911 aveva raggiunto addirittura una produzione record di 829 milioni di chili con il castagno che riveste peraltro un ruolo  Importante in molte aree collinari e montane del nostro Paese, non solo per la produzione di frutti e legno, ma anche per il presidio del territorio e  per la salvaguardia dell’assetto ambientale e idrogeologico.

LA TAVOLA CHE CAMBIA
Un allarme generale di cui gli italiani- e anche gli abruzzesi – risentiranno sicuramente a tavola, dove,  anche per gli effetti dal punto di vista economico, rischiano quindi di mancare i prodotti base della dieta mediterranea sono considerati indiscutibilmente come essenziali per garantire una buona salute, soprattutto per la crescita nelle giovani generazioni.
Pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari, che hanno consentito agli italiani di conquistare fino ad ora il record della longevità con una vita media di 79,4 anni per gli uomini e di 84,5 per le donne, tra le piu’ elevate al mondo.

«AUMENTO RISCHIO CONTRAFFAZIONE»
«Con il crollo dei raccolti nazionali – evidenzia il direttore di Coldiretti Abruzzo Alberto Bertinelli - aumenta il rischio di contraffazione e  l’arrivo in tavola di prodotti spacciati per Made in Italy ma provenienti dall’estero. In questa particolare situazione l’unica cosa da fare è cercare di accertarsi dell’origine del prodotto verificando con attenzione l’etichetta, privilegiare le denominazioni di origine e rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica  ma anche cercare sulle confezioni il caratteristico logo (Dop/Igp) a cerchi concentrici blu e gialli con la scritta per esteso nella parte gialla “Denominazione di Origine Protetta” o “Indicazione Geografica Protetta” mentre nella parte blu compaiono le stelline rappresentative dell’Unione Europea”. L’accorciamento della filiera resta sicuramente la maggiore garanzia della provenienza del prodotto e dell’origine della materia prima. Le  conseguenze del maltempo e il calo generale delle produzioni influiscono tuttavia non solo sui consumi, ma anche sui redditi agricoli che quest’anno fanno registrate un pesante segno negativo che di certo non aiuta il settore».

Alessandra Lotti