ALTA TENSIONE

Elettrodotto Villanova – Gissi, ecco il dossier con tutte le criticità dell’opera

I Comitati: «bloccare l'opera e riesaminare l'iter»

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

4457

Elettrodotto Villanova – Gissi, ecco il dossier con tutte le criticità dell’opera

ABRUZZO. Il progetto Villanova-Gissi non piace ad alcuni residenti (una minoranza, spiega la società Terna) ma ora con un corposo e dettagliato dossier quei comitati spiegano che ci sono anche una serie di anomalie procedurali nell’iter puramente amministrativo.
Si tratta di rilievi non secondari che potrebbero in qualche modo inficiare l’intera procedura o quantomeno impegnare tempo e attenzione delle istituzioni chiamate a valutare tali rilievi.
Intanto dopo il duro muro contro muro tra Terna e residenti non si registrano più da giorni scontri o occupazioni coatte da parte di dipendenti della multinazionale dell’energia, una calma apparente che potrebbe favorire una pausa di riflessioni utile a tutti.  

Ma quali sono i problemi evidenziati dal coordinamento dei comitati contro l’elettrodotto?
Decine di sostegni sarebbero stati previsti in piena aree a rischio idrogeologico e gli stessi sostegni dei cavi elettrici sarebbero poi di una tipologia diversa rispetto agli elaborati depositati per la Valutazione di Impatto Ambientale e progetto autorizzato. Inoltre mancherebbe il coinvolgimento di Comuni che comunque subiscono impatti uno degli errori forse più grandi fatti in questa brutta ma non inedita storia abruzzese di imposizioni.
Una tra le cose che emergono e che nessuno prima aveva notato è la pericolosa interferenza tra i lsito di stoccaggio del gas “Poggiofiorito” e l’elettrodotto. Cioè in un tratto le due opere si incrociano ma in nessun documento questo fatto viene preso in considerazione  e valutato. Lo stoccaggio del gas nel sottosuolo come accertato e pacifico può generare un indice di pericolo anche elevato specie se in zona sismica. Ora se sulla “testa” dell’immenso serbatoio naturale di stoccaggio viene costruito un enorme elettrodotto il pericolo di certo non diminuisce ma può amplificarsi in caso di incidente.   
Come e perché tale fatto non sia stato preso in considerazione dalle istituzioni non è chiaro.

Come si sa l'intervento in oggetto da diverso tempo è al centro di durissime contestazioni da parte di un'ampia parte della popolazione abruzzese. Si susseguono sit-in presso i cantieri, opposizioni popolari all'occupazione dei terreni per i cantieri con centinaia di cittadini coinvolti, innumerevoli assemblee pubbliche e manifestazioni.
 Numerose sono state le segnalazioni da parte della popolazione ai numeri di urgenza delle autorità rispetto alle attività di cantiere. Anche i sindaci sono scesi in campo a fianco della popolazione e, con lo studio degli atti amministrativi, alcuni dei quali sconosciuti a tutti in quanto neanche pubblicati, stanno emergendo fatti che potrebbero a detta dei cittadini «assumere profili di estrema gravità».

I Comitati hanno chiesto la sospensione dell’esecuzione dell'opera e di riesaminare, anche in auto-tutela, tutte le autorizzazioni e pareri rilasciati.
«Le criticità sollevate dall'intervento sono tali da richiedere, a nostro avviso», ha spiegato Augusto De Sanctis, «non solo l'immediata sospensione dei lavori e il riesame, anche in auto-tutela, di tutte le autorizzazioni e pareri ma, tenendo conto del mutato contesto, l'esclusione dell'opera tra quelle necessarie al comparto elettrico e, di conseguenza, il ripristino dei luoghi».

Queste nel dettaglio le criticità emerse sulla procedura amministrativa:

CRITICITA' NELLA PUBBLICAZIONE PER LA PARTECIPAZIONE DEL PUBBLICO
L'iter di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) appare viziato dal punto di vista della partecipazione del pubblico, poiché in diversi comuni (come S. Martino sulla Marrucina) in cui si riverberano gli impatti paesaggistici non sono stati depositati gli atti.

MODIFICA PROGETTUALE SOSTANZIALE - CAMBIO DELLA TIPOLOGIA DEI SOSTEGNI
Gli elaborati progettuali che hanno ottenuto il parere di V.I.A. riportavano, per i sostegni, il tipo “a traliccio”. Successivamente, nel progetto esecutivo, Terna li ha sostituiti con sostegni “monostelo”. Si tratta con tutta evidenza di una modifica sostanziale,  che determina la necessità di riavviare le procedure di V.I.A. per valutare i pro e i contro di tale scelta. Tra l'altro i recenti interventi di Terna in altre regioni sollevano forti dubbi sull'impatto paesaggistico di questa tipologia di sostegni e delle attività di cantiere connesse.

SITI DA BONIFICARE E RISPETTO DELLE PRESCRIZIONI
Nella documentazione emerge che ben 5 sostegni ricadono in siti potenzialmente contaminati o contaminati. Questa informazione di rilevante importanza per il pubblico non è rintracciabile nella documentazione presentata per la V.I.A.
I cantieri sono stati avviati ben prima di ottemperare alle prescrizioni del Decreto di V.I.A. I risultati dei monitoraggi ambientali non sono pubblicati come prevede la legge sui siti WEB degli enti. Moltissime prescrizioni non appaiono rispettate. Nelle prime fasi di cantiere vi è stato un uso intensivo degli elicotteri per i cantieri dell'opera. Tale situazione e i relativi impatti (inquinamento acustico; disturbo alla fauna; possibili sversamenti di materiali ecc.) non appaiono delineati nello Studio di Impatto Ambientale. Inoltre la scelta di utilizzare sostegni “monostelo” esacerberà gli impatti collegati all'uso di elicotteri, anch'essi non previsti nella procedura di V.I.A.

AREE A RISCHIO IDRO-GEOLOGICO
Quello del dissesto idrogeologico è ormai una vera emergenza nazionale. Appare veramente incredibile che un'opera di livello nazionale sia realizzata per oltre 1/3 (dai nostri calcoli 55 sostegni su 151) in aree a vario grado pericolose dal punto di vista idro-geologico, alcune delle quali addirittura in frana attiva!.

PARERE SUL VINCOLO IDROGEOLOGICO  
Dagli atti risulta che il parere sul vincolo idrogeologico sia stato rilasciato direttamente dal Corpo Forestale dello Stato nonostante la competenza sia della della Regione Abruzzo.

DETERMINE “FANTASMA”
I criteri localizzativi degli elettrodotti concordati tra Regione Abruzzo e posti alla base della suddetta procedura di Valutazione Ambientale Strategica da parte di Terna nonché il corridoio preferenziale dell'elettrodotto Villanova – Gissi sono stati approvati con una procedura illegittima La stessa V.I.A. è stata a sua volta fondata sui risultati di tali amministrative gravate da così pesanti dubbi dal punto di vista del procedimento.  

CONVENZIONI CON I COMUNI
Le convenzioni tra Terna e Comuni non prevedono alcuna compensazione per le eventuali riduzioni delle entrate fiscali derivanti dai minori oneri che i proprietari degli immobili dovranno versare nelle casse comunali (IMU ecc.) a seguito del deprezzamento del valore degli stessi. Tale situazione, a nostro avviso, potrebbe comportare nel medio e lungo periodo un mancato introito per  i comuni di dimensioni estremamente rilevanti.

INTERAZIONE CON IL PROGETTO DI STOCCAGGIO GAS “POGGIOFIORITO”
Nella procedura di V.I.A. non è stata considerata l'interferenza tra elettrodotto e lo stoccaggio di metano “Poggiogiorito” della capacità di 157 milioni di Smc. Gli stoccaggi sono stabilimenti a rischio di incidente rilevante. Non è stato considerato l'effetto cumulo tra i due progetti né il cosiddetto effetto domino in caso di incidente.

ESPROPRI E OCCUPAZIONI D'URGENZA
Non si è provveduto a pubblicare ed informare nei modi previsti dalla legge, i cittadini interessati dagli espropri. Infatti diversi Comuni non hanno pubblicato correttamente l'avviso sul proprio Albo Pretorio.

PRESENZA DI SPECIE FAUNISTICHE TUTELATE DALLE DIRETTIVE COMUNITARIE
Alla Regione e al Ministero dell'Ambiente sono state segnalate numerose osservazioni relative a specie di enorme importanza naturalistica come Moretta tabaccata e Nibbio reale, che possono subire l'impatto del progetto. Tali informazioni avrebbero dovuto portare a rivedere diversi aspetti dell'opera, anche per valutare l'effetto cumulo con altri impianti.

RISULTATI DELLA PROCEDURA DI V.I.A. DEL 2004 RELATIVA ALLA CENTRALE DI  GISSI
La centrale a ciclo combinato di Gissi è già connessa alla rete elettrica nazionale e la sua costruzione è stata sottoposta a suo tempo a V.I.A. A 7 anni di distanza l'elettrodotto Gissi – Villanova, secondo il proponente, serve per garantire la produzione della Centrale e a migliorare l'immissione in rete dell'energia prodotta da questo impianto. Se così fosse si tratta sostanzialmente di una modifica all'impianto esistente e alle infrastrutture di connessione, a suo tempo evidentemente sottostimate. Come minimo ci si aspetterebbe di conoscere i dati del piano di monitoraggio (e della produzione) tra il 2004 e il 2010-2011, visto che i due interventi sono strettamente interconnessi. Nulla di tutto ciò è riscontrabile nella documentazione di V.I.A.

RIESAME DELLE PROCEDURE AUTORIZZATORIE E DI V.A.S.
Alla base del procedimento autorizzativo e, soprattutto, delle varie Valutazioni Ambientali Strategiche dei Piani di sviluppo di Terna vi erano delle “certezze” che, alla prova dei fatti, non si sono rivelate come tali. Infatti i consumi elettrici sono in continuo calo sia per la “crisi” sia per l'attuazione di norme per l'efficienza energetica e il risparmio. E' del tutto evidente che è cambiato completamente lo scenario macro-economico ed ambientale in cui dovrebbe inserirsi il progetto rispetto a quello preso in considerazione dai Piani di sviluppo di Terna sottoposti alle procedure di V.A.S.

Elettrodotto Gissi Villanova Diffida 15-12-2014 Def