BANCHE E RAPINE

Usura, «gli abruzzesi sono tra gli italiani più a rischio»

Colletti presenta interrogazione su pratiche scorrette delle banche

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Usura, «gli abruzzesi sono tra gli italiani più a rischio»

Andrea Colletti


ABRUZZO. Secondo i dati forniti dall'ufficio studi della Confederazione generale italiana dell'artigianato (Cgia) di Mestre, tra la fine del 2011 e lo stesso periodo del 2013 le banche hanno erogato a famiglie e imprese 97,2 miliardi di euro in meno.
Lo studio rivela in tal senso che gli abitanti abruzzesi presentano un alto rischio di cadere vittime di usura a causa degli alti tassi di interesse e dei pochi prestiti erogati dalle banche (44,6% in più della media Italia). Un rischio peggiore lo correrebbero solo i cittadini di Campania e Calabria.
In Abruzzo i tassi di interesse sono infatti del 3,54%, mentre nella media italiana i tassi si assestano sul 2,69%. Molto alto anche il rapporto tra sofferenze ed impieghi bancari con una percentuale del 14,1% (per l'esattezza 3.528 sofferenze su 25.001 impieghi), mentre la media italiana è dell'8,43%.
Come se non bastasse, secondo le valutazioni del Report nazionale sull'usura praticata dalle banche, nel 99% dei quasi 47mila conti correnti aziendali analizzati sono state rilevate anomalie.

Per questi motivi il deputato del Movimento 5 Stelle Andrea Colletti ha depositato l’interrogazione numero 5-04218 con la quale ha richiesto ai Ministri della Giustizia e dell’Interno il numero di reati di usura bancaria e di sospensione delle procedure esecutive per usura bancaria in Abruzzo.
«L'usura bancaria rappresenta un vero e proprio pericolo per il nostro Paese e per la nostra Regione – denuncia Colletti – in quanto aggredisce il patrimonio industriale, artigianale, agricolo e dei servizi che connota il tradizionale corpo produttivo dell'Abruzzo. Io e la collega del mio studio, Raffaella Di Giovanni, siamo riusciti a bloccare, grazie alla collaborazione di un Pubblico Ministero, un’esecuzione immobiliare richiesta da una banca a seguito della denuncia di una possibile usura bancaria, ma auspico che le associazioni di categoria siano più vicine ai propri associati nel verificare che le banche non stipulino contratti illegittimi nei loro confronti».

QUANTI CADONO NELLE MANI DEGLI USURAI?
Con le sole denunce effettuate all’Autorità giudiziaria non è possibile dimensionare il fenomeno dell’usura: le segnalazioni, infatti, sono ancora molto poche. Per questo la Cgia di Mestre ha incrociato i risultati di ben 8 sotto indicatori per cercare di misurare con maggiore fedeltà questa emergenza. Ciò che pochi sanno sono le motivazioni per le quali molte persone cadono tra le braccia degli strozzini. Oltre al perdurare della crisi, sono soprattutto le scadenze fiscali a spingere molti piccoli imprenditori nella morsa degli usurai. Per i disoccupati o i lavoratori dipendenti, invece, sono i problemi finanziari che emergono dopo brevi malattie, brutti infortuni o a seguito di appuntamenti familiari importanti, come un matrimonio o un battesimo.
Ritornando alla metodologia di calcolo, si evince che nelle aree dove c’è più disoccupazione, alti tassi di interesse, maggiore sofferenze, pochi sportelli bancari e tanti protesti, la situazione è decisamente a rischio.