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Carichieti, la Fondazione nomina Prometeia come advisor

Preparerà il piano strategico per uscire dal commissariamento

Redazione Pdn

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Carichieti, la Fondazione nomina Prometeia come advisor


CHIETI. E’ Prometeia spa l’advisor scelto dalla Fondazione Carichieti per «la redazione e la definizione» del suo piano industriale, definito “strategico” nel comunicato che ieri ha annunciato questa novità.
Si tratta di un passaggio molto importante nella vicenda del commissariamento della Cassa di risparmio, perché arriva abbastanza presto rispetto – ad esempio – alla Tercas e potrebbe essere il segnale atteso da molti per tornare a vedere la luce in fondo al tunnel.
«Tale strumento (cioè il Piano) mira non soltanto a salvaguardare il patrimonio della Fondazione – si legge nella nota ufficiale - ma anche all’individuazione di operazioni in grado di rilanciare la Cassa e consentire alla Fondazione la ripresa della propria attività istituzionale».
 La scelta di questo advisor è avvenuta dopo un testa a testa con la Kpmg ed è stata motivata sia con le caratteristiche di questa società sia con il costo inferiore dell’operazione che si prevede non breve, ma nemmeno molto lunga e che comprende anche il riequilibrio economico interno della Fondazione.
Il prossimo passo dell’advisor sarà la richiesta di accesso agli atti al commissario Riccardo Sora, poi sulla base di questi dati Prometeia elaborerà un piano strategico dove saranno esposti i termini delle rettifiche possibili sui crediti in sofferenza, vista anche la solidità del capitale sociale.

Quasi una risposta alle notizie allarmistiche fatte circolare sugli incagli da centinaia di milioni, visto che gli “incagli” non sono “buchi” di bilancio, ma momentanee difficoltà di alcuni imprenditori e correntisti, le cui posizioni possono tornare in bonis o passare a sofferenza.
Dopo la quantificazione delle rettifiche sostenibili, sarà possibile la richiesta di aumento del capitale sociale e con l’arrivo di soldi freschi Carichieti potrà tornare all’utile e chiudere il commissariamento. Facile a dirsi, ma non altrettanto a realizzarsi.
Perché nello scenario che la nomina di Prometeia fa intravedere, la Fondazione potrebbe diminuire la sua partecipazione al capitale Carichieti, che ora è dell’80%, facendo spazio ad altri investitori bancari e ad imprenditori locali tra Chieti e Pescara.

Sebastiano Calella