LA PROTESTA

Sblocca Italia, sit in dei 5 stelle davanti alla Regione

Dalle 10 protesta contro la legge 164/2014

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Sblocca Italia, sit in dei 5 stelle davanti alla Regione

Enza Blundo

L’AQUILA. Martedì 9 dicembre, alle ore 10 presso la Villa Comunale, davanti alla sede della Regione Abruzzo de L'Aquila, in occasione del Consiglio convocato per lo stesso giorno, gli attivisti del Movimento cinque stelle Abruzzo organizzano un sit-in di protesta contro la famigerata legge 164/2014, nota come legge Sblocca Italia.

La Regione Abruzzo ha recentemente approvato all'unanimità la risoluzione a firma dei portavoce del
Movimento Cinque Stelle, per la quale si impegna ad impugnare la legge per vizio di incostituzionalità.
«Soddisfatti di questo risultato», dicono i pentastellati, « riteniamo, però, doveroso mantenere alta l'attenzione su un argomento estremamente importante, come la difesa ad oltranza del nostro territorio».

Durante il sit-in ci sarà un banchetto informativo, nel quale gli attivisti raccoglieranno anche le firme per la petizione, promossa dagli europarlamentari del Movimento, sulle autorizzazioni alle estrazioni petrolifere in terra e
in mare, «che violano le direttive sulla valutazione di impatto ambientale (Direttiva 2011/92/EU) e sulla protezione degli habitat (Direttiva 92/43/EEC)».
«L'autorizzazione alla ricerca di nuovi giacimenti petroliferi e l'incremento delle attività estrattive in essere», denunciano i 5 Stelle, «non tengono affatto conto di problemi come l'elevata sismicità, la presenza di falde acquifere o la prossimità delle trivelle alle coste, e dei rischi legati all'inquinamento. Sull'Abruzzo lo scenario che si preannuncia è a dir poco tragico».
Un mese fa, il 9 novembre, pochi giorni dopo la conversione in legge dell'allora Decreto, i 5 Stelle hanno manifestato a Pescara insieme a numerosi comitati, associazioni e movimenti per contestare il provvedimento del Governo Renzi».
I PUNTI CONTESTATI
Sono 6 i punti del decreto Sblocca Italia poi trasformato in legge dopo l’approvazione al Senato, che gli ambientalisti contestano.
Le nuove norme, contestano, «consentono di applicare le procedure semplificate e accelerate sulle infrastrutture strategiche ad una intera categoria di interventi, senza che vengano individuate le priorità e senza che venga chiarito se il “piano delle aree”, come previsto dalle leggi vigenti, si applichi la Valutazione Ambientale Strategica». Secondo: «trasferiscono d’autorità nel marzo 2015 le procedure di VIA sulle attività a terra dalle Regioni al Ministero dell’Ambiente». Terzo: «compiono una forzatura rispetto alle competenze concorrenti tra Stato e Regioni, cui al vigente Titolo V della Costituzione, non prevedendo che sono necessarie “intese forti” con le Regioni».
Quarto: «prevedono una concessione unica per ricerca e coltivazione, in contrasto con la distinzione comunitaria tra le autorizzazioni per prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi». Quinto: «trasformano forzosamente gli studi del Ministero dell’Ambiente sul rischio subsidenza in Alto Adriatico, derivante dalle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, in “progetti sperimentali di coltivazione”». Sesto: «costituiscono una distorsione rispetto alla tutela estesa dell’ambiente e della biodiversità, rispetto a quanto disposto dalla Direttiva Offshore 2013/30/UE e dalla nuova Direttiva 2014/52/UE sulla Valutazione di Impatto Ambientale».