LA NUOVA INCHIESTA

Abruzzo. Truffa e reati fiscali, ritorna l’incubo per Guerino Testa e Carmine De Nicola

Perquisizioni a casa e negli uffici. 25 indagati

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Guerino Testa

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PESCARA. Alla fine sono scattate le perquisizioni e forse anche qualche sequestro preventivo di beni ma l’inchiesta è top secret e la finanza e la procura non si sbottonano.
 Eppure sono oltre 25 gli indagati, evidentemente eccellenti, tra cui spiccano l'imprenditore Carmine De Nicola e Guerino Testa, ex presidente della Provincia di Pescara ed esponente del Nuovo Centrodestra.
Si tratta di una inchiesta della Procura di Pescara riguardante reati fiscali e truffa ai danni dello Stato ma c’è anche dell’altro, il tutto per un importo di oltre 20 milioni di euro.
Nel mirino del procuratore aggiunto Cristina Tedeschini e del sostituto procuratore Anna Rita Mantini, la gestione delle attività di diverse società riconducibili alla famiglia De Nicola, che opera nel settore della sanita', delle scuole private, del turismo e immobiliare.
Le indagini sono partite almeno due anni fa a Pescara dopo essere state avviate e portate avanti per alcuni anni dalla guardia di finanza di Chieti su mandato di quella procura. Poi, evidentemente, vi è stato uno stralcio o il passaggio di fascicolo per competenza. Non è chiaro se tra i reati contestati vi siano anche reati associativi e non è chiaro nemmeno se erano stati chiesti arresti poi rigettati dal gip.
I fatti contestati risalgono ad un arco di tempo molto ampio tra il 2007 e il 2014. Nello specifico, Testa, di professione commercialista e revisore contabile, è indagato in qualità di ex legale rappresentante di alcune società di De Nicola nell'arco temporale 2010-2011. Questa mattina gli uomini della Guardia di Finanza del comando provinciale di Pescara hanno perquisito le abitazioni di De Nicola e Testa e hanno sequestrato del materiale a carico dell'imprenditore.
 La finanza è stata anche in alcune sedi societarie ma come detto non è possibile saperne di più.
Le perquisizioni arrivano inaspettate e dopo oltre 5 anni visto che gli stessi personaggi risultavano attenzionati già nel 2010 in una inchiesta denominata “Amphora” che partiva dai capitali a San Marino e arrivava fino in Abruzzo proprio toccando De Nicola e Testa che operavano anche attraverso fiduciarie schermate e dunque la cui proprietà è rimasta finora ignota.
Già però nel 2009 PrimaDaNoi.it aveva riportato al notizia di un rinvio a giudizio per un processo incardinato nelle Marche che aveva al centro l’acquisizione di cliniche private.

Sullo sfondo una clinica contesa a San Benedetto del Tronto.
Il patron dell'Iri School college, a caccia di affari nel mondo sanitario delle Marche, intorno al 2007 acquisì  due case di cura: la Stella Maris, di cui possiede il 51% e Villa Anna, di cui è proprietario del 48%.
Le due cliniche appartenevano alla Medigest srl che fa riferimento alla Società di Medicina e chirurgia: e il 48% di Villa Anna era proprio della Medigest, che attraverso la Società di Medicina e Chirurgia controlla il 51% di Stella Maris.
Amministratore unico di Medigest era fino al 2011 Guerino Testa, e collega di Andrea Di Prinzio, commercialista di fiducia e consigliere molto ascoltato di Carmine De Nicola.
«La mia presenza al vertice di questa società è solo ed esclusivamente un fatto di prestazione professionale – spiegò allora a PrimaDaNoi.it lo stesso Guerino Testa – come succede negli studi professionali più importanti. E' prassi che un professionista faccia il sindaco in una società di un cliente, un altro magari fa il presidente e così via. De Nicola è un imprenditore della scuola e della sanità, che ha interessi anche nelle Marche e noi lo seguiamo. Tutto qui».
Oggi invece Testa dice di non aver ancora ricostruito tutta la vicenda e le contestazioni e chiede qualche giorno per recuperare carte e memoria.
 «Ricordo», ha detto Testa, «che nel 2009 mi dimisi dalle cariche di alcune società come ho fatto in occasione di mie candidature in politica anche per mancanza di tempo. Sono sereno e spero che tutto si chiarisca ma queste sono cose che non ti fanno trascorrere un fine settimana sereno»
De Nicola, che per molti anni risultava nullatenente, subì anche una pesante verifica fiscale a Chieti da parte della Agenzia delle Entrate facendo partire una notizia di reato.

Testa attraverso queste società, grazie anche all'amicizia con Andrea Di Prinzio, collega di studio, da lui sponsorizzato come vice presidente Fira (la finanziaria regionale) portò ad accostare già nel 2010 questo gruppo imprenditoriale alle vicende di Villa Pini, nel caos dopo Sanitopoli e gli arresti del patron Angelini, il grande accusatore di Del Turco (2008).
Villa Pini è poi ritornata nel 2013 quando De Nicola e Di Prinzio hanno partecipato all’asta per l’acquisto della clinica, vincendo in un primo momento con la società Santa Maria de Criptis. Poi il gruppo dovette abbandonare per inadempimento arrivando a perdere la cospicua cauzione versata prima della gara.
Una vicenda singolare e mai chiarita fino in fondo e che ora è sotto la lente del tribunale di Chieti per un contenzioso che ne è nato.
Ma l’impero di De Nicola è anche quello che affonda gli interessi nelle scuole private.
Chissà quanto di più hanno scoperto i magistrati e la finanza.