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Elettrodotto Terna, nuovo presidio a Casacanditella per impedire l’esproprio

Alle 13 previsto l’arrivo dei funzionari. Cittadini mobilitati

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Elettrodotto Terna, nuovo presidio a Casacanditella per impedire l’esproprio

Il cantiere

CASACANDITELLA. Questa mattina sul territorio del Comune di Casacanditella alle ore 12 è in programma un nuovo presidio durante il quale l’ennesimo proprietario terriero  si opporrà all'esecuzione del decreto di occupazione d'urgenza da parte di Terna.
E’ ormai un braccio di ferro continuo e quotidiano: la multinazionale va avanti per la sua strada, convinta di avere tutte le carte in regola e dall’altra parte ci sono i cittadini che non si arrendono e si oppongono al progetto e agli espropri.
Il proprietario terriero di Casacanditella che stamattina riceverà i funzionari Terna chiederà, insieme a tutti coloro che interverranno con la presenza quasi certa anche del sindaco, la sospensione del decreto «per gravi vizi di legittimità», così come accaduto in tantissimi altri posti nelle scorse settimane.
La protesta è partita il 5 novembre  ad Atessa in contrada Castelluccio dove in una sola mattinata sono stati sospesi, dopo una lunga trattativa con i funzionari di Terna, quattro decreti di occupazione.

Da lì, poi, i sit in si sono moltiplicati. E sempre nelle ultime ore i cittadini hanno richiesto alla società Terna Rete Italia S.p.A. copia del disciplinare d'incarico professionale dei funzionari che eseguono i decreti di occupazione: «di fatto», spiega Antonio Di Pasquale, «trasferiscono la proprietà privata dal proprietario alla società anche se il proprietario terriero si oppone all'immissione, in violazione della Legge e dei diritti della singola persona e dell'intera collettività. Inoltre i funzionari redigono il verbale di immissione in barba all'opponente, dalla pubblica strada, senza entrare sul terreno come se il proprietario non fosse intervenuto».
Intanto il deputato del Movimento 5 Stelle, si chiede se questa mega opera non sia in realtà già ritenuta inutile dal Governo Renzi.
Il deputato, infatti, nei mesi scorsi  ha presentato un'interrogazione proprio sull'elettrodotto Terna proveniente dalla Serbia/Montenegro per fornire elettricità all'Italia. Nei quesiti si era fatto presente come tale accordo non fosse per nulla conveniente per l'Italia: infatti l'energia proveniente dalla Serbia costa ben 155/MWh, mentre attualmente invece il costo per l'energia italiana (considerando oltretutto alcuni oneri) è di 66,83/MWh.
«Per l'energia elettrica pagheremo il triplo rispetto a quanto ci costerebbe in Italia - denuncia Colletti - Ma chi ci guadagna? Non certo i contribuenti italiani. Si è stimato che in 15 anni ci troveremo a pagare un sovrapprezzo di circa 500 milioni di euro. Per ora gli unici che ci guadagnano sono la Seci Energia, società privata del Gruppo Maccaferri, e la statale serba Eps (Elektroprivreda Srbije).  In queste settimane in tutto l'Abruzzo sono in atto espropri da parte della Terna. Con questa risposta il Governo ci dice, in realtà, che tale mega-opera è inutile per l'Italia»