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Elettrodotto: anche i balneatori Pescara chiedono chiarezza

Si valuta ricorso a Tar in attesa Conferenza Servizi

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Elettrodotto: anche i balneatori Pescara chiedono chiarezza

PESCARA. I balneatori della zona sud di Pescara, scendono in piazza per avere chiarezza da Terna, dopo la richiesta, con atto formale del colosso energetico, di concessione demaniale per cinquant'anni dell'area costiera di fosso Vallelunga dove dovrebbe arrivare il cavo interrato via mare del cavidotto Tivat (Montenegro)-Pescara-Villanova (Pescara).
La società nei giorni scorsi ha avviato le procedure, con la Capitaneria di porto, per l’occupazione della porzione di spiaggia pescarese, in area demaniale, interessata dai lavori per l’installazione dell’ultimo tratto sottomarino del cavo in corrente continua e per farlo poi riemergere dal mare, nel tratto di costa della zona pineta-piazza Alcyone.
Una volta tirato fuori dall’acqua del mare, il cavo passerà nell’alveo del fosso Vallelunga per poi essere nuovamente interrato. Dopo aver attraversato via Nazionale Adriatica sud, si snoderà, sempre sotto terra, lungo via Tirino, parallelamente a via Tiburtina per proseguire verso San Giovanni Teatino. Oltrepassato il fiume Pescara, il cavo lambirà per alcuni metri il territorio di Santa Teresa di Spoltore, lungo gli argini fluviali, e arriverà a Villanova, nella centrale elettrica di Piano Marino, sulla collina di contrada Buccieri.
Sabato mattina, nel corso di un incontro, alcuni gestori di stabilimenti balneari di Pescara sud hanno chiesto di sapere cosa accadrà con l'avvio dei lavori.
«Innanzitutto non sappiamo - ha detto l'architetto Clementina Rocco, legale rappresentante dello Stabilimento 186 e portavoce dei balneatori - se i lavori partiranno ad inizio 2015, in primavera o in estate. Il documento di cui siamo in possesso é a dir poco generico. Una cosa é certa. Questa zona, una volta che si comincerà, non sarà più come prima. Gli effetti che ci saranno riguarderanno non solo la zona costiera, ma anche l'abitato, e non saranno solo effetti ambientali. Lavori che di fatto interesseranno una zona di diversi chilometri. A Tivat (Montenegro), che é un piccolo centro di pescatori, il paesaggio é stato stravolto».
«Da noi, in una città grande come Pescara cosa accadrà? Per questo - ha spiegato l'architetto Rocco - noi ci chiediamo perché quest'opera non é stata illustrata e spiegata ai cittadini, agli imprenditori e a tutti i cittadini. Stiamo parlando di un'area costiera importante e che é sotto vincolo paesaggistico dal 1930. Noi abbiamo prodotto diverse Osservazioni sull'opera e stiamo continuando a studiare l'opera sotto l'aspetto tecnico-giuridico, in attesa di vedere cosa si dirà nella Conferenza dei Servizi del 16 dicembre presso la Capitaneria di Porto».
Il neonato comitato di balneatori di Pescara sud starebbe valutando anche un ricorso al Tar per eventuali vizi formali. Senza entrare nel merito é stato fatto notare, nel corso della conferenza stampa che quando ci fu, alcuni mesi fa lo spiaggiamento a Vasto dei capodogli, in zona erano al lavoro, per le rilevazioni, due navi oceanografiche le cui apparecchiature potrebbero creare problemi a diverse specie di cetacei.
All'incontro hanno partecipato anche alcuni esponenti del Forum Abruzzese dell'Acqua.