PROTESTA INFINITA

Vanta crediti per 120 mila euro, Tomeo occupa nuovamente la Provincia

«Ennesima presa in giro, da qui non mi muovo»

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Vanta crediti per 120 mila euro, Tomeo occupa nuovamente la Provincia

Massimo Tomeo

L’AQUILA. Ha trascorso la notte con la moglie negli uffici della presidenza della Provincia dell'Aquila Massimo Tomeo, l'imprenditore di 57 anni di Vasto che vanta crediti con l'ente per 120 mila euro per lavori eseguiti nell'Istituto per geometri di Sulmona.
«Mi hanno preso in giro per l'ennesima volta - dice Tomeo - nonostante 15 giorni fa avessi avuto l'impegno che sarei stato pagato. Sono arrivato ieri e non avevano fatto assolutamente nulla».
«Avrebbero dovuto inviare solo un'email a Equitalia perché nel frattempo non siamo riusciti a pagare l'Inps e l'Inail ha inviato la documentazione per la riscossione coatta», continua l’imprenditore.
«Per chiudere la nostra posizione la Provincia deve prima pagare per nostro conto Equitalia».
Per Tomeo tutto questo è una situazione assurda «e non mi muoverò da qui per nessuno motivo fino a quando non risolveranno questa situazione. Ieri ho l'avuto l'ennesima dimostrazione che non si sono preoccupati di fare nulla. Ora si muoveranno, almeno lo spero, ma ci sono i giorni festivi che allungheranno tutto maledettamente facendo arrivare a Natale». 

Tomeo riferisce che è stato accompagnato dalla moglie «che non mi vuole lasciare da solo a difendere i mie diritti e siamo stati lasciati soli senza che nessuno ci abbia offerto nemmeno un caffè. Siamo seduti su delle sedie piantonati dalla Polizia provinciale».
L’imprenditore da anni rivendica le spettanze dovutegli a seguito di lavori post-sisma eseguiti nell'istituto di Sulmona "De Nino Morandi", di recente sequestrato dalla Guardia di Finanza. Quella di oggi è l’ennesima protesta dell’uomo: dal 3 al 29 settembre 2013 aveva protestato con lo sciopero della fame sostando giorno e notte nel suo camioncino di fronte alla sede della Provincia; dal 10 ottobre aveva ripreso con lo sciopero della fame e della sete, successivamente interrotto. Un’altra protesta esattamente un anno fa quando disse: «se non mi pagano saranno responsabili di omicidio».
Poi un altro blitz in Provincia 15 giorni fa quando minaccio: «o mi danno i soldi o mi ammazzo». In quella occasione da parte della provincia erano arrivate rassicurazioni che però sarebbero state nuovamente smentite dai fatti.
Sono tre anni che l'imprenditore attende i 120 mila euro che gli deve l’Ente provinciale e, nonostante una sentenza in suo favore emessa dal Tribunale dell'Aquila circa tre settimane fa, non si è mosso nulla.